La nuova stagione del Teatro Sanzio di Urbino si apre all’insegna dell’incontro tra linguaggi, generazioni e visioni artistiche differenti. Un cartellone ricco e articolato, promosso dalla Città di Urbino – Assessorato alla Cultura, con AMAT e con il sostegno della Regione Marche e del Ministero della Cultura, che attraversa la grande prosa contemporanea, i classici riletti, la danza e le esperienze del teatro d’oggi, fino alle produzioni capaci di coinvolgere il territorio e la sua comunità. Un percorso che intreccia protagonisti della scena nazionale, nuove scritture e inediti sguardi registici, confermando il teatro come luogo di partecipazione, riflessione e sperimentazione, aperto a pubblici diversi.
Ad aprire il programma, venerdì 16 ottobre, alle ore 21, è Empathy, spettacolo fuori abbonamento della Compagnia Dancein, con ingresso gratuito. Un progetto coreografico che indaga attraverso il movimento il rapporto tra memoria individuale, relazioni affettive e contesto sociale. L’appuntamento offre al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un’esperienza in cui danza, ricerca scientifica e accessibilità si incontrano, aprendo una riflessione condivisa sul valore dell’empatia e sulla capacità dei corpi di raccontare storie, costruire legami e generare nuove forme di comprensione reciproca.
Affidato a otto danzatori con e senza disabilità, Empathy utilizza la danza contemporanea e l’improvvisazione per esplorare il modo in cui le esperienze vissute e i ricordi tramandati influenzano le scelte di ciascuno e il nostro stare nella società. Al cuore della ricerca c’è, in particolare, il legame tra madre e figlio e la trasmissione della memoria tra generazioni: un patrimonio che ogni individuo rielabora nel corso della propria crescita, anche in relazione all’ambiente culturale e sociale in cui vive.
La coreografa e mentore Monia Mattioli accompagna gli interpreti in un processo creativo nel quale ciascuno degli otto danzatori firma la propria scena come autore, contribuendo in prima persona alla costruzione dello spettacolo. Le diverse esperienze e sensibilità diventano così parte integrante di una composizione che riconosce nel corpo uno strumento di espressione, conoscenza e relazione.
La ricerca artistica si intreccia con quella scientifica grazie al riferimento agli studi del professor Giacomo Rizzolatti sui neuroni specchio, all’origine di un percorso di mentoring attivato dalla compagnia nel 2025. Lo spettacolo è inoltre caso di studio del progetto Embody Education, rete di ricerca che coinvolge dieci università italiane e approfondisce il ruolo del corpo come strumento fondamentale nei processi educativi in ambito scolastico.
Empathy si inserisce inoltre nel progetto Oltre il sipario, finanziato dalla Regione Marche nell’ambito di Marche for All – seconda edizione e realizzato da AMAT. L’iniziativa lavora per rendere i teatri storici marchigiani sempre più accessibili alle persone con disabilità, sia sul versante della fruizione da parte del pubblico sia su quello della partecipazione artistica. La presenza dello spettacolo al Teatro Sanzio assume così un significato che va oltre la proposta culturale, valorizzando l’inclusione come dimensione concreta della vita teatrale.
Lo spettacolo si avvale delle collaborazioni coreografiche e registiche di Jérôme Bel, Paola Massi, Antonio Cuccaro, la scenografia è di Giacomo Giovannetti, i costumi di Petra Bartels, la produzione di Compagnia Dancein, con il sostegno di MiC – Bando Accessibilità degli artisti con disabilità 2025, partner di ricerca Progetto Embody Education (Rete di 10 Università Italiane).
Informazioni botteghino del teatro 0722 2281.
Barbara Mancia
ufficio stampa
AMAT


