Ex manicomio, il Comune chiede alla Regione di inserirlo tra gli immobili candidabili al Piano Casa. Biancani e Pozzi: «Un’opportunità per rispondere alla crisi abitativa di giovani e studenti»

La richiesta arriva a seguito delle interlocuzioni con il Conservatorio Rossini e con i corsi di laurea in ingegneria e infermieristica, dalle quali è emersa la difficoltà per studenti e giovani nel trovare alloggi a prezzi sostenibili in città: «La crisi abitativa sta diventando un ostacolo per la crescita della città»

«Il Piano Casa rappresenta una possibile opportunità per recuperare una parte dell’ex San Benedetto e dare una risposta anche al crescente bisogno abitativo di giovani e studenti. Se la candidatura non dovesse trovare accoglimento, chiediamo comunque alla Regione di prendere in considerazione un intervento destinato a una residenza universitaria, anche attraverso ERDIS, perché la disponibilità di alloggi è ormai un elemento importante per rendere Pesaro sempre più una città universitaria». È quanto affermano il sindaco di Pesaro Andrea Biancani e l’assessore alle Nuove Opere Riccardo Pozzi, dopo aver chiesto alla Regione Marche l’inserimento della porzione dell’ex manicomio di proprietà dell’AST nell’elenco degli immobili candidabili al Piano Casa.

La cronistoria

«Il recupero del San Benedetto è un percorso che stiamo portando avanti da tempo – spiegano Biancani e Pozzi -. Il Comune ha acquistato dall’Azienda sanitaria una porzione di circa 5.775 metri quadrati, sulla quale è in corso un intervento da 16 milioni di euro, che prevede 38 appartamenti di social housing, spazi pubblici e servizi per l’AST. Rimane però da recuperare la restante parte del complesso, di proprietà dell’Azienda sanitaria, che si estende per oltre 8.200 metri quadrati». Per questa ragione il Comune ha chiesto alla Regione di poter candidare al Piano Casa la porzione di proprietà dell’AST individuata nella ricognizione, composta da 6.080 metri quadrati di superficie coperta e 1.011 metri quadrati di superficie scoperta.

«In questi mesi – ha sottolineato il sindaco – abbiamo avuto diversi confronti sul futuro dell’ex manicomio e ho preso atto che, al momento, la Regione non ha previsto risorse proprie né un programma di intervento per il recupero della parte di sua competenza. Per questo abbiamo ritenuto importante suggerire una possibile strada alternativa attraverso il Piano Casa». Ma per il sindaco Biancani e l’assessore Pozzi il tema non riguarda soltanto il recupero di un immobile. «Dobbiamo guardare anche alle esigenze che stanno emergendo in città. La disponibilità di alloggi a prezzi accessibili è un problema che riguarda sempre più giovani e studenti». Ed è proprio quanto emerso dall’ultimo confronto avuto con il Conservatorio Rossini, i cui vertici hanno evidenziato «come la difficoltà a trovare alloggi, insieme a costi spesso troppo elevati, riguardi molti degli studenti che intendono iscriversi. Una difficoltà che riguarda anche altri percorsi formativi e professionali, come quelli legati ai corsi di ingegneria e infermieristica, per i quali la disponibilità di alloggi rappresenta un elemento importante per chi sceglie di studiare e formarsi a Pesaro».

Da qui l’idea di valutare, all’interno del complesso del San Benedetto di proprietà regionale, anche una possibile residenza per studenti, attraverso il coinvolgimento di ERDIS e degli altri soggetti competenti. «Pesaro sta investendo molto sulla propria dimensione universitaria e formativa – rimarcano Biancani e Pozzi -. Abbiamo l’ambizione di diventare sempre più una città universitaria, ma per farlo non basta aumentare l’offerta formativa: dobbiamo creare anche le condizioni perché gli studenti possano vivere e studiare qui. E l’accesso a un alloggio a costi sostenibili è una di queste».

La candidatura al Piano Casa rappresenta quindi un primo possibile strumento, ma non l’unica strada. «L’inserimento dell’immobile nell’elenco dei beni potenzialmente destinabili all’edilizia residenziale pubblica e sociale non significa che le risorse siano già state assegnate. Il percorso dovrà proseguire secondo quanto previsto dal Piano Casa e dovranno essere verificate le condizioni per l’eventuale accesso ai finanziamenti. Noi, però, vogliamo aprire fin da ora una riflessione sul possibile futuro di questa parte del complesso». Il tema si inserisce nel più ampio ragionamento sul futuro dell’ex manicomio e dell’attuale San Salvatore, già posto dal sindaco all’attenzione della Regione. «Già a gennaio avevo chiesto alla Regione di iniziare a programmare per tempo il destino di queste due aree strategiche per la città. Con la realizzazione del nuovo ospedale di Muraglia, l’attuale San Salvatore dovrà essere ripensato per accogliere un Polo della Salute, mantenendo e rafforzando i servizi sanitari e sociosanitari territoriali. Allo stesso tempo, dobbiamo individuare una prospettiva per il San Benedetto, valorizzando anche la parte che oggi non è interessata dall’intervento del Comune».

Per questo il sindaco e l’assessore intendono proseguire il confronto con la Regione: «Chiediamo la possibilità di confrontarci sul futuro di questi due grandi complessi. Per l’ex manicomio abbiamo individuato una possibile opportunità attraverso il Piano Casa, ma chiediamo che venga valutata comunque – a prescindere dagli esiti – la possibilità di recuperare una parte dell’immobile per realizzare una residenza destinata agli studenti attraverso ERDIS. Sarebbe un intervento che potrebbe rispondere a un bisogno concreto della città e, allo stesso tempo, accompagnare il percorso di Pesaro verso una dimensione sempre più universitaria».

Nei prossimi giorni il sindaco invierà una richiesta istituzionale al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e all’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, per chiedere un incontro dedicato al futuro del San Benedetto e dell’attuale ospedale San Salvatore. «Credo sia arrivato il momento di aprire un confronto concreto sulle prospettive di queste due aree. Sono patrimoni importanti per Pesaro e dobbiamo iniziare a costruire oggi una visione sul loro futuro, mettendo insieme le esigenze della sanità, quelle abitative e quelle legate alla crescita universitaria della città».

Comune di Pesaro

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