Biosfera di Pesaro ossessione del centrodestra


Da mesi, se non da anni, la Biosfera di Piazza del Popolo è diventata l’ossessione del
centrodestra pesarese. Per molto tempo hanno lamentato un centro storico spento e privo di
attrattive; oggi, di fronte a un’opera a metà tra alta tecnologia e arte moderna che ha portato
visitatori e ravvivato la piazza, la loro risposta è una sola: toglierla. Un paradosso che la dice
lunga su chi cerca consenso usando la retorica dello spreco. La Biosfera è arrivata a Pesaro
grazie al progetto CTE Square, finanziato con undici milioni di euro di fondi statali che
l’Amministrazione ha saputo aggiudicarsi. A carico del bilancio comunale resta in effetti la
manutenzione, circa 52mila euro l’anno per il 2026 e il 2027. Se questa somma sia uno spreco
o un investimento sta alla sensibilità di chi legge.
Proprio per questo ricordiamo alcuni punti fermi. La realizzazione della Biosfera è stata
finanziata con fondi ministeriali ottenuti dal Comune con il progetto CTE Square e non ha
gravato sul bilancio comunale. Ricordiamo che la struttura permanente su cui poggia la sfera
è stata già utilizzata come palco per numerose manifestazioni cittadine, evitando spese di
montaggio e smontaggio che altrimenti avrebbero gravato sulle casse comunali. Un contributo
concreto alla sostenibilità degli eventi in piazza.
Sull’affidamento ad Artifact sono stati sollevati dubbi che riguardano i requisiti dell’operatore e
il modo in cui furono fissati la base di gara e l’affidamento. Spetta agli uffici e alle autorità
competenti accertare ogni profilo e fino ad allora non prenderemo posizione. Per noi la legalità
non è uno slogan da usare a giorni alterni: vale per le opere che difendiamo e per quelle che
critichiamo. Va detto però che Il tema dell’affidamento era già stato esaminato l’anno scorso
dalla Commissione Controllo e Garanzia, presieduta da un consigliere di opposizione, senza
che emergessero rilievi. La Giunta e gli uffici hanno messo a disposizione la documentazione
sull’affidamento. Resta da chiarire cosa sia cambiato da allora.
Il Movimento 5 Stelle ha sempre fatto della legalità un principio non negoziabile e non cambia
idea. Chi ritiene di avere elementi li porti alla magistratura ma c’è un modo di intendere la
legalità che consiste nel verificare e chiarire, un altro è quello di trasformare ogni scelta
amministrativa in un fascicolo giudiziario. Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso con
serenità e in tempi rapidi. Ci aspettiamoperò la stessa obiettività che imponiamo a noi stessi,
quindi se la magistratura concludesse che non vi sono irregolarità, chi ha presentato gli esposti
ammetta con la stessa visibilità con cui li ha annunciati, di aver appesantito inutilmente la
magistratura e sprecato soldi pubblici per mere strumentalizzazioni.

Lorenzo Lugli
Capogruppo Movimento 5 Stelle
PESARO

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