Ogni volta che una società partecipata spreca risorse, sostiene costi improduttivi o realizza investimenti che non portano i risultati attesi, qualcuno quel conto lo paga (Riceci)

E quel qualcuno non è la società.

Sono i cittadini.

Li pagano quando aumentano le tariffe.

Li pagano quando diminuiscono gli utili della società e, di conseguenza, anche le risorse che possono tornare ai Comuni soci sotto forma di dividendi.

Il Comune di Pesaro possiede il 25,31% di Marche Multiservizi.

Meno utili significa meno risorse che potrebbero essere destinate ai servizi pubblici, alla manutenzione delle strade, alle scuole, alle famiglie e alle fasce più deboli.

È questo il vero paradosso.

I cittadini finanziano la società attraverso le tariffe e, nello stesso tempo, rischiano di vedere diminuire le risorse che ritornano ai propri Comuni.

Pagano due volte.

Ma c’è una domanda ancora più inquietante.

In una società partecipata dai Comuni, è ancora possibile criticare le scelte degli amministratori senza subirne le conseguenze?

La domanda nasce da un fatto oggettivo.

Per alcune presunte dichiarazioni riguardanti la gestione di Marche Multiservizi è stata promossa nei miei confronti una richiesta di risarcimento danni di 150.000 euro.

Centocinquantamila euro.

Una cifra che, per la maggior parte dei cittadini, equivale ai risparmi di una vita.

Una cifra che inevitabilmente pone un interrogativo.

Quanti cittadini continuerebbero a fare domande sapendo di poter essere chiamati a rispondere di richieste economiche di questa portata?

Non a caso quella vicenda è stata successivamente ricondotta da organizzazioni internazionali impegnate nella tutela della partecipazione pubblica alle cosiddette SLAPP, azioni giudiziarie che possono avere un effetto dissuasivo verso chi interviene nel dibattito pubblico.

In una democrazia il controllo dei cittadini non dovrebbe mai essere considerato un problema.

Al contrario.

La trasparenza è il primo strumento per rafforzare la fiducia nelle istituzioni.

Perché ogni euro speso inutilmente non appartiene a chi amministra.

Appartiene ai cittadini.

E ogni cittadino ha il diritto di sapere come vengono utilizzati i propri soldi.

Pia Perricci

Comitato Futuro Nazionale Pesaro

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