“La diversità dove meno te l’aspetti: biodiversità e diversità umana tra scienza ed inclusione”
Un inedito rapporto tra biodiversità e diversità umana è il focus del progetto di Terza Missione dell’Università di Urbino Carlo Bo, promosso dal Dipartimento di scienze Biomolecolari e sostenuto da Azobé ODV, Archivio Loreno Sguanci APS e Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro.
Il progetto “Biodiversità e diversità umana tra scienza ed inclusione” propone per tutto il 2026, attraverso un programma di eventi e laboratori, un percorso tra scienza e pratiche inclusive con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra Ateneo, Istituzioni e realtà associative del territorio.
“Il concetto di diversità – sottolinea la Professoressa Semprucci, docente di Zoologia e coordinatrice del progetto – si configura come una chiave interpretativa che unisce la salvaguardia e la conservazione degli ecosistemi con i percorsi di inclusione sociale e che permette di sperimentare nuove strade per affrontare le sfide ambientali e sociali con maggiore consapevolezza collettiva”.
Tra mostre, momenti esperienziali e convegni, la divulgazione della pluralità dei rapporti dei viventi che conferiscono stabilità e resilienza agli ambienti naturali, condurrà i cittadini alla riscoperta della pluralità dei volti e delle collaborazioni della ricerca scientifica e produrrà un modello laboratoriale basato sulla metodologia della ricerca-azione in cui i bambini e giovani i potranno passare attivamente dall’osservazione, alla sperimentazione, al gioco e alla rappresentazione.
L’evento in evidenza
18 luglio ore 19 Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro
Mostra fotografica “Sul fondo del mare” di Marco Boncompagni, fotografo subacqueo
Conversazione divulgativa SUL FONDO DEL MARE
Relatori: Prof.ssa Federica Semprucci e Dr.ssa Eleonora Grassi phd Univerisità degli Studi di Urbino Carlo Bo DiSB
In mare, vedere non è mai un atto scontato. L’occhio umano e l’obiettivo fotografico sono strumenti potenti, ma inevitabilmente limitati: dipendono dalla luce, dalla trasparenza dell’acqua, dalle correnti, dalla distanza e dal tempo a disposizione per lo scatto. A questo si aggiunge la straordinaria capacità degli organismi marini di sottrarsi allo sguardo, di confondersi con l’ambiente, di trasformare il mimetismo in una strategia di sopravvivenza.
Così, la macrobiodiversità marina, che a prima vista potrebbe apparire accessibile, si presenta invece come un territorio di soglie: visibile, sì, ma non immediatamente leggibile; presente, ma spesso nascosta; vicina, eppure ancora inaccessibile alla maggior parte delle persone.
È proprio in questa tensione tra presenza e rivelazione che la fotografia subacquea ci viene in soccorso permettendoci di fissare fugaci attimi di realtà che inevitabilmente sfuggirebbero allo sguardo.
Essa non si limita a mostrare ciò che il mare contiene, ma ci introduce ad un diverso tempo dell’osservazione fermando l’istante e restituendolo alla nostra attenzione, poco prima distolta dall’inestricabile ricchezza del fondale marino.
Grazie all’immagine, un anfratto, una parete rocciosa, una scogliera sommersa o un fondale apparentemente uniforme si trasformano in luoghi narrativi, in spazi abitati da organismi con i loro adattamenti e le loro relazioni.
Ogni organismo fotografato è pertanto l’espressione di una meravigliosa complessità in quanto parte di un sistema più ampio: una rete ecologica nella quale ogni presenza ha un ruolo, ogni forma è il risultato di un dialogo antico con l’ambiente, ogni equilibrio parla anche della nostra possibilità di continuare ad abitare il pianeta. Questa è la suggestiva narrazione della mostra fotografica di Marco Boncompagni il cui sguardo ci conduce dentro una consuetudine paziente con il mare del Conero e con uno dei suoi luoghi simbolici, il Trave, raccontati negli anni attraverso immersioni, stagioni, ritorni e nuove apparizioni. Le sue fotografie ci ricordano che la conoscenza nasce spesso dalla frequentazione, dalla fedeltà a un luogo, dalla capacità di vedere differenze là dove altri vedrebbero solo continuità.
Questa mostra invita il visitatore proprio a compiere questo passaggio: dal mare immaginato al mare osservato, dal paesaggio generico al dettaglio significativo, dalla meraviglia estetica alla consapevolezza ecologica. Le immagini non propongono soltanto un repertorio di incontri, ma un invito all’attenzione.
Il programma completo del progetto
- Parte svolta gennaio – marzo 2026
Ospitati dal Centro Baricentro di Azobé ODV, si sono svolti i laboratori inclusivi di divulgazione scientifica a cura delle docenti Federica Semprucci, Eleonora Grassi, Loretta Guidi, Silvia Casabianca.
Laboratorio 1: il micromondo della fauna del sedimento marino
Laboratorio 2: il micromondo della fauna del sedimento terrestre
Laboratorio 3: la macrofauna:vertebrati ed invertebrati
Laboratorio 4: il micromondo delle alghe
- Parte in corso e da realizzare:
il laboratorio grafico-pittorico
Avviati a marzo, sempre nel contesto del Centro Baricentro di Azobé Odv, sono in corso fino a settembre 2026 i laboratori grafico-pittorici inclusivi curati da Luca Sguanci e finalizzati a definire materiali, strumenti, procedure, metodologie e strategie da esportare negli istituti scolastici territoriali come esperienze di ampliamento dell’offerta formativa.
Gli appuntamenti Natura in Arte
Un sabato al mese da settembre a dicembre apertura straordinaria del Centro Baricentro a famiglie e studenti:
primo appuntamento: il camouflage in natura e nell’arte
secondo appuntamento: il lupo tra scienza e narrazione
terzo appuntamento: mantidi dalla scienza al simbolo
quarto appuntamento: il fantastico mondo dei ragni
Le mostre di fotografia
18 luglio 2026 – mostra fotografica “Sul fondo del mare” di Marco Boncompagni ed incontro divulgativo con le relatrici Federica Semprucci ed Eleonora Grassi, presso il Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro. L’habitat de il Trave di Ancona con i suoi abitanti è il soggetto delle fotografie di Boncompagni. In pochi metri di fondale il mondo cambia e ci sono confini di transizione in cui gli esseri viventi, provvisti di strategie criptiche, si confondono con l’ambiente restituendo l’immagine di un Tutto vitale ed interconnesso.
5 settembre 2026 – mostra fotografica “Gli invisibili“, ed incontro divulgativo con le relatrici da Federica Semprucci e Eleonora Grassi, presso il Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro. La mostra è un viaggio fotografico nel micromondo del mare così come appare nelle immagini ad alta definizione dei microscopi elettronici e un percorso alla scoperta dei rapporti internazionali che permettono e animano la ricerca scientifica
ottobre-novembre 2026, a seguito della donazione effettuata da Archivio Loreno Sguanci di 25 immagini, realizzazione di uno Spazio – Fotografia dedicato alla foto d’autore che narra il rapporto tra l’uomo e il mare presso il Liceo Scientifico Coreutico “G. Marconi” di Pesaro. Referente prof. Alessandro Ceccarelli. “La città educante” di Paolo Mottana e Giuseppe Campagnoli traccia la linea guida di questa iniziativa per una scuola diffusa capace di integrare “la buona e bella scuola”. Il Liceo Scientifico “G.Marconi” di Pesaro ha già una storia che ben aderisce a questo principio grazie a Cesarini che ha allestito un percorso di stampe e grafiche d’arte. Questo percorso visitabile grazie alle aperture del FAI, verrà integrato da uno spazio dedicato alla fotografia, in cui a rotazione verranno mostrate diverse ricerche fotografiche tutte dedicate al nostro rapporto con il mare e all’interpretazione simbolica dei viventi.
Presentazioni e convegno
ottobre-novembre 2026, presentazione del “Catalogo scientifico sulla biodiversità”, pubblicato nell’edizione n. 29 della collana Rerum Marittimarum, Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro e presentazione del catalogo divulgativo “Natura”.
6 ottobre 2026, Convegno interdisciplinare all’Università di Urbino, che coinvolgerà docenti dei Dipartimenti DISB,
Luca Sguanci


