Sicurezza sul lavoro, CNA: “Dietro ad ogni infortunio ci sono persone, famiglie, imprese. Non bisogna dimenticare l’attimo dopo”

Grande partecipazione a Fano per il convegno promosso da CNA Pesaro e Urbino. Al centro le conseguenze umane, psicologiche e organizzative degli incidenti sul lavoro. Numeri sono ancora preoccupanti in provincia

FANO – Grande partecipazione e momenti di intensa emozione per il convegno “L’Attimo Dopo. L’impresa e l’imprenditore di fronte ad un infortunio sul lavoro. Affrontare, comprendere e reagire”, promosso da CNA Pesaro e Urbino in collaborazione con Master Quality, Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati e Ordine degli Psicologi, con il patrocinio del Comune di Fano.

Un’iniziativa che ha affrontato per la prima volta in maniera organica un aspetto degli infortuni sul lavoro troppo spesso trascurato: quello umano. Perché dietro ogni incidente non ci sono soltanto procedure, norme e statistiche, ma persone, famiglie, relazioni e comunità lavorative che si trovano improvvisamente ad affrontare conseguenze profonde e durature.

A portare il saluto dell’amministrazione comunale di Fano è stata la vicesindaco Loretta Manocchi, che ha sottolineato come il tema della sicurezza sul lavoro non possa essere affrontato soltanto sotto il profilo normativo. «Da amministratrice e da avvocato conosco il peso umano che un infortunio può avere sulla vita delle persone e delle famiglie.

Particolarmente significative ed emozionanti sono state le testimonianze e i racconti personali che hanno accompagnato gli interventi degli esperti, trasformando il convegno in un momento di confronto aperto e partecipato che ha coinvolto non soltanto gli addetti ai lavori ma l’intera comunità. Tra queste, particolarmente toccante quella della presidente della CNA di Fano, Lucia Pierleoni che ha voluto fortemente questa iniziativa e che attraverso la sua esperienza ha contribuito a richiamare l’attenzione sull’impatto che un infortunio può avere ben oltre il luogo di lavoro. “Spero – ha detto che da esperienze tragiche – si comprenda e si sviluppi una maggiore consapevolezza collettiva a non lasciare sole le vittime e chi si trova ad affrontare le conseguenze di eventi così traumatici».

«Abbiamo voluto accendere un faro su ciò che accade “l’attimo dopo” – ha sottolineato il segretario CNA Pesaro e Urbino Antonio Bianchini – perché sappiamo che quando avviene un incidente sul lavoro le conseguenze non si fermano al lavoratore coinvolto, ma si estendono alla sua famiglia, ai colleghi di lavoro, all’impresa e ai suoi titolari. Titolari che, molto spesso come accade nelle aziende artigiane, lavorano fianco a fianco con i dipendenti. Comprendere questi effetti significa contribuire a costruire una cultura della sicurezza più matura e più consapevole».

Tutto questo a fronte di numeri ancora troppo alti. Nei primi sei mesi del 2026 nelle Marche sono state presentate circa 3.000 denunce di infortunio, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Cresce invece in modo significativo il fenomeno delle malattie professionali, aumentate di circa il 20 per cento nelle Marche. In provincia di Pesaro e Urbino le malattie professionali passano da 1.017 a 1.283 denunce nei primi sei mesi del 2026, con un incremento del 26,16 per cento. Gli infortuni mortali passano da 2 a 5 casi rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento del 150 per cento. Gli infortuni complessivi risultano invece leggermente in calo: 2.036 contro 2.056 (-0,97 per cento).

Numeri che impongono una riflessione profonda, come ha evidenziato la presidente del Comitato Consultivo Provinciale Inail, Maria Grazia Trittiello. «Ascoltare, comprendere le criticità del “dopo” e agire uniti sul “prima” sono gli unici modi concreti che abbiamo per intervenire, per onorare chi ha perso la vita e per garantire che il lavoro sia sempre e solo fonte di vita, di benessere e di futuro. Non si può morire per andare a lavorare».

Nel corso dell’incontro il direttore Inail di Pesaro Giuseppe Maria Mariotti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno. «I numeri ci impongono di non abbassare la guardia – ha evidenziato Mariotti – accanto alla prevenzione e al controllo è necessario sviluppare una vera cultura della sicurezza e garantire supporto alle persone che si trovano a vivere situazioni particolarmente traumatiche».

Sul tema della prevenzione si è soffermato anche il dottor Giampiero Pieretti dell’AST Pesaro Urbino. «I controlli e l’attività di vigilanza sono fondamentali, ma non bastano da soli. È necessario che imprese e lavoratori maturino una consapevolezza sempre maggiore dei rischi e dell’importanza della prevenzione. La sicurezza deve diventare un patrimonio condiviso e non essere vissuta come un semplice adempimento».

Uno dei temi più approfonditi è stato quello delle conseguenze psicologiche degli infortuni. «Aspetti – hanno ribadito le psicologhe Ketty Taddei e Chiara Pierleoni dell’Associazione Giunone – che possono coinvolgere non solo il lavoratore e i familiari ma anche i colleghi e gli stessi imprenditori, soprattutto nelle piccole imprese dove i rapporti umani sono più diretti e quotidiani».

«In una piccola azienda un infortunio grave viene vissuto come un trauma collettivo – hanno aggiunto – per questo è importante fornire strumenti di sostegno, ascolto e accompagnamento a tutte le persone coinvolte».

Particolarmente apprezzato anche l’intervento del presidente del Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati, Alberto Campana, che ha ricordato il ruolo centrale svolto dalla categoria nei cantieri. «Spesso i coordinatori e i responsabili della sicurezza sono proprio geometri. In più occasioni, dopo gravi incidenti o eventi mortali, questi professionisti hanno vissuto conseguenze psicologiche molto pesanti. Non sono mancati casi di colleghi che, segnati da quelle esperienze, hanno addirittura lasciato la professione. È un tema che la nostra categoria sente in maniera particolarmente forte».

Sul fronte delle opportunità messe a disposizione delle imprese, le funzionarie Inail Alessandra Benedetti e Denise Servadio hanno illustrato gli strumenti di sostegno previsti dall’Istituto, dalle premialità per le aziende che investono nella prevenzione fino ai percorsi di reinserimento lavorativo per le persone colpite da infortunio, favorendone il rientro in azienda nelle migliori condizioni possibili.

Massimiliano Lucchetti di Risk Solution ha richiamato l’attenzione sull’importanza della sorveglianza sanitaria. «Le visite mediche e attitudinali devono essere svolte in maniera seria, approfondita e personalizzata. Una corretta valutazione delle condizioni del lavoratore rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire situazioni di rischio e ridurre il numero degli infortuni».

Sulla necessità di accompagnare le imprese lungo tutto il percorso della sicurezza è intervenuto anche Nicola Neri di Master Quality. «La prevenzione si costruisce attraverso formazione, consulenza e assistenza continua. Come Master Quality siamo a disposizione delle imprese non solo per gli adempimenti necessari a prevenire gli infortuni, ma anche per supportarle nelle fasi successive al verificarsi di eventi traumatici che spesso pongono problemi complessi sotto il profilo organizzativo, tecnico e umano».

Nelle conclusioni il presidente CNA Pesaro e Urbino Michele Matteucci ha ribadito come sicurezza e prevenzione debbano restare una priorità assoluta.

«La sicurezza non può limitarsi al rispetto delle norme – ha affermato Matteucci – significa mettere al centro la persona e costruire ambienti di lavoro nei quali la tutela della vita e della salute rappresentino un valore condiviso. Con questo convegno abbiamo voluto ricordare che ogni incidente lascia segni profondi e che nessuno deve essere lasciato solo nell’affrontarne le conseguenze».

Dal confronto tra istituzioni, professionisti, tecnici della prevenzione, mondo sanitario e psicologi è emerso infine un messaggio comune: parlare di sicurezza significa certamente lavorare per evitare gli incidenti, ma significa anche saper accompagnare lavoratori, famiglie e imprese nel difficile percorso che segue l’evento traumatico. Perché, come ricorda il titolo del convegno, esiste sempre un “attimo dopo” che merita attenzione, ascolto e sostegno. Un tema che CNA Pesaro e Urbino ha voluto portare all’attenzione pubblica affinché la sicurezza sul lavoro sia sempre più una cultura condivisa e una responsabilità collettiva.

 Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione CNA Pesaro e Urbino  

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