Le poesie di Rosalba Angiuli

La stanza della sera

La sera entra piano dalle imposte,
non chiede nulla, si siede accanto.
Porta con sé il profumo delle cose
che hanno saputo resistere al tempo.

Una fotografia, un vecchio libro,
il bicchiere lasciato sul tavolo,
la voce di qualcuno che non parla
eppure continua ad abitare il cuore.

Fuori il vento trascina le stagioni,
consuma le strade, piega gli alberi.
Ma c’è una luce che non sa spegnersi,
una piccola fiamma custodita dentro.

E quando tutto sembra allontanarsi,
resta quel fuoco semplice e segreto:
l’amore dato senza fare rumore,
la sola eternità concessa agli uomini.


Le mani

Le mani raccontano più degli occhi.

Hanno raccolto pane e delusioni,
hanno stretto altre mani tremanti,
hanno indicato strade, chiuso porte,
accarezzato febbri e primavere.

Portano i segni di ogni battaglia,
piccole rughe come sentieri antichi
tracciati da una vita mai arresa.

Eppure sanno ancora meravigliarsi.

Basta un fiore appena sbocciato,
un bambino che ride tra la gente,
un raggio di sole sul davanzale,
perché tornino leggere, quasi giovani.

Le mani non dimenticano nulla,
ma hanno imparato il perdono.


Dopo la tempesta

Dopo la tempesta il mare non parla.

Resta immobile sotto il cielo chiaro,
come chi ha pianto tutta la notte
e finalmente ha trovato pace.

Sulla spiaggia si contano i frammenti:
un legno levigato dalla corrente,
una conchiglia, una foglia lontana,
i resti silenziosi del dolore.

Ma proprio lì ricomincia la vita.

Nel punto esatto in cui il vento feriva,
sboccia l’erba più verde.
Nel luogo dove l’onda ha distrutto,
arriva la forza di ricostruire.

Così è il cuore.

Non vince perché non cade mai,
vince perché trova il coraggio
di rialzarsi ogni volta.

Rosalba Angiuli

Rispondi