Architetti ed ingeneri, confronto sulla progettazione di oggi e di domani

Partecipato incontro a Pesaro con Spartaco Paris e Claudio Laganà Confronto tra professionisti tra identità civile, trasformazione urbana e nuove responsabilità professionali

PESARO – Una riflessione ampia e attuale sul ruolo dell’architettura nella società contemporanea ha animato l’incontro dedicato alla presentazione del volume “Amiamo l’architettura”. Sul destino incerto di un’arte civica di Spartaco Paris, ospitato presso la Libreria Il Catalogo di Pesaro. All’appuntamento hanno preso parte, dialogando con l’autore il professor architetto Simone Capra, l’ingegner Claudio Laganà e l’architetto ed editore Manuel Orazi. Al centro del confronto il saggio di Spartaco Paris, docente di Progettazione Tecnologica dell’Architettura alla Sapienza Università di Roma, che affronta con lucidità e spirito critico le trasformazioni che hanno investito la professione dell’architetto e, più in generale, il rapporto tra progettazione, città e interesse pubblico.

Claudio Laganà, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Pesaro e Urbino, ha offerto il punto di vista del mondo dell’ingegneria su un tema oggi più che mai strategico: la necessità di confrontarsi ed agire unitariamente agli architetti nei confronti delle sfide sempre più complesse della progettazione contemporanea che richiedono conoscenze sicure e coordinate in materia di sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana, innovazione tecnologica, qualità dello spazio pubblico e tutela del patrimonio storico. Temi che richiedono una visione condivisa da parte di tutti gli attori, non più autori isolati bensì interpreti di un’autorialità diffusa, dove cultura umanistica e sapere tecnologico devono coesistere. La frammentazione delle competenze può far perdere la visione unitaria, olistica, che richiede ogni intervento di qualità percepibile nel territorio edificato e nel paesaggio.

Il volume di Spartaco Paris rappresenta un contributo significativo a questa riflessione. Partendo dall’eredità culturale di Giò Ponti e interrogandosi sul destino contemporaneo dell’architettura come arte civica, il saggio invita professionisti, istituzioni e cittadini a riscoprire il significato più autentico del costruire: non soltanto realizzare edifici, ma generare luoghi di relazione, identità e coesione sociale. L’iniziativa conferma l’interesse del pubblico verso un dibattito che va oltre i confini della disciplina architettonica per investire questioni cruciali legate al futuro delle città e alla qualità dell’abitare.

L’incontro, promosso dall’ingegner Laganà e accolto con entusiasmo dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Pesaro e Urbino, si è così trasformato in un’importante occasione di confronto tra professionisti, studiosi e cittadini sul valore pubblico dell’architettura e sul contributo che le professioni tecniche possono offrire alla costruzione di comunità più sostenibili, inclusive e consapevoli.

Claudio Salvi

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