Per decenni la medicina tradizionale ha considerato il patrimonio genetico come un testo sacro e immutabile, una sorta di libretto di istruzioni biologico capace di determinare, fin dal concepimento, il destino sanitario di ogni individuo

Oggi, tuttavia, i laboratori di tutto il mondo stanno archiviando definitivamente questo modello deterministico attraverso la rivoluzione dell’Epigenetica, la branca della biologia che dimostra come l’ambiente, l’alimentazione, lo stress e persino il vissuto psicologico agiscano come veri e propri “interruttori” in grado di accendere o spegnere i geni, senza alterarne la sequenza chimica di base, il DNA.

Per fare il punto su questa storica transizione paradigmatica, il prossimo 15 ottobre 2026 alle ore 20 si terrà il webinar nazionale in diretta streaming “La salute non è scritta nel DNA”, un tavolo di confronto d’eccezione, che vedrà dialogare per la prima volta la biologia cellulare d’avanguardia con la psicologia clinica e la medicina dell’informazione.

Il webinar, completamente gratuito e aperto al pubblico previa registrazione online (https://info.massimoagnoletti.it/webinar-epigenetica/), si rivolge sia a professionisti sanitari come medici, biologi, psicologi e nutrizionisti, sia a tutti i cittadini desiderosi di comprendere le nuove frontiere della prevenzione.

In sintesi, per medicina dell’informazione si intende un approccio terapeutico d’avanguardia che considera le malattie (incluso il cancro) non come un’invasione di cellule “impazzite” da distruggere, ma come un errore di comunicazione o una perdita di programmazione all’interno dell’organismo.

È un approccio di medicina non convenzionale che considera il corpo umano non solo come una struttura fisica e biochimica, ma anche come un sistema di informazioni ed elettromagnetico.

La medicina dell’informazione è una tecnica che si integra con tutte le specialità mediche, le unisce e completa.

Il panel dei relatori è guidato dal Prof. Pier Mario Biava, medico e ricercatore già proposto per la candidatura al Premio Nobel per la Medicina, le cui ricerche sul modello biologico dello zebrafish hanno dimostrato che, durante le prime fasi dello sviluppo embrionale, i tumori non riescono a svilupparsi a causa della presenza di specifici fattori di differenziazione.

Nelle tesi di Biava la cellula tumorale non viene più vista come un organismo impazzito da distruggere, bensì come una cellula staminale che ha smarrito il proprio programma informativo originario, aprendo così la strada a una nuova era terapeutica basata sulla riprogrammazione cellulare attraverso la somministrazione di corretti segnali biologici.

Approfondirà questi temi insieme al prof. Pier Mario Biava, medico e ricercatore pioniere dell’epigenetica che da decenni studia i processi di differenziazione cellulare e riprogrammazione cellulare il Dr. Massimo Agnoletti, psicologo e docente che ha coniato il termine “Psicologia Epigenetica”.

Una delle domande centrali sarà: come può un’esperienza psicologica diventare anche un’informazione biologicamente significativa per l’organismo? Ovvero in che modo un’esperienza puramente astratta come un’emozione o un trauma psicologico possa convertirsi in una reazione biochimica misurabile all’interno dell’organismo.

Come lo stress percepito possa influire direttamente sulla lunghezza dei telomeri, le strutture terminali dei cromosomi, accelerando o rallentando l’invecchiamento cellulare e modulando i processi infiammatori sistemici senza che nessuna molecola sia entrata fisicamente nel corpo.

Ad affiancare i due ricercatori ci saranno la Dott.ssa Giorgia Grappeggia, reduce da due convegni di più giorni focalizzati sull’oncologia integrata, uno a Palermo, organizzato dall’ Ordine dei Medici e l’ultimo a Riccione per la seconda edizione di ONCOATENEO (organizzato dal Dott. Ivano Hammarberg Ferri e dalla Dott.ssa Paola Matteassi), dove ha presentato un caso clinico e le ultime ricerche sulla riprogrammazione cellulare.

La sua relazione è stata “Zebrafish: dalla ricerca del prof. Biava ad un Case report di oncologia integrata”, riguardante i fattori di differenziazione e riprogrammazione cellulare e il loro impiego, secondo le ricerche del prof. Pier Mario Biava, come supporto all’interno di un percorso oncologico integrato, in un paziente con adenocarcinoma localmente avanzato della giunzione retto-sigma, il suo caso clinico e la sua evoluzione nel corso dei trattamenti convenzionali, con particolare attenzione alla risposta e alla qualità di vita.

Il dr. Michele Biava, direttore tecnico di Novacell Biotech (https://www.novacell.com/), si focalizzerà sulle ricadute pratiche nei campi della longevità attiva e della medicina preventiva e sui prodotti integratori naturali, che costituiscono le terapie epigenetiche messe a punto dal Prof. Pier Mario Biava (suo padre) in campo oncologico e neurodegenerativo. Ha conseguito la specializzazione “Zebrafish Technics” presso l’Università di Karlsruhe (Germania) e grazie a questa specializzazione tecnica, collabora attivamente alle ricerche biotecnologiche ed epigenetiche portate avanti dal padre, incentrate sull’utilizzo dei fattori di differenziazione e rigenerazione cellulare estratti dagli embrioni di Zebrafish.

Il nucleo scientifico di queste formulazioni è l’estratto brevettato ZEBRAFISHCAVIAR™ (estratto di uova di pesce zebra), ricco di proteine e fattori di differenziazione cellulare in grado di riprogrammare le cellule umane (per approfondimenti sullo Zebrafish consultare il sito https://www.biava.me/).

L’incontro di giovedì sera assumerà anche una forte valenza simbolica e culturale, essendo interamente dedicato alla memoria di Ervin Laszlo, deceduto lo scorso  giugno, due volte candidato al Premio Nobel, celebre filosofo della scienza e teorico dei sistemi complessi naturali, che ha collaborato a lungo con il Prof. Biava proprio per validare la tesi secondo cui l’informazione è la matrice fondamentale che organizza la materia e unifica i diversi livelli della realtà, dalla dinamica cellulare alla coscienza umana.

Il messaggio finale che emergerà da questo intenso dibattito di 60 minuti è un forte invito alla responsabilità individuale: se il genoma non è più una condanna a vita, lo stile di vita, la gestione delle relazioni interpersonali e l’igiene mentale si trasformano da semplici opzioni di benessere in vere e proprie decisioni cliniche quotidiane capaci di riscrittura biologica.

Vito Piepoli

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