«Chiedo alla banca di concedere un mese di tempo alle persone che attualmente vivono nell’Hotel Elvezia, affinché possano organizzarsi e trovare una nuova sistemazione. Comprendo le ragioni della proprietà e la situazione contrattuale di cui hanno pieno diritto, ma credo sia importante consentire agli ospiti di avere un tempo ragionevole per organizzarsi, individuare un’altra soluzione abitativa e affrontare questo passaggio senza ritrovarsi dall’oggi al domani senza un posto in cui vivere». Così il sindaco Andrea Biancani si rivolge a Cherry Bank, proprietaria dell’immobile di viale Fiume, noto come Hotel Elvezia, per il quale è previsto lunedì 5 ottobre lo sgombero della struttura, a seguito della procedura di rilascio avviata dalla banca per ottenere la restituzione dell’immobile, dopo la scadenza del termine di occupazione fissato nell’accordo raggiunto davanti al Tribunale di Pesaro.
La richiesta del sindaco arriva anche al termine del confronto con i capigruppo del Consiglio comunale, riunitisi ieri, venerdì 2 ottobre, che hanno condiviso la necessità di verificare con la proprietà la possibilità di concedere agli ospiti più tempo per trovare una nuova sistemazione. «La procedura era nota da mesi e chi gestisce la struttura avrebbe dovuto informare gli ospiti per tempo, consentendo loro di organizzarsi senza arrivare a ridosso della data prevista per il rilascio dell’immobile – sottolinea Biancani –. È grave che, nonostante la situazione fosse conosciuta, è probabile che molte delle 62 persone che vivono nell’hotel non siano state avvisate e oggi rischino di trovarsi senza un alloggio e senza aver avuto il tempo necessario per individuare un’alternativa. Per questo, nei prossimi giorni, ci attiveremo direttamente, attraverso i canali dell’Amministrazione comunale, cercando di informarli della situazione e delle scadenze, affinché nessuno resti all’oscuro di quanto sta accadendo». Il dubbio del sindaco sulla corretta comunicazione agli ospiti nasce dal fatto che, nonostante la procedura di rilascio fosse nota da mesi e il tempo a disposizione per organizzarsi non sia mancato, numerose persone risultino ancora ospitate nella struttura senza aver individuato una sistemazione alternativa.
La vicenda dell’Hotel Elvezia, infatti, era nota da mesi. La procedura di rilascio dell’immobile era stata avviata da Cherry Bank già da gennaio 2026. Successivamente, grazie alla disponibilità della banca, si prevedeva una liberazione graduale dell’immobile. Percorso disatteso dall’attuale gestore che ha portato l’ufficiale giudiziario a fissare come nuova data di sfratto, il 5 ottobre 2026.
Sugli ospiti della struttura, il sindaco vuole fare un chiarimento: «All’interno dell’Hotel Elvezia non ci sono persone in carico ai servizi sociali del Comune. Coloro che necessitavano di un percorso di assistenza sono state prese in carico, già da giugno 2026, dai nostri servizi e ricollocate in strutture adeguate alle loro esigenze. Gli attuali ospiti sono persone autonome, in gran parte lavoratori, che dovranno individuare una nuova sistemazione abitativa, esattamente come qualsiasi altro cittadino pesarese che si trova uno sfratto esecutivo in atto».
L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è quindi duplice: da un lato, rivolgere alla proprietà un appello affinché venga concessa una proroga di almeno un mese; dall’altro, garantire che gli ospiti siano informati e possano organizzarsi per tempo. «Non chiediamo di ignorare gli accordi o i diritti della proprietà che sono più che legittimi – conclude Biancani –. Chiediamo semplicemente di individuare una soluzione ragionevole, che tenga conto anche delle persone che abitano oggi nell’immobile. Un mese potrebbe fare la differenza per chi deve trovare una nuova sistemazione, organizzare un trasferimento e gestire le proprie necessità lavorative e personali. Mi auguro che Cherry Bank accolga questo appello evitando che una vicenda contrattuale si traduca in un problema ancora più difficile per chi oggi si trova a dover cercare un’altra sistemazione».
Comune di Pesaro

