Perugini(PD): Rifiuti e acqua, la solita destra pesarese strabica e non credibile

La destra a Pesaro vuole sottrarre servizi pubblici comunali, per mettere quei soldi nella rete idrica che i cittadini già pagano in bolletta. A Fano, con aumenti della TARI doppi e tripli si spartiscono 5 milioni e tutti a fare festa.

Pesaro, 17 settembre 2026 — L’aumento della Tari 2026 a Pesaro è del 4,1%, per un saldo complessivo di 1.002.667 euro, con un bonus sociale che copre 1.922 famiglie per 128.096 euro. Lo stesso presidente dell’ATA Rifiuti, Alberto Alessandri, ha confermato che l’ambito pesarese è tra quelli con gli incrementi più contenuti di tutte le Marche.

A Fano, nello stesso periodo, la Tari è aumentata del doppio per i cittadini e del triplo per le imprese rispetto a Pesaro, a fronte di una multiutility pubblica al 100% che distribuisce 5 milioni di euro di utili. Su questo dato, che meriterebbe attenzione quanto o più di quello pesarese, non si è registrata alcuna reazione da parte delle associazioni di categoria né da parte di chi, a Pesaro, non perde occasione per criticare la gestione dei servizi pubblici locali.

È qui che emerge la contraddizione più evidente. A Pesaro l’opposizione di destra contesta gli utili di Marche Multiservizi e propone di destinarli agli investimenti sulla rete idrica, sottraendo così risorse ai dividendi che oggi finanziano servizi pubblici comunali, dalle politiche educative e sociali alle manutenzioni. Ma quando si guarda ai Comuni governati dallo stesso schieramento, come Fano, gli utili delle multiutility sono ben più consistenti e gli aumenti tariffari sui rifiuti sono di gran lunga superiori — senza che da quella stessa parte politica arrivi una sola parola di critica.

Non si può usare due pesi e due misure a seconda di chi amministra. Se il tema è la sostenibilità delle tariffe per famiglie e imprese, e la trasparenza sugli utili delle società partecipate, questo principio deve valere ovunque, a prescindere dal colore politico di chi guida il Comune. Altrimenti si dimostra che la polemica non riguarda i cittadini, ma solo l’identità di chi amministra.

Marco Perugini

Segretario provinciale PD

Pesaro e Urbino

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