Tra il 15 e il 18 agosto il territorio pesarese ha vissuto una situazione di forte criticità, con tre rotture della conduttura principale dell’acquedotto e disagi protratti in diverse aree della città e dei comuni limitrofi.
Quanto successo impone una riflessione che va ben oltre il singolo guasto.
Immaginiamo se al posto delle rotture ci fossero stati i serbatoi a secco. Nessuna riparazione, nessun capro espiatorio, nessuna soluzione.
E’ a questo che ha pensato nel luglio scorso la maggioranza calendarizzando la Commissione Consiliare 7 per un incontro di approfondimento dal titolo profetico “EMERGENZA IDRICA” preoccupata anche da ciò che si era verificato in altre Regioni a partire dal Veneto che il 1° luglio scorso ha decretato lo stato di emergenza ottenendo dal Governo Fondi e un Commissario straordinario.
Nella Commissione, che si è svolta oggi alle 13,00, si è approfondita l’interazione prevista tra piani emergenziali della Protezione Civile e il COC Centro Operativo del Comune o ancor meglio il Centro operativo sovracomunale visto che la problematica ha riguardato anche altri comuni dell’Ambito territoriale.
I consiglieri di maggioranza Stefano Mariani, Francesca Tomassoli, Monica Manenti, Thomas Nobili, Agostino Vastante ed Enzo Belloni sottolineano come sia fondamentale che il Consiglio Comunale tutto comprenda qual è la strategia Nazionale e conseguentemente la strategia della Regione Marche per prevenire e affrontare le crisi idriche che si susseguiranno nei prossimi anni. Con coscienza dobbiamo sposare ciò che oggi la scienza ci dice ossia che “la desertificazione e la siccità” non possono più essere considerati fenomeni eccezionali.
Quello che sta accadendo in Italia in questa torrida estate dimostra che il problema è attuale e non rinviabile al pari dei piani nazionali di emergenza per gli incendi, per i terremoti e per le alluvioni.
Alla Commissione consiliare sono intervenuti in collegamento da Ancona l’ing. Tonino Achilli Responsabile della U.O. Protezione Civile Regionale, il geologo Marco Perugini Responsabile dei Volontari della Protezione Civile e il Coordinatore del Gruppo Comunale Protezione Civile Pesaro, Ugo Schiaratura.
Il Presidente Mariani ha subito chiarito che oggetto della Commissione non era l’analisi dell’interruzione del servizio idrico avvenuta ad agosto ma interesse di tutti era comprendere il ruolo della Protezione Civile e del Centro Operativo in caso di emergenza idrica.
Il Responsabile per Pesaro Ugo Schiaratura ha sottolineato la necessità in questi casi di istituire fisicamente il “tavolo permanente di crisi” con la partecipazione di tutti i soggetti competenti e coinvolti nella gestione del servizio. Anche se tutti gli interlocutori sono stati costantemente in contatto telefonico e/o si sono ritrovati sul territorio in prossimità del guasto o delle aree di distribuzione a suo parere è necessario “fisicamente” il presidio dall’inizio fino alla fine dell’emergenza. L’esperienza 2026 ci obbliga a questa riflessione e al cambio di operatività conclude Ugo Schiaratura.
La consigliera Tommasoli ha evidenziato la necessità di un cambio di passo per non rimanere in attesa dell’emergenza ma comprendere i processi per costruire preventivamente un sistema capace di leggerla anzitempo e fronteggiarla.
Ha chiesto approfondimenti sia sul sistema software Regionale per la gestione delle emergenze (pubblicizzato sul sito) sia su un altro importante documento approvato dalla Regione l’11 febbraio 2025 denominato “ Piano regionale di adattamento al cambiamento climatico – PRACC”. Un piano regionale strutturato che descrive la situazione climatica delle Marche e ne individua vulnerabilità e rischi con indicazioni relative anche alla disponibilità della risorsa acqua.
Per la Consigliera Tommasoli le dichiarazioni, seppur importanti, acquistano significato solo se le conoscenze diventano rapidamente strumenti operativi di governo del territorio.
La Legge regionale che disciplina l’attività della Protezione Civile è la numero 7 del 2025. Nella stessa si disciplina che Province e Comuni adottino lo stesso schema. Non è mai stato redatto un piano specifico di emergenza acqua-siccità mentre il piano di tutela delle acque come strumento di pianificazione regionale viene aggiornato ogni sei anni.
E’ emerso che la Protezione Civile partecipa ai tavoli di crisi per la disamina dei dati parimenti a Regione, Provincia, Aato, Società di gestione del servizio idrico e Sindaci.
Il 1° settembre la Regione Marche ha annunciato uno stanziamento di 700 mila euro per mezzi e attrezzature da fornire alle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile. Un bando che assegna 450 mila euro al settore antincendio boschivo e 250 mila euro alle attività generali di Protezione Civile. Sono finanziabili, tra l’altro, motopompe, gruppi elettrogeni, mezzi, rimorchi e altre attrezzature operative.
Nella commissione è emerso il ruolo fondamentale del Centro Operativo Comunale di cui hanno dato conto il Dirigente arch. Eros Giraldi ed il funzionario ing. Ugo Baiocchi.
Pesaro ha sperimentato concretamente cosa significa trovarsi con una rete in difficoltà e migliaia di cittadini alle prese con l’interruzione di un servizio essenziale. Era un guasto ed è stato riparato. Ma con pozzi e fiumi a secco suscita paura solo porsi la domanda.
Fare gli struzzi non serve e allora la crisi idrica si governa con dati puntuali e aggiornati, soglie di allerta, pianificazione, uomini e mezzi ma soprattutto con la realizzazione di infrastrutture di raccolta ed è qui che entra in gioco la responsabilità politica.
Enzo Belloni (Progetto Civico Italia Pesaro)
Monica Manenti (Partito Democratico Pesaro)
Stefano Mariani (Progetto Civico Italia Pesaro)
Thomas Nobili (La Marcia in Più per Pesaro)
Francesca Tommasoli (Progetto Civico Italia Pesaro)
Agostino Vastante (Progetto Civico Italia Pesaro)

