Efficientamento e resilienza infrastrutturale: Sinistra Italiana Pesaro Urbino propone il passaggio a un sistema idrico integrato a rete interconnessa ridondante.
I ripetuti cedimenti strutturali della condotta adduttrice principale, che hanno causato diffuse interruzioni del servizio idrico integrato nella città di Pesaro e nei comuni limitrofi, evidenziano la vulnerabilità intrinseca dell’attuale schema di approvvigionamento della costa.
Sinistra Italiana Pesaro interviene nel dibattito sulla pianificazione infrastrutturale provinciale per proporre un cambio di paradigma tecnico e metodologico: la sicurezza degli approvvigionamenti deve precedere la pura ottimizzazione finanziaria a breve termine.
Ottimizzazione dello schema distributivo: dall’architettura lineare a quella a maglia, interconnessa e ridonandante.
L’attuale assetto dei vettori idrici presenta una configurazione “ad albero” altamente vulnerabile, priva di ridondanza: il danneggiamento di un singolo nodo o di una condotta dorsale interrompe il flusso verso tutti i punti terminali a valle. La proposta prevede la transizione verso una rete a maglia interconnessa.
Collegando idraulicamente le condotte delle due valli principali, il sistema disporrà di vettori alternativi. In caso di avaria su un tratto, il flusso idrico verrà reindirizzato automaticamente lungo percorsi paralleli, riducendo l’impatto sul quadrante urbano da interruzione del servizio a transitorio calo di pressione.
Linee strategiche d’intervento e resilienza sistemica
Stoccaggi di prossimità:
Incremento della capacità di accumulo locale mediante serbatoi di testata in ogni centro urbano.
Tali riserve volumetriche devono garantire un’autonomia minima di esercizio di alcuni giorni, isolando i centri abitati da disservizi temporanei della rete di adduzione.
Efficientamento energetico tramite flussi a gravità:
Selezione dei tracciati e posizionamento dei nodi di accumulo in quota (aree collinari) per sfruttare il carico idraulico naturale. Minimizzare il ricorso a stazioni di pompaggio riduce il fabbisogno energetico e garantisce la continuità del flusso anche in caso di blackout della rete elettrica.
Dispersione del rischio tramite potabilizzazione diffusa:
Superamento del modello a singolo impianto centralizzato in favore di moduli di trattamento dedicati per singola sorgente. Sebbene la gestione di impianti frazionati comporti maggiori costi di manutenzione e personale, essa elimina il rischio di un single point of failure (punto di vulnerabilità unico) in grado di paralizzare l’intera rete costiera.
Gestione strategica degli acquiferi profondi:
Utilizzo dei pozzi sotterranei esclusivamente come riserva strategica stagionale o di emergenza.
Le acque sotterranee non devono essere sfruttate per la portata di base, preservandone i volumi per i periodi di severità idrica.
Dualismo delle reti e riuso delle acque reflue depurate:
Separazione dei circuiti per l’acqua potabile e quella per uso irriguo-agricolo.
Proponiamo il recupero e la canalizzazione degli effluenti degli impianti di depurazione civile (oggi scaricati a mare) verso i distretti irrigui, azzerando l’utilizzo di risorsa idropotabile per scopi agricoli durante il picco di domanda estivo.
Mitigazione dell’interrimento degli invasi:
Interventi di consolidamento dei versanti e ingegneria naturalistica nei bacini imbriferi montani e collinari.
Bloccare l’erosione del suolo all’origine è l’unico modo per arrestare il deposito di sedimenti sul fondo delle dighe, preservandone la capacità utile di invaso nel tempo.
C’è infine una questione di metodo, ed è forse la parte più importante.
“L’analisi economica non può essere la premessa, ma deve essere la conseguenza di una scelta di obiettivi prestazionali”, dichiara Luigi Marini della segreteria di Sinistra Italiana Pesaro Urbino.
“Il dimensionamento dei tubi, delle portate e il calcolo dei costi devono derivare dalla scelta politica del livello di affidabilità che si intende garantire alla cittadinanza. Un sistema resiliente e ridondante ha costi di realizzazione superiori, ma previene i costi economici e sociali di un blocco totale della costa.
L’acqua è un bene comune e la sua pianificazione infrastrutturale deve seguire criteri di sostenibilità ambientale e sicurezza di lungo termine”.
Sinistra Italiana Pesaro Urbino

