Pesaro sta attraversando momenti di grande tensione. La rottura della rete acquedottistica di
Ferragosto ha acceso un riflettore su fragilità che da tempo chiedevano attenzione. È giusto
quindi che si sviluppi un dibattito serio: la città ha diritto di sapere, di capire e di pretendere
risposte. Ma proprio perché il tema è serio, è il momento di dire con chiarezza dove questo
dibattito deve trovare la sua sede più autentica.
In questi giorni ho visto gruppi nascere come funghi, spesso con scarsissima rappresentanza
reale, comitati spontanei e persino portavoce in pectore di partiti che ancora non esistono,
rincorrersi a colpi di comunicati, ciascuno convinto di rappresentare la voce della cittadinanza.
Comunicare è legittimo, anzi doveroso: chi non comunica, in politica, non esiste. Il problema
non è la comunicazione in sé ma il suo abuso, quando diventa ripetitiva, vuota e fine solo a
tornaconti elettorali. Il risultato è un rumore di fondo che confonde più di quanto chiarisca,
dove contano più i decibel che la competenza e si sostituisce il megafono al lavoro.
Non è questa la strada. La democrazia non si esercita gridando più forte degli altri ma nelle sedi
che i cittadini stessi hanno scelto attraverso il voto. Il Consiglio Comunale e le Commissioni
consiliari nascono esattamente per questo. Le Commissioni non sono un passaggio
burocratico tra una delibera e l’altra: sono il luogo dove si raccolgono i dati, si ascoltano i
tecnici, si confrontano le posizioni politiche e si costruiscono risoluzioni che maggioranza e
opposizione possono condividere nel merito.
Se i consigli di quartiere sono le sentinelle dei territori, le Commissioni sono lo strumento con
cui quella conoscenza diffusa diventa decisione informata. È un lavoro meno spettacolare del
post virale, ma è l’unico che produce risposte che restano nel tempo.
Come insegna Norberto Bobbio, la democrazia vive di regole del gioco condivise, non della
forza di chi urla di più. Sono le regole, non il rumore, a garantire che ogni voce, anche la più
minoritaria, possa incidere davvero sulle decisioni. Senza il rispetto delle forme, la democrazia
si spegne dall’interno. Per questo, convocherò la Commissione Ambiente proprio sul tema
della crisi idrica, perché resti un luogo di confronto reale. Rivolgo lo stesso invito ai colleghi
presidenti delle altre Commissioni: intensifichiamo i lavori, portiamo lì il confronto che oggi si
disperde altrove, e restituiamo a questi organi il ruolo che la città si aspetta da loro.
Continuerò a farlo con lo stile che considero più adeguato: pacato, competente, mai urlato, ma
fermo nella propria missione. La città ha bisogno di risposte vere alla crisi idrica e alle tante
sfide che ci attendono. Le troveremo lavorando insieme nelle sedi che la Legge e lo Statuto
comunale ci hanno affidato, non rincorrendo il consenso del momento.
Lorenzo Lugli
Capogruppo Movimento 5 Stelle
Presidente VI Commissione Consiliare
Comune di Pesaro

