Le assessore: «Certe dichiarazioni rappresentano un problema per la scuola, che si ritrova a dover rispondere ad accuse mosse unicamente per ottenere visibilità politica»
«Sulla vicenda della scuola Rodari è stato superato ogni limite. Da settimane l’Amministrazione comunale sta lavorando con la massima trasparenza, aggiornando costantemente la dirigente, in costante contatto con le famiglie, personale scolastico e cittadini sullo stato della situazione e sugli interventi programmati. Tutto è stato spiegato pubblicamente, anche nell’ultimo Consiglio comunale, dove abbiamo illustrato nel dettaglio il percorso condiviso con i tecnici, con l’Azienda Sanitaria Territoriale e con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, quello che abbiamo letto questa mattina ci ha lasciato piuttosto basite». L’assessora alle Manutenzioni Mila Della Dora e alle Politiche educative Camilla Murgia replicano duramente alla consigliera di minoranza Giulia Marchionni, facendo chiarezza sull’edificio scolastico di via Recchi. «È gravissimo, ancora una volta, leggere una rappresentazione distorta dei fatti, alimentando paure e preoccupazioni nelle famiglie attraverso dichiarazioni che omettono volutamente un elemento fondamentale: nessuno, mai, ha ipotizzato di riaprire la scuola senza che i lavori siano completati e senza il via libera degli enti competenti. Eventuali preoccupazioni sono comprensibili ma è importante non fare allarmismi: danneggiano la scuola, gli alunni, le famiglie e il personale».
Le assessore ripercorrono poi la vicenda, ricordando le date a partire dal 25 giugno 2026, quando vengono riscontrate infiltrazioni e macchie all’interno della scuola. Dopo un sopralluogo del 3 luglio (con i tecnici, la dirigente scolastica e i genitori) e la segnalazione del 4 luglio agli enti competenti, il 10 luglio i Vigili del fuoco effettuano un’ispezione sull’edificio, rilevando infiltrazioni ma senza riscontrare pericolo per la pubblica incolumità. Il 13 luglio, nel corso di un sopralluogo congiunto tra AST, Comune e tecnici, viene confermato che le infiltrazioni provengono dalla copertura dell’edificio e vengono programmati gli interventi di rifacimento della stessa e di verifica dell’impianto elettrico, con conclusione dei lavori prevista entro fine agosto. Successivamente, anche l’AST, come da normale procedura, trasmette una comunicazione con gli esiti delle verifiche effettuate.
«La comunicazione dell’AST richiamata dalla consigliera viene fatta da prassi al termine dei controlli e non contiene alcuna novità né alcuna smentita nei confronti del Comune. Al contrario, ribadisce esattamente ciò che l’Amministrazione aveva già comunicato una settimana fa in Consiglio: i lavori sono stati programmati durante la pausa estiva proprio per eliminare definitivamente le infiltrazioni e la scuola riaprirà esclusivamente dopo il completamento degli interventi (fine agosto e in tempo utile per apertura dell’anno scolastico) e le verifiche previste dalle autorità competenti. È esattamente il percorso che il Comune ha illustrato pubblicamente e che sta portando avanti con responsabilità».
E continuano: «Presentare questa comunicazione come se fosse una bocciatura dell’operato dell’Amministrazione significa voler costruire un caso mediatico –probabilmente per avere una visibilità prolungata sulla stampa che altrimenti non si avrebbe- che non trova riscontro nella realtà dei fatti. Le famiglie meritano rispetto. Meritano informazioni corrette, complete e contestualizzate, non messaggi che rischiano soltanto di generare ansia e confusione nel pieno dell’estate. La sicurezza dei bambini e delle bambine è una materia troppo seria per essere utilizzata come terreno di scontro politico. L’Amministrazione comunale non ha mai minimizzato il problema com’è solita fare. Al contrario, ha riconosciuto la necessità di un intervento definitivo, ha coinvolto tutti gli enti competenti, ha effettuato sopralluoghi congiunti, sta perfezionando le procedure per l’incarico ad una ditta specializzata e ha programmato un’opera strutturale di impermeabilizzazione del tetto. Questi sono i fatti: ora basta polemiche perché chi oggi tenta di raccontare una realtà diversa, lasciando intendere che il Comune vuole riaprire la scuola ignorando le prescrizioni dell’AST, o, addirittura, che mette in dubbio la riapertura a settembre.
Gravissimo, per Murgia, leggere e ribadire che l’apertura della scuola Rodari a settembre sarebbe in dubbio «è semplicemente falso. Tutti i lavori sono programmati e monitorati con grande attenzione, in costante raccordo con la dirigente scolastica Bumma, che oggi non è presente alla conferenza stampa perché si trova fuori Pesaro. L’obiettivo condiviso è chiaro e non è mai cambiato: riaprire la scuola nei tempi previsti, a settembre, per consentire alle famiglie, a tutte le bambine e a tutti i bambini, così come al personale scolastico, di iniziare l’anno in serenità e in un ambiente sempre più sicuro e accogliente, capace di garantire il massimo benessere alla comunità scolastica. Quello che lascia davvero senza parole è che proprio sulla Rodari, una scuola che è diventata e che sarà sempre più il punto di riferimento cittadino per il metodo Montessori, si sia scelto di lanciare un allarme ingiustificato alle famiglie. Abbiamo quindi sentito il dovere di ribadire con forza questo messaggio, per rassicurare tutte le famiglie, ma anche gli studenti e le studentesse che leggono questi titoli di giornale e che, comprensibilmente, possono rimanere disorientati, proprio come è accaduto a noi».
Rispetto a quanto emerso dai giorni scorsi sulla stampa, la dirigente scolastica, Prof.ssa Lucia Maria Soccorsa Bumma, con una breve nota precisa: «Smentisco quanto riportato. Non ho mai effettuato alcun controllo con Marchionni, che non conosco neppure personalmente. Pertanto, l’affermazione secondo cui la consigliera avrebbe partecipato ai controlli è falsa. Ci tenevo a precisarlo e a ribadire invece il contatto costante con l’Amministrazione per essere sempre aggiornati».
L’obiettivo resta quello annunciato fin dall’inizio: utilizzare tutta la pausa estiva per completare l’intervento definitivo, consentire le verifiche previste dall’AST e riconsegnare a settembre una scuola pienamente ripristinata, sicura, salubre e pronta ad accogliere i circa 200 bambini della Rodari. A sottolinearlo è Della Dora: «L’edilizia scolastica e le manutenzioni sono al centro del nostro operato. Si tratta di una priorità costante, seguita con la massima attenzione da tutta l’Amministrazione. Le istituzioni hanno il dovere di rassicurare i cittadini attraverso il rigore, la trasparenza e la verità. Mentre si continua ad alimentare polemiche e a costruire narrazioni allarmistiche, il Comune programma il futuro della scuola Rodari. Oltre all’intervento definitivo di impermeabilizzazione, l’Amministrazione sta infatti valutando la partecipazione al bando del GSE 2027 per accedere a finanziamenti destinati alla riqualificazione energetica dell’edificio, con l’obiettivo di realizzare ulteriori interventi di miglioramento. È questa la differenza tra chi si limita ad alimentare il dibattito e chi, invece, lavora per investire concretamente sul patrimonio scolastico, cogliendo ogni opportunità di finanziamento utile a rendere gli edifici sempre più efficienti, moderni e confortevoli per studenti, insegnanti e personale». E visto che si parla di sicurezza delle scuole, l’assessora Della Dora incalza: «sarebbe opportuno che chi oggi punta il dito contro il Comune rivolgesse qualche domanda anche al Governo e ai propri riferimenti politici. L’Amministrazione di Pesaro ha partecipato al bando ministeriale “Sicurezza e antincendio” candidando undici plessi complessivamente (tra scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado). Quattro risultano in graduatoria, su altre 6 il governo deve ancora dare risposte, mentre sulla Carducci, che risulta finanziata, da mesi non si hanno notizie. Le graduatorie sono congelate. Parliamo di un bando che prevedeva l’affidamento dei lavori entro il 31 marzo e la conclusione degli interventi entro il 31 dicembre. Oggi, invece, tutto è bloccato e nessuno fornisce spiegazioni ai Comuni che aspettano di poter aprire i cantieri. La consigliera Marchionni, così attenta a chiedere conto dell’operato dell’Amministrazione comunale, potrebbe utilizzare lo stesso zelo nei confronti del Governo, chiedendo perché i Comuni vengono lasciati nell’incertezza e perché risorse già assegnate non possono essere utilizzate. Lo stesso vale per il finanziamento di 120mila euro destinato alla realizzazione del nuovo ascensore della scuola Giansanti di via Monfalcone nell’ambito degli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Anche in questo caso il Comune è pronto a partire, ma attende ancora gli atti necessari dal Governo che consentano l’avvio dei lavori. Noi continueremo a fare la nostra parte, progettando, partecipando ai bandi e programmando gli interventi. Ci aspettiamo però che chi oggi fa opposizione dimostri la stessa determinazione anche nei confronti del Governo quando sono proprio i ritardi ministeriali a rallentare investimenti attesi da studenti, famiglie e comunità scolastica».
Comune di Pesaro

