Consiglio comunale: avanti con il nido di Torraccia, pronto a inaugurare a settembre, e con il Centro per l’autismo

INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE


Ad aprire il Consiglio comunale del 14 luglio è stato il sindaco Andrea Biancani, che ha risposto all’interrogazione portata in aula dalla consigliera Evenlina Anniballi, su “Disservizi alla rete telefonica e internet a Sottomon: «L’Amministrazione comunale è pienamente a conoscenza delle criticità che stanno interessando la rete telefonica e la connessione dati nella zona di Sottomonte e comprende le difficoltà che questa situazione sta arrecando a operatori balneari, residenti, visitatori e alle attività presenti sul litorale. Non appena sono pervenute le prime segnalazioni mi sono immediatamente attivato contattando sia FiberCop, per gli aspetti di competenza relativi alla rete, sia Telecom Italia, proprietaria delle infrastrutture e degli impianti di trasmissione presenti nell’area, chiedendo un intervento urgente per il ripristino del servizio. Dai contatti intercorsi è emerso che è stato individuato un guasto agli impianti che servono la zona. Le verifiche tecniche hanno evidenziato che la causa del malfunzionamento è, con ogni probabilità, riconducibile alle eccezionali temperature registrate nei giorni scorsi, che hanno determinato criticità nel funzionamento degli apparati. I tecnici delle società interessate sono intervenuti tempestivamente e hanno già avviato tutte le attività necessarie per ripristinare la piena funzionalità del servizio, valutando anche soluzioni straordinarie, tra cui l’installazione di sistemi di raffreddamento degli impianti, così da limitare gli effetti del surriscaldamento e prevenire il ripetersi di analoghi disservizi. Pur trattandosi di infrastrutture che non rientrano nella competenza diretta del Comune, l’Amministrazione continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, mantenendo un confronto costante con i gestori fino alla completa risoluzione del guasto. Siamo consapevoli dell’importanza di garantire una rete telefonica e una connessione dati efficienti, soprattutto nel pieno della stagione estiva, quando questi servizi sono indispensabili non solo per il regolare svolgimento delle attività economiche e turistiche, ma anche per la sicurezza e per le esigenze quotidiane di cittadini e operatori. Per questo continueremo a sollecitare i soggetti competenti affinché gli interventi vengano completati nel più breve tempo possibile e il servizio venga ripristinato in modo stabile e definitivo». Per soddisfazione Anniballi: «Grazie al sindaco per la risposta puntuale, esaustiva e per la concretezza con la quale ha affrontato il problema, pur non essendo infrastrutture che dipendono dal Comune. Quelle discusse in aula sono difficoltà concrete che le attività economiche si trovano ad affrontare nel pieno della stagione estiva».     A rispondere alla seconda interrogazione, presentata dalla consigliera Marchionni, ad oggetto “Nuove macchie e fenomeni infiltrativi alla Rodari” è stata l’assessora alle Manutenzioni Mila Della Dora: «Voglio rispondere con la massima trasparenza, parlando direttamente alle famiglie dei circa 200 bambini che frequentano la scuola primaria “Rodari” e al personale scolastico. Capiamo e rispettiamo la preoccupazione delle famiglie. Come ho già risposto in quest’aula nel novembre 2024, siamo davanti a infiltrazioni d’acqua dovute al ristagno sul tetto piano. Sono infiltrazioni assolutamente innocue per la salute, ma questo non significa che siano tollerabili o che l’Amministrazione le consideri normali. Lo scorso 5 luglio, a mezzo stampa, avevo preso un impegno preciso: dopo il primo sopralluogo tecnico del 3 luglio del geometra Pascucci, con la dirigente Bumma e i genitori, avevo promesso che avremmo fatto un secondo passaggio operativo con l’impresa per definire l’intervento definitivo. Ebbene, oggi non vengo qui a fare promesse, ma a rendicontare un’azione già conclusa. Nelle ultime ore, il nostro tecnico ha effettuato un sopralluogo congiunto decisivo sul posto. Lo ha fatto insieme a tutti i soggetti interessati: l’Azienda Sanitaria Territoriale, il Comando dei Vigili dal Fuoco e i tecnici della ditta specializzata incaricata dei lavori. Grazie a questo coordinamento sul campo, la diagnosi è chiara e l’intervento è già programmato. La ditta è già stata attivata per procedere con i lavori di impermeabilizzazione del tetto dell’edificio. Non faremo un semplice intervento “tampone”: l’obiettivo è risolvere alla radice la causa del ristagno d’acqua sul solaio per far cessare questi fenomeni una volta per tutte. Precisando che tutte le lavorazioni necessarie saranno eseguite come dà indicazioni impartite delle autorità competenti. Sfrutteremo ogni giorno di questa pausa estiva, in cui le lezioni sono sospese, per lavorare a ritmo serrato. Consegneremo alle famiglie, ai docenti e a tutta la città una scuola Rodari non solo salubre e sicura, ma del tutto ripristinata e pronta ad accogliere i bambini a settembre. La sicurezza delle nostre scuole non si cura con le polemiche, ma con i cantieri. E i nostri tecnici sono già al lavoro». La consigliera Marchionni: «È un film già visto, non se ne può più di ascoltare le rassicurazioni e dopo sei mesi ritrovarsi con le macchie sul soffitto. Tutti si sono domandati a cosa sono serviti gli interventi fatti fino ad ora. Doverosa una risposta congruente e realistica alle famiglie e lavoratori della scuola e ai cittadini».   Sull’interrogazione a firma di Dario Andreolli ad oggetto “Situazione di degrado e bivacco nell’area di Rocca Costanza e monumento Mamiani”, l’assessora alla Sicurezza Sara Mengucci ha riposto: «Prima di questa interrogazione, agli uffici della Polizia Locale non risultavano segnalazioni relative alle criticità evidenziate. Nell’area adiacente a Rocca Costanza sono stati effettuati complessivamente 15 interventi, riguardanti diverse attività operative, tra cui il controllo della sicurezza della circolazione stradale, il rilievo di sinistri e la verifica di veicoli in sosta vietata. Di questi interventi, 6 sono stati eseguiti negli ultimi quindici giorni con l’obiettivo di verificare nello specifico le situazioni segnalate nell’interrogazione. I controlli, estesi anche alle ore serali e finalizzati all’individuazione di eventuali insediamenti abusivi e fenomeni di bivacco, hanno dato esito negativo. Inoltre, la scorsa settimana il personale della Polizia Locale ha effettuato un accurato sopralluogo nell’area del monumento a Terenzio Mamiani, durante il quale non sono stati riscontrati segni di bivacco ed è stato verificato che l’area si presentava pulita. Si conferma infine che l’attività di presidio e controllo dell’area non è mai stata interrotta. Il monitoraggio proseguirà con regolarità anche nei prossimi mesi, mantenendo costante l’impegno della Polizia Locale nel contrasto ai bivacchi e nella tutela del decoro urbano». Così il consigliere Andreolli: «Ho raccolto le segnalazioni di alcuni residenti vicino al piccolo anfiteatro dove c’è abitudine di consumare pasti e bevande. Ho verificato nei 10 giorni successivi e ho una cospicua galleria fotografica di bevande alcoliche. Niente di allarmante ma situazione da tenere monitorata».     Ancora un’interrogazione di Andreolli, sulle “Criticità funzionali e viabilistiche a seguito del restyling della stazione ferroviaria”. A rispondere, l’assessore alle Nuove opere Riccardo Pozzi: «Faccio due precisazioni che potrebbero sembrare scontate. La prima è che quella è un’area di cantiere; la seconda è che si tratta di un cantiere di RFI e quindi non direttamente seguito dall’Amministrazione comunale. È un intervento che si distingue in tre stralci funzionali. Il primo riguarda la realizzazione di lavori sull’edificio della stazione: è stata realizzata la nuova facciata, che ha ripristinato i colori originari con un impatto estetico sicuramente gradevole, così come è stato fatto un importante lavoro sugli spazi interni, resi più funzionali attraverso un intervento di ristrutturazione che ritengo molto positivo. Insieme agli interventi sul blocco della stazione, si è intervenuti anche sul piazzale antistante, con l’obiettivo di dare più spazio alle persone, maggiore luce e una migliore fruibilità degli spazi per utenti, lavoratori e pendolari. Questa parte è oggi pressoché conclusa, ma il cantiere rimane aperto perché sono previsti ulteriori interventi nella parte antistante, verso la caserma: verranno realizzati 30 stalli per motorini e 200 stalli per biciclette, parte dei quali sotto la pensilina e parte nella porzione non coperta dalla stessa, oltre ai collegamenti con la pista ciclabile che proseguirà fino al ponte ciclopedonale. Per quanto riguarda la realizzazione della rampa, si tratta di una soluzione provvisoria, collegata al cantiere attualmente in essere, che verrà poi sostituita nell’ambito dell’intervento complessivo pensato per abbattere tutte le barriere architettoniche. Sottolineo che il terzo stralcio prevede i lavori nella parte retrostante della stazione, dove l’Amministrazione si impegnerà a realizzare un parcheggio asfaltato nell’area oggi “bianca” (quella più vicina ai binari, come già dichiarato, ndr), non appena RFI avrà completato il nuovo accesso “sud” alla stazione ferroviaria. Qui RFI realizzerà un blocco in cristallo con biglietteria e ascensore che permetterà alla maggior parte delle persone che accedono alla stazione di farlo in maniera più agile, evitando il traffico e le complicazioni legate al passaggio dal centro. Sul tema del “kiss & ride”, gli stalli previsti dal progetto sono 6. Anche in questo caso, però, è già stato approvato il progetto di Pesaro Parcheggi che prevede una rifunzionalizzazione più efficiente del parcheggio “Metropark” (che prevede, ad oggi dieci minuti di sosta gratuita) per consentire di accedere velocemente alla stazione e svolgere le operazioni di carico e scarico. Abbiamo portato il in cui è possibile entrare gratuitamente a 15 minuti e abbiamo lavorato per aumentare la visibilità di questa opportunità. È un parcheggio che Pesaro Parcheggi ha già inserito tra i propri obiettivi a breve termine, con l’intenzione di riqualificarlo per renderlo più fruibile e maggiormente riconoscibile anche attraverso una comunicazione più efficace». Andreolli per soddisfazione: «È un cantiere disastroso, che so non essere del Comune. L’obiettivo dichiarato era quello di realizzare una piazza, ma oggi per 4 mesi all’anno questo spazio risulta inutilizzabile per il caldo e la mancanza di alberature. Ci sono inoltre 2 fasce di siepi lasciate in stato di abbandono. È un progetto che ha complicato la circolazione e ha eliminato i posti di fermata. Le scene che si vedono oggi alla stazione sono surreali. Mi auguro che si possa intervenire per migliorare la fruibilità dell’area e aumentare il numero di posti dedicati ai motorini. L’idea che il problema possa essere risolto semplicemente con il parcheggio nella parte retrostante della stazione non sta né in cielo né in terra».     È seguita l’interrogazione proposta dal gruppo Fratelli d’Italia sulla “Mancata esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria del campetto parrocchiale di Villa Ceccolini” a cui ha risposto l’assessora alle manutenzioni Mila Della Dora: «Ripercorro brevemente il percorso avviato nel 2023. All’epoca non avevo la delega alle Manutenzioni, ma ritengo doveroso difendere l’operato di chi mi ha preceduto. In quel periodo furono assegnati all’ente 20 mila euro, senza alcuna condivisione preventiva con l’Amministrazione comunale. A quel punto la scelta era semplice: restituire il contributo oppure cercare di realizzare un intervento con le risorse disponibili. È stata scelta la seconda strada, intervenendo nei limiti di quanto finanziato. Nell’interrogazione, inoltre, viene omesso un elemento fondamentale, ovvero la natura giuridica del campetto: si tratta infatti di una pista privata, di proprietà della parrocchia. La Regione aveva finanziato un intervento specifico e i lavori eseguiti hanno riguardato esclusivamente il ripristino dello strato di usura superficiale, il livellamento del piano di gioco e la successiva verniciatura. Non erano previsti, né avrebbero potuto esserlo con le risorse disponibili, interventi di carattere strutturale. A distanza di alcuni mesi dall’esecuzione dei lavori sono emersi i primi cedimenti. Questi non sono stati causati dall’intervento superficiale, ma da un cedimento profondo dovuto all’instabilità del terreno sottostante. Per risolvere definitivamente il problema sarebbe oggi necessario demolire la pista polivalente, realizzare un nuovo consolidamento strutturale con armature in ferro e procedere con un nuovo getto di calcestruzzo. Si tratta di un’opera di consolidamento strutturale importante, del tutto diversa dagli interventi finanziati e realizzati in precedenza. Va inoltre ricordato che il Comune, per legge, non può utilizzare risorse pubbliche per rifare le fondazioni di una struttura privata. L’Amministrazione, pertanto, ha fatto tutto ciò che era possibile con le risorse assegnate e nel rispetto dei vincoli normativi. Se i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno a cuore la pista, possono chiedere alla Regione ulteriori risorse per rifare interamente il campetto e destinare i fondi alla parrocchia, titolare dell’area. Nei limiti delle nostre competenze il Comune è pronto a fare la propria parte». Per soddisfazione, il consigliere Malandrino ha detto: «Se la Regione dà 20mila euro per sistemare il campo e ci si accorge che questi non bastano, lo devo dire subito».     PROPOSTE DI DELIBERE La prima proposta discussa e votata (18 voti favorevoli, 11 contrari) è stata la ratifica della delibera di giunta sulla “Variazione di Bilancio in via d’urgenza” e “Applicazione quota avanzo di amministrazione vincolato” presentata dall’assessore al Bilancio Riccardo Pozzi, che ha detto: «Questa delibera riguarda la ratifica di una variazione di bilancio adottata dalla Giunta. Ho sottolineato più volte come la facoltà riconosciuta alla Giunta debba essere utilizzata con attenzione e non trasformarsi in una sostituzione delle ordinarie variazioni di bilancio. Come Amministrazione abbiamo sempre cercato di limitarne il ricorso, ma in questo caso ci siamo trovati di fronte a un’opportunità importante che non potevamo non cogliere: portare avanti un’azione sull’edilizia scolastica di portata storica per la nostra città. Siamo infatti vicini alla conclusione di quasi 18 milioni di euro di cantieri dedicati alle scuole: due nuovi nidi, due nuove scuole elementari, due nuove mense e tre interventi di rigenerazione di edifici esistenti, tra cui quello della scuola Manzoni, dove si sta realizzando un adeguamento sismico senza interrompere l’attività scolastica. È una sfida enorme, che abbiamo affrontato con grande impegno. Tra gli interventi c’è anche il nuovo nido di Torraccia, ultimo dei finanziamenti PNRR ottenuti da questa Amministrazione. Un’opportunità che abbiamo colto e sulla quale, in pochi giorni, abbiamo ragionato per individuare la collocazione più adeguata, consapevoli dell’importanza di dare risposte concrete alle famiglie. La scelta è ricaduta sull’area di Torraccia. Siamo partiti alla fine del 2024 con l’iter che ci ha portato oggi a un cantiere concluso, capace di offrire una risposta preziosa su un tema sul quale questa Amministrazione vuole mantenere un impegno forte. Con questa delibera rafforziamo ulteriormente questo percorso, destinando 120 mila euro di avanzo vincolato all’acquisto di allestimenti, arredi e finiture necessari a completare lo spazio dedicato alla fascia 0-3 anni. Sarà un ulteriore modello di qualità che si aggiungerà alle esperienze già realizzate, come il Polo 0-6 di via Rigoni e la scuola Brancati di via Lamarmora, punti di riferimento all’interno del piano complessivo di interventi sull’edilizia scolastica. Il nuovo nido risponderà ai migliori standard qualitativi e queste risorse permetteranno di acquistare gli arredi necessari per avviare il prossimo anno scolastico, accogliendo le tre fasce dei nidi a partire da settembre 2026. È stata una sfida complessa, ma siamo soddisfatti di poter arrivare all’inaugurazione prima della fine dell’estate». Redaelli: «Non siamo soddisfatti di queste due ratifiche di variazioni di bilancio adottate con procedura d’urgenza, perché a nostro avviso non ricorrevano le condizioni per utilizzarla. Piuttosto che far saltare alcune sedute del Consiglio comunale, sarebbe stato possibile convocarne una in più per affrontare e discutere questo tema. Nel merito, le risorse utilizzate erano già disponibili nel 2025 e avrebbero potuto essere impiegate a partire da aprile. L’apertura del nido di Torraccia a settembre era programmata da mesi, quindi sarebbe stata necessaria una maggiore pianificazione. Abbiamo segnalato più volte alcune criticità sulle quali l’Amministrazione deve ancora intervenire. Tra queste c’è anche la questione dell’attraversamento pedonale sicuro davanti all’asilo, un intervento che chiediamo venga realizzato al più presto. Resta inoltre, a mio avviso, ancora aperta la questione relativa all’utilizzo del terreno della Diocesi: su questo aspetto non è ancora stata chiarita la posizione né l’intenzione dell’Amministrazione». Rocchi: «Destiniamo queste risorse all’allestimento e all’arredo del nuovo nido. Si tratta di somme già trasferite, il cui valore va oltre l’importo economico: significano che non abbiamo creato nuovo debito, non abbiamo aumentato la pressione fiscale e abbiamo mantenuto il rispetto degli equilibri di bilancio. È un risultato frutto di una programmazione seria e di una gestione attenta delle risorse pubbliche. Questa variazione riguarda le famiglie, i bambini e un servizio che sarà presto a disposizione della città. È un investimento sul futuro di Pesaro». Marchionni: «Ci sono alcuni aspetti sui quali intendo fare delle verifiche, in particolare rispetto alle risorse impiegate. Quel progetto è stato depositato in maniera molto rapida e con un livello di dettaglio limitato: chiederò conto delle spese finali, parliamo di costi importanti. È vero che si tratta di un servizio essenziale e che sono diverse, anche se non tantissime, le famiglie che hanno fatto richiesta e ottenuto un posto in quel nido. Tuttavia, è necessario valutare anche la sostenibilità complessiva dell’opera. Destinare 120 mila euro agli arredi senza avere ancora un quadro completo del costo dell’intervento e senza sapere quanto sarà effettivamente semplice fruire della struttura pone alcune domande. Riconosco l’importanza di dare un nuovo servizio a una zona della città che non ne disponeva ma è fondamentale accompagnare ogni investimento con un’attenta analisi della sostenibilità». Sul metodo: «Il passaggio in Consiglio rappresenta una garanzia per tutti: non è sufficiente che una variazione venga semplicemente ratificata dall’assise dopo che è stata approvata dalla Giunta, perché il confronto e la discussione consiliare sono un elemento di tutela anche per l’Amministrazione stessa». Dominici: «Due anni fa in quella zona c’era solo un campo. Dopo due anni, è stata costruita una struttura che tra pochi mesi inaugureremo. Un edificio moderno, capace di ospitare fino a 90 bambini (0-3 anni). Un progetto lungimirante dell’Amministrazione, che aiuterà ad azzerare le liste d’attesa e darà risposte a tante famiglie». Bernardi: «Votiamo 120mila euro per gli arredi dell’asilo della Torraccia anche per un motivo: il Governo ha stanziato 130milioni per gli arredi di edilizia scolastica, ma ha escluso tanti enti locali. Stiamo facendo del sofismo sui metodi, quando in realtà si potrebbero dire tante altre cose, ad esempio parlare delle risposte sulle liste d’attesa. Sarebbe bello riuscire a riconoscere ogni tanto i meriti di un lavoro virtuoso che si sta portando avanti, non incastrarsi su un avanzo vincolato di 120mila euro». Anniballi: «Rassicuro i consiglieri: l’area di Torraccia è stata individuata con un percorso condiviso con la Diocesi. In un primo incontro, lo stesso Arcivescovo insieme all’Amministrazione comunale ha ritenuto quella zona fosse la soluzione migliore per dare risposta alle famiglie con un nuovo nido. Poi è stata individuata anche l’area destinata al centro di aggregazione della Diocesi. La scelta è stata valutata e condivisa dalla stessa insieme ai tecnici del Comune». Marinucci: «I cantieri vanno controllati meglio, perchè spesso il prezzo iniziale non corrisponde a quello finale». Pozzi, è intervenuto nella discussione dichiarando: «Ho sentito dai banchi dell’opposizione delle parole allucinanti. Abbiate il coraggio di dire che chi contrasta il metodo, molto spesso è contro il merito. Ditelo che siete contrari all’acquisizione di arredi didattici innovativi per quel nido». Per dichiarazioni di voto, la consigliera Mattioli: «Questo è il metodo migliore per anticipare fondi che ci sono già stati destinati. Ringrazio la lungimiranza della Giunta, per aver messo a terra questo progetto». Fabbri: «Il voto sarà favorevole, un atto dovuto per il coraggio di voler procedere a questo acquisto, necessario per far partire un progetto importante per il territorio».     A seguire è stata un’altra ratifica di delibera di giunta, questa volta relativa alla “Variazione di Bilancio in via d’urgenza” e alla “Variazione al PEG 2026/2028”, che ha ottenuto18 voti favorevoli e 11 astenuti. L’assessore Pozzi l’ha spiegata: «La ratifica è legata alla proroga del contratto del trasporto pubblico locale, che doveva essere approvata entro la fine di giugno per recepire i nuovi corrispettivi stabiliti dalla Regione Marche. La delibera regionale è del 26 maggio 2026 e ci siamo attivati immediatamente per predisporre tutti gli atti necessari al rinnovo del contratto di gestione del trasporto pubblico locale, un servizio di competenza della Regione al cui finanziamento il Comune partecipa con una propria quota. Il contributo regionale è stato leggermente incrementato, passando da 1,78 a 1,93 euro al chilometro, per coprire parzialmente l’aumento dei costi dovuto al rincaro dei carburanti, al rinnovo dei contratti dei lavoratori e, più in generale, ai maggiori costi di gestione del servizio. Questo aumento del contributo regionale ha comportato anche un adeguamento della quota a carico del Comune di Pesaro, rendendo necessario uno stanziamento aggiuntivo di poco meno di 17 mila euro. Una somma indispensabile per consentire agli uffici di rispettare le tempistiche fissate dalla Regione Marche e procedere al rinnovo del contratto. È stato un lavoro svolto in tempi molto stretti, condizionato dalle scadenze imposte dalla Regione e che ha coinvolto tutti i Comuni chiamati, come il nostro, a compartecipare al finanziamento del trasporto pubblico locale, garantendo così la continuità di un servizio essenziale».     Pozzi, assessore con delega al Patrimonio, ha illustrato anche la delibera successiva (approvata con 28 voti favorevoli), relativa a una servitù di elettrodotto per la realizzazione di una cabina elettrica di trasformazione in via dei Trasporti, nella zona di Chiusa di Ginestreto. L’assessore ha spiegato che «L’intervento nasce dall’esigenza di un’azienda di incrementare la propria disponibilità di energia elettrica, una necessità sempre più diffusa a fronte del crescente processo di elettrificazione delle attività produttive. Da questa richiesta, E-Distribuzione ha proposto di realizzare una cabina che non sia al servizio della sola azienda interessata, ma che possa potenziare la rete elettrica a beneficio di tutte le attività presenti nell’area, aumentando la capacità complessiva disponibile. Per questo motivo viene chiesta la costituzione di una servitù permanente di elettrodotto. Come già avvenuto in casi analoghi, è prevista un’indennità una tantum a favore del Comune, quantificata in 500 euro ha detto l’assessore».     Centro per l’autismo, il Consiglio ha poi approvato le 2 delibere sul tema. La prima, che ha ottenuto 26 voti favorevoli, è stata la “Variazione al Piano delle alienazioni e valorizzazioni 2026-2028″ e aggiornamento al DUP 2026-2028. Sì dell’aula anche la delibera successiva “Approvazione del progetto preliminare per trasformazione ex asilo Alberone in ‘Centro per l’autismo e centro semiresidenziale’ finalizzata alla modifica della tipologia di standard urbanistico da ‘SB’ a ‘SA’” (che ha ricevuto 30 voti favorevoli). L’assessore Pozzi le ha presentate congiuntamente: «La prima consiste nell’aggiornamento dell’importo inserito nel DUP per l’ex nido Alberone. Da una prima stima, elaborata internamente e pari a 678mila euro, siamo arrivati a una valutazione condivisa con Ast di 615mila euro, recependo alcune osservazioni che sono state accolte. È un passaggio che ci consente di proseguire verso un obiettivo di cui parliamo da sette mesi e che rappresenta un passo avanti di civiltà per la nostra città. Il percorso è iniziato nel dicembre scorso e, dopo l’impegno siglato tra Comune e Ast, è partito un importante lavoro amministrativo che ci porta oggi a un passaggio fondamentale. Con questa delibera approviamo il progetto preliminare che consentirà la variante della destinazione dell’ex asilo nido di via Gattoni, trasformando una struttura nata come servizio scolastico in una struttura socio-sanitaria. L’ex nido di Soria (oggi parte del Polo 0-6 anni “il Faro” in via Rigoni, ndr) ospiterà le attività del Centro diurno “Il Gabbiano” e darà un a risposta concreta con la realizzazione del Centro per l’autismo. Sappiamo quanto ci sia una forte sensibilità, da parte di tutto il Consiglio comunale, su questo tema e quanto sia importante restituire maggiore dignità alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie. Con questo passaggio in Consiglio comunale, mi auguro che nelle prossime settimane si possa arrivare alla compravendita dell’immobile, così da consentire ad AST di avviare immediatamente il trasferimento del Centro diurno “Il Gabbiano” e la realizzazione del Centro per l’autismo, che la città aspetta da tempo». Marinucci: «Ringrazio il presidente Montesi per aver svolto la commissione in presenza»; sulla delibera, «Quando si parla di temi come questo non ci devono essere distinzioni di appartenenza politica. Sono sempre severo e pignolo ma non ho posto alcun ostacolo sugli introiti leggermente diminuiti per il Comune. Il sociale viene sempre prima degli interessi economici. Bene questa delibera che arriva in ritardo». Nobili: «Delibera che dà una risposta concreta e molto attesa dalla città. Sappiamo tutti quanto fosse necessario realizzare il Centro per l’autismo. Ma vorrei evidenziare anche i tempi con cui si è arrivati a questo risultato. Dalla manifestazione di interesse dell’AST, nell’ottobre 2025, siamo arrivati oggi, a luglio 2026, alla disponibilità ad acquistare la struttura. È stato svolto un grande lavoro per arrivare a una stima condivisa e definire un valore equo che mettesse d’accordo tutte le parti. Raggiungere un accordo tra enti pubblici in tempi così rapidi, per dare una risposta altrettanto rapida e adeguata ai cittadini, credo sia un risultato importante. Per questo ringrazio l’assessore e tutta la struttura comunale, che ha dimostrato di saper lavorare anche sotto pressione pur di arrivare a una risposta concreta». Malandrino: «Questa è una vittoria di tutta la città. Seppur con un po’ di ritardo, che non attribuisco a responsabilità di nessuno, ci sono state alcune problematiche che hanno inevitabilmente allungato i tempi. Alla fine, però, si è arrivati alla scelta di una struttura ritenuta adeguata dai tecnici del Comune e della Regione. Si è inoltre raggiunto un accordo economico, con un importo leggermente inferiore rispetto alla stima iniziale del Comune. L’unica osservazione che mi sento di fare riguarda la documentazione: non ho ritenuto necessario chiedere la stima analitica, presupponendo che, una volta raggiunto l’accordo, il valore fosse stato ritenuto congruo da tutte le parti. Per le prossime alienazioni, però, sarebbe opportuno mettere a disposizione anche la stima analitica, così da consentire alla Commissione di svolgere una valutazione più approfondita».   MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO Ha ottenuto 26 voti favorevoli la mozione (emendata) di indirizzo del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per l’“Intitolazione di un luogo pubblico a Giulio Pierani e alle vittime della tragedia nella miniera Bois Du Cazier a Marcinelle”, emendata. Il documento è stato presentato dalla consigliera Boresta: «Una mozione che parla di uomini semplici, ma straordinari, che cercavano un lavoro e una dignità, anche per i loro figli. Tra questi c’era Giulio Pierani, classe 1924, che decise di trasferirsi in Belgio perchè non trovava occupazione in Italia. Il suo sogno era quello di realizzare una casa a Pesaro – ha ricordato la consigliera Boresta, che ha ripercorso la storia di Pierani e la tragedia di Marcinelle che cosò la vita a 262 minatori (136 italiani ndr) -. Da questa tragedia nacque una consapevolezza, quella della dignità e sicurezza del lavoro. Da qui la necessità di una memoria che si consacri in un luogo fisico. Per questo oggi chiediamo l’intitolazione di uno spazio pubblico a tutte le vittime di Marcinelle». Bernardi ha presentato l’emendamento (accettato dalla presentatrice della mozione e approvato con 27 voti favorevoli),«Questo emendamento nasce in accordo con la collega Boresta, perché riguarda una storia che appartiene a tutta la nostra città. Oltre a quella di Pierani, ci sono molte altre vicende da ricordare: parliamo di 262 famiglie e di un dolore che ha segnato intere generazioni. Per questo, nello spirito della mozione, abbiamo voluto richiamare anche altre figure e altre storie. Il nostro territorio ha una lunga tradizione di emigrazione da raccontare, così come ha saputo essere una città di accoglienza. Con l’emendamento abbiamo aggiunto un altro impegno per il sindaco e la giunta: ripristinare l’esposizione della corona nel cimitero centrale di Pesaro in occasione della Commemorazione dell’8 agosto». Drago: «Grazie alla collega Boresta per aver portato all’attenzione dell’assemblea la tragedia di Marcinelle che non va dimenticata in cui morirono 262 minatori di cui 136 italiani e di cui 9 figli della nostra provincia: Sisto Antonini, Giovanni Bianconi, Edo Dionigi, Antonio Gabrielli, Antonio Molari, Alvaro Palazzi, Giuseppe Righetti, Filippo Talamelli e Giulio Pierani. La mozione ci dà l’occasione per riflettere di temi che sono da sempre fondamenti e identitari della mia parte politica: il lavoro, la sicurezza sul lavoro e la dignità di tutti gli esseri umani». «Per l’Italia l’emigrazione è, da secoli, segno di dinamismo sociale e ne è anche il prodotto; oggi che importiamo manodopera dopo aver esportato nel mondo 30 milioni di italiani stiamo faticosamente riscoprendo come sia fisiologico emigrare e quanto sia importante accogliere. Anche per questi motivi Marcinelle non va dimenticata». Marinucci: «Mi trovo in chiaroscuro con la collega Drago. La sua parte politica è molto sensibile al tema, ma non significa che la mia, e io in particolare non lo sia. Una volta chiesi la parola a inizio Consiglio per sottolineare i 3 temi problemi fondamentali dell’Italia, il primo che citai erano le morti sul lavoro». «Per una questione così delicata e importante, una maggior presenza da parte della giunta sarebbe stata gradita». Respinta con 17 voti contrari, 11favorevoli e 2 astenuti la mozione di indirizzo a firma dei consiglieri del gruppo consiliare Fratelli d’Italia Malandrino, Boresta, Canciani Corsini e Redaelli per l’“Attuazione della mozione sull’amianto approvata dal Consiglio comunale e intervento urgente in via Flaminia”. Malandrino l’ha illustrata: «La mozione accoglie l’accorato appello di alcuni concittadini residenti nella zona limitrofa a via Flaminia. Nasce dall’ascolto di cittadini che da anni convivono con una situazione che ritengono inaccettabile e che riguarda un tema sul quale non dovrebbero esserci divisioni politiche: la tutela della salute pubblica. I residenti chiedono la rimozione della copertura in amianto di un capannone situato in via Flaminia 24, un immobile che in passato ospitava una carrozzeria. Da anni sollecitano un intervento da parte della proprietà, perché il tetto versa in condizioni di grave ammaloramento e rappresenta un rischio concreto per chi vive e lavora nella zona. Nonostante un trattamento effettuato molti anni fa, oggi quella copertura non offre più adeguate garanzie di tutela della salute». La mozione «impegna sindaco e giunta ad attivarsi immediatamente per risolvere la grave e pericolosa situazione segnalata in via Flaminia n. 24, a verificare le ragioni per cui la proprietà non ha ottemperato all’ordinanza che imponeva la rimozione delle lastre in amianto, a valutare se, nel caso specifico, l’Amministrazione possa sostituirsi al proprietario, come previsto dalla normativa, rivalendosi successivamente nei suoi confronti, e a garantire ai residenti risposte certe, trasparenti e tempestive sugli interventi da adottare e sui relativi tempi di esecuzione». Lugli: «Ritengo che questa mozione abbia un carattere reattivo, perché nasce da una segnalazione specifica e non affronta il problema in modo strutturale. La sostituzione del proprietario da parte del Comune è certamente prevista dalla legge, ma richiede un iter tecnico-amministrativo rigoroso e non può essere attuata nell’immediato. Inoltre, il Comune non può sostituirsi sistematicamente ai proprietari inadempienti senza un’adeguata copertura finanziaria. La mozione chiede al sindaco di fare ciò che la legge consente, ma che il bilancio non permette. Sarebbe quindi preferibile valutare proposte che forniscano all’Amministrazione strumenti concreti per intervenire, evitando soluzioni che possano esporla a rischi finanziari e legali. Esistono però anche altre strade da approfondire. La Regione Marche, nel 2024, ha finanziato con 1,5 milioni di euro interventi di bonifica su edifici pubblici. Inoltre, il Ministero della Salute dispone di un fondo amianto destinato a interventi su edifici di interesse pubblico, al quale il Comune potrebbe valutare di accedere per strutture comunali o immobili privati con una funzione di interesse collettivo. Il capannone oggetto della mozione si trova vicino all’oratorio di Loreto e potrebbe rientrare in questa valutazione. Chiediamo quindi di verificare se questa possibilità sia concretamente percorribile. Siamo disponibili a valutare una risoluzione condivisa». T. Nobili: «È un argomento che sta a cuore a tutti noi e condivido il percorso illustrato dal consigliere. Proprio per questo, ritengo che sarebbe stato più opportuno affrontarlo attraverso un’interrogazione per conoscere lo stato dell’iter. I cittadini che hanno segnalato il problema sono stati presi in carico dall’AST e il sindaco ha emesso un’ordinanza sindacale. Ora è in corso il passaggio dell’autorità giudiziaria per arrivare alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto a spese dei proprietari, perché la normativa non consente al Comune di intervenire direttamente se non in casi specifici. Credo quindi che l’Amministrazione abbia fatto quanto di propria competenza e che ora si debba attendere la definizione della procedura da parte dell’ente competente. Ai proprietari rivolgo un richiamo alla responsabilità: è giusto che gli amministratori sensibilizzino affinché questa situazione venga risolta nel più breve tempo possibile». Marinucci: «Ci chiedete onestà intellettuale: cerchiamo di applicarla da entrambe le parti. Il Comune ha dedicato più attenzione al periodico CON rispetto all’amianto. Forse sarebbe opportuno definire meglio le priorità e concentrare l’attenzione su questioni che riguardano la salute dei cittadini». Sui fondi messi dai bandi, «Le somme messe a disposizione per lo smaltimento dell’amianto sono esigue. L’intervento costa tanto e non c’è la convenienza a farlo. Cerchiamo di metterci una buona volontà». Marchionni: «La mozione è uno strumento utile per richiamare l’attenzione della Giunta e stimolarla ad affrontare il problema. Già nel 2019 avevo auspicato lo stanziamento di risorse dedicate all’amianto, se da allora avessimo iniziato ad accantonare risorse oggi forse non ci troveremmo nella difficoltà di individuare come intervenire nei confronti di un privato che non ha adempiuto ai propri obblighi. Non possiamo limitarci ad attendere piani strategici o finanziamenti dall’Europa o da altri enti: dobbiamo iniziare a mettere risorse nostre dando una priorità al problema. Oggi ci troviamo davanti a una situazione seria, la cui soluzione non è semplice né immediata, ma è necessario iniziare ad affrontarla concretamente». L’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti, per parere della giunta: «Ringrazio per aver portato nuovamente all’attenzione questo tema e ringrazio soprattutto i cittadini che hanno segnalato la situazione di via Flaminia, dimostrando grande senso di responsabilità e consapevolezza rispetto al lavoro svolto dall’Amministrazione. Gli stessi cittadini, infatti, nell’articolo pubblicato, riconoscono quanto fatto dall’Ufficio Ambiente e ribadiscono un principio importante: dove ci sono proprietari responsabili, devono essere loro ad intervenire. Il Comune ha il compito di seguire l’iter previsto dalla legge e lo sta facendo. Da quando sono entrata in Giunta abbiamo avviato i bandi per sostenere i cittadini nelle bonifiche dell’amianto, un’opportunità aggiuntiva che non è prevista dalla normativa, ma che questa Amministrazione ha voluto mettere a disposizione. In questo caso, però, i proprietari non hanno neppure aderito a queste possibilità. Continuiamo ad affrontare il problema come abbiamo fatto in altre situazioni: abbiamo risolto la questione di Muraglia, la Copredil, nonostante il concordato preventivo, ha iniziato la bonifica e ha già concluso una parte significativa dell’intervento; a Monteciccardo stiamo arrivando a una soluzione, con il privato che acquisterà il sito e procederà alla bonifica. In tutti questi percorsi abbiamo coinvolto i cittadini e lavorato con l’Ufficio Ambiente, il dirigente e con il supporto dell’ONA, l’Osservatorio Nazionale Amianto. Vorrei inoltre precisare che nella mozione c’è un’imprecisione rispetto a quanto approvato nel 2024. In quella occasione non venne stabilito un automatismo nell’intervento del Comune al posto del privato, ma il principio che ogni situazione debba essere valutata nel rispetto delle responsabilità e delle condizioni previste dalla legge. Il Comune può accantonare risorse e definire priorità, ma occorre anche indicare quali interventi o servizi dovrebbero essere ridotti per finanziare eventuali nuove spese. Per quanto riguarda via Flaminia 24, rassicuro il consigliere: l’Amministrazione si è già attivata. Incontreremo i cittadini, come fatto nelle altre situazioni, e seguiremo il procedimento in corso. Dopo aver completato tutti i passaggi previsti e verificato i presupposti, valuteremo eventuali ulteriori strumenti per incentivare i proprietari ad adempiere ai propri obblighi, anche attraverso i prossimi bandi. Ritengo che questa mozione abbia un carattere più strumentale che risolutivo, perché gli stessi cittadini coinvolti hanno riconosciuto il lavoro svolto dal Comune e hanno chiesto soprattutto che i proprietari vengano responsabilizzati. Noi continueremo a lavorare per trovare una soluzione, come già fatto in passato». Fabbri: «Siamo favorevoli alla bonifica dell’amianto e alla tutela della salute dei cittadini. Però non si può affermare che l’Amministrazione faccia “spallucce”: non è il modo corretto di affrontare un tema così serio, che stiamo seguendo con attenzione insieme all’assessorato competente. Intervenire non è semplice: bisogna individuare le risorse necessarie e valutare anche le modalità per rivalersi sui proprietari inadempienti. Non si può utilizzare un tema così sensibile per la cittadinanza attribuendo all’Amministrazione un atteggiamento che non corrisponde alla realtà». Bernardi: «Ritengo offensive alcune affermazioni arrivate dai banchi della minoranza. L’indirizzo che ci siamo dati nell’ottobre 2024 sullo smaltimento dell’amianto resta valido ed è un percorso condiviso, perché la tutela della salute dei cittadini è una priorità. Sono d’accordo sulla necessità di lavorare meglio su tutte le situazioni, magari attraverso uno studio complessivo che ci permetta di affrontare il tema in modo più organico. Continueremo a lavorare per risolvere queste situazioni, ma voteremo contro perché un intervento sul singolo caso non è lo strumento più utile per affrontare il problema generale dell’amianto».

Comune di Pesaro

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