Alla memoria di Anna Maria Renzoni Bezziccheri e a Roberto Drago, il premio “Le Finestre Fiorite di Maria Pia Gennari” 2026

Biancani Commissione Donne elette e premiati con famgliari

Assegnato alla memoria di Anna Maria Renzoni Bezziccheri e a Roberto Drago, il Premio “Le Finestre fiorite di Maria Pia Gennari” 2026. La cerimonia di consegna si è svolta nel pomeriggio, in una sala del Consiglio comunale gremita di parenti, amici e colleghi.

Le assessore Sara Mengucci, alle Pari Opportunità, e Camilla Murgia alle Politiche Educative, hanno ricordato che il «Premio ‘Le finestre fiorite’ va a persone straordinarie che hanno segnato il territorio e la nostra città. Viene rilasciato a figure che si sono impegnate nel sociale e che hanno messo il bene comune prima del loro vita personale, sacrificando parte del loro privato per donare a Pesaro un valore incredibile». Per Murgia e Mengucci, il premio è anche «Un’occasione per parlare del nostro territorio e della sua storia attraverso non una memoria nostalgica ma utile a riproporre obiettivi fattibili e riconoscendo le capacità di Pesaro, sempre particolarmente inclusiva quando si tratta di accoglienza».

Per il 2026, le figure che sono riuscite a interpretare il valore del Premio, come indicato dalla Commissione Donne elette nel proporre la candidatura al Consiglio comunale, sono Roberto Drago e Anna Maria Renzoni Bezziccheri.

A raccontare il profilo di Anna Maria Renzoni Bezziccheri è stata la consigliera Giulia Marchioni, vice presidente Commissione Donne Elette: «Nata a Pesaro il 24 luglio 1941, scomparsa nel 2023 a 82 anni. Imprenditrice, laureata all’Università degli Studi di Urbino in Lingue e Letterature Straniere. Sposata con Riccardo Renzoni e madre di Stefania e Giacomo. Nel 1962 consegue il diploma di Ragioneria presso l’Istituto Statale Bramante di Pesaro, dal 1964 al 1966 frequenta l’Istituto Superiore di Educazione Fisica, per poi laurearsi nel 1977 in Lingue e Letterature Straniere. Dal 1962 al 2019 è socia amministratrice della Società Renzoni Giacomo di Renzoni Riccardo & C. s.n.c. Il suo impegno amministrativo inizia nel 1999 quando ricopre fino al 2004 il ruolo di Consigliera di Circoscrizione a Pesaro. Dal 2004 al 2009 e dal 2014 al 2019 è consigliera Comunale, ricoprendo anche il ruolo di vicepresidente del consiglio comunale. È sempre stata la voce storica di Forza Italia a Pesaro, ha contribuito fin dal 1994 allo sviluppo del movimento politico di Forza Italia in città diventando coordinatrice del Comitato Comunale di Pesaro. È stata membro del Coordinamento Nazionale di “Azzurro Donna”, la sezione femminile di Forza Italia che si occupa di pari opportunità e delle politiche per le donne. È stata anche dirigente regionale delle Marche di Azzurro Donna. Candidata in Consiglio Regionale nel 2005 e nel 2018 alla Camera dei Deputati, arrivando seconda alle elezioni politiche. Anna Maria ha svolto il suo ruolo sia politico che amministrativo con vero spirito di servizio, amava il nostro paese e la nostra città, spendendosi per i tanti abitanti che avevano bisogno e che erano in difficoltà. Il suo impegno è stato caratterizzato dalla sua grande tenacia, manifestando sempre grande rispetto e fiducia per le Istituzioni: attenta nel prestare ascolto al territorio, ai cittadini e alla sua comunità. Da sempre fedelissima al Presidente Berlusconi che ha con forza sostenuto, fino a spegnersi proprio poche settimane di distanza dalla scomparsa del suo amato Presidente. Una militanza lunghissima e un impegno che può essere preso ad esempio in particolare dalle giovani leve. È stata attiva nel territorio attraverso l’impegno politico, sociale ed economico perché, prima di tutto, era un’imprenditrice che amava la sua città. Una donna che ha saputo vivere senza paura di rischiare. Ha ricoperto anche l’incarico di vicepresidente del Club Nautico ed era anche una grande appassionata di basket, sempre al palazzo, sotto la presidenza di Eligio Palazzetti.
Il suo impegno a livello amministrativo e politico è stato spesso volto a promuovere la cultura di genere e le pari opportunità attraverso il ruolo ricoperto all’interno di Azzurro Donna, un movimento che promuove e valorizza la partecipazione della donna alla politica, a sostegno del ruolo della donna nel lavoro, in politica e nella famiglia. Combattiva, volitiva, appassionata: aveva riversato il piglio dell’imprenditrice in politica, tante battaglie e tante sfide portate avanti con il sorriso, che non è mai mancato nei momenti più complessi così come negli ultimi giorni».

Il riconoscimento è stato consegnato alla famiglia Renzoni Bezziccheri dal sindaco Andrea Biancani, che ha letto le motivazioni: “Il giusto riconoscimento, in segno di profonda stima e riconoscenza per il prezioso contributo offerto, attraverso la propria attività imprenditoriale, allo sviluppo economico del territorio e alla crescita del sistema produttivo della città di Pesaro. Nel corso della sua vita professionale, politica e amministrativa, ha saputo distinguersi per competenza, determinazione e autentico spirito di servizio, affrontando con passione e responsabilità le problematiche della comunità, prestando costante ascolto ai cittadini e alle cittadine e impegnandosi con dedizione per il bene comune. Donna tenace, fortemente motivata e animata da profonda sensibilità umana, ha rappresentato un esempio di impegno civile e partecipazione attiva, portando avanti con coraggio importanti battaglie e affrontando nuove sfide con equilibrio, sorriso e determinazione. Con il suo operato ha lasciato un segno significativo nella vita della città, contribuendo alla crescita sociale, economica e civile della comunità pesarese e testimoniando, attraverso il proprio esempio, i valori della responsabilità, dell’ascolto e della solidarietà”.

L’intervento del consigliere Dario Andreolli, per Anna Maria Renzoni Bezziccheri. «Ringrazio la Commissione delle Donne Elette che ha voluto questo premio di oggi, un riconoscimento che ricorda e rende onore a ciò che è stata una donna che, per molti di noi, è stata molto più di una collega: è stata soprattutto un’amica. Se la consigliera Marchionni ha raccontato molto bene il suo profilo pubblico, esiste anche una dimensione privata di Anna che merita di essere ricordata: quella di una donna mai banale, autentica, vera, capace di essere sempre sé stessa nella vita di tutti i giorni. Io ho condiviso con lei più di vent’anni di militanza politica. Prima nello stesso partito, poi nella stessa coalizione. Siamo stati colleghi in Consiglio comunale e i ricordi sono davvero tanti. Uno in particolare mi è rimasto impresso: il 31 luglio 2017, il giorno della sua elezione a vicepresidente del Consiglio comunale. Ricordo ancora la sua emozione. Sincera, spontanea, quasi inusuale per una persona con una lunga esperienza politica alle spalle.
Così come era vera, Anna era ache una persona estremamente simpatica, divertente, piacevole da frequentare. Amava la vita, l’amicizia, lo stare insieme, la convivialità. Era schietta e sincera: ti diceva le cose in faccia, sempre con educazione, mai con superbia, ma certamente senza mandarle a dire. Amava profondamente la sua città. Amava il centro storico, amava il porto, il “suo” porto. E questo amore lo ha trasformato in impegno quotidiano, coniugandolo con la sua attività amministrativa.  Ricordo un episodio di tanti anni fa, intorno al 2010. Io ero al primo mandato, il più giovane del gruppo dei consiglieri, e si discuteva di una proposta urbanistica che divideva anche il fronte dell’opposizione. In quel dibattito Anna disse una frase che non ho mai dimenticato: “Io sono d’accordo con questa proposta perché, anche se non conviene all’opposizione votarla, è interesse della città”.  Ecco, questa era Anna: una persona capace di guardare oltre la convenienza politica e di scegliere ciò che riteneva giusto. Questa sua capacità la rendeva non solo sincera, ma anche profondamente generosa. Lo era nella vita di tutti i giorni, perché sapevi che potevi contare su di lei ogni volta che ne avevi bisogno. E so con assoluta certezza che ha fatto molto per tante persone, senza mai cercare pubblicità o riconoscimenti, ma con quella naturale generosità che apparteneva al suo modo di essere.  E quella generosità, in politica, è diventata anche un metodo. Un modo di fare politica che non metteva mai al centro l’ambizione personale, ma il “noi”. Non privilegiava mai l’io. Forse questo non le ha permesso di raccogliere tutto ciò che avrebbe meritato per l’impegno profuso, ma l’ha resa una persona autentica e soprattutto libera. E vi assicuro che essere liberi, in politica, non è mai una cosa banale. Ricordo anche quando, vent’anni fa, fui eletto al congresso di Forza Italia come segretario cittadino, dopo una fase congressuale molto accesa e vivace. Il giorno dopo, Anna fu tra le prime persone a tendermi una mano, a mettersi in gioco con lealtà e spirito di squadra. Era sempre pronta a dare consigli. Mi rimproverava perché non mettevo la cravatta ai convegni, oppure perché lasciavo crescere la barba. Ma, soprattutto, era tra le poche persone che ti dicevano davvero ciò che pensavano, senza mai valutare cosa potesse convenirle in quel momento. Per questo sono davvero felice che oggi possa ricevere un premio dalla sua città. E sono particolarmente contento che sia il premio dedicato a Maria Pia Gennari: una donna che, pur con percorsi personali e politici differenti, ha saputo mettere sé stessa, la propria voce e il proprio impegno al servizio di ciò in cui credeva. E penso che quando una persona riesce, nell’impegno politico, a coniugare passione, lealtà e generosità, allora quella persona si possa definire in un solo modo: esempio.

A raccontare il profilo di Roberto Drago, l’assessora Sara Mengucci. «Nato a Pesaro il 5 febbraio 1956. Laureato in sociologia presso l’Università degli Studi di Urbino con una lunga esperienza nell’ambito dei servizi sociali e sociosanitari, impegnato per tanti anni in attività di volontariato (doposcuola, aggregazioni giovanili, reinserimento sociale di ex tossicodipendenti) e con particolare attenzione alle tematiche della pace e dei paesi in via di sviluppo. Cofondatore di diverse realtà nel territorio pesarese, come la Coop. Sociale l’Adriatico per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, Casa Paci per l’inserimento sociale di persone con problematiche giudiziarie, Casa Sacchetti per l’accoglienza di giovani donne, anche con figli, in stato di marginalità.
Dal 1980 al 1995 è stato operatore sociale presso la Comunità Terapeutica di Gradara volta al recupero di tossicodipendenti, è stato anche referente per il Provveditorato agli Studi della Provincia di Pesaro e Urbino per la prevenzione nelle scuole, collaboratore con la Casa Circondariale di Rimini, il Sert di Rimini e i centri di S. Patrignano e Giovanni XXIII per un progetto di “Carcere attenuato per detenuti tossicodipendenti” e formatore per il Ministero di Grazia e Giustizia per il personale
delle case circondariali della Regione Marche. Roberto Drago ha ricoperto anche incarichi politici, dal 1995 al 1999 è stato Assessore del Comune di Pesaro con delega alle politiche e servizi per la persona e la famiglia occupandosi di politiche sociali, sanitarie, giovanili, dello sport e della cultura della pace. Ha svolto anche altre funzioni come Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ASL n. 1, membro della Commissione consultiva prefettizia sugli sfratti, presidente della Consulta dello Sport del Comune di Pesaro e del Forum sull’immigrazione. Dal 199 al 2001 è stato Coordinatore della Comunità Terapeutica di via Gaggera di Gradara, responsabile anche di un progetto di accoglienza. Nel febbraio 2001 diventa Collaboratore per l’Agenzia Regionale Sanitaria della Regione Marche come ricercatore in materia di integrazione sociosanitaria fino al 2008. In quegli anni è anche collaboratore per l’Ambito Territoriale Sociale n.1 per l’elaborazione dell’attuazione del Piano di Zona con particolare attenzione agli interventi con gli adolescenti, giovani e all’integrazione sociosanitaria e membro della Consulta regionale sulle dipendenze patologiche. Collabora anche dal 2002 al 2003 all’elaborazione del primo Piano di Zona per l’Ambito Territoriale n.7 di Fossombrone e con la Provincia di Pesaro e Urbino dal 2001 al 2006 sull’integrazione sociosanitaria
e per il ruolo di coordinamento nel campo delle dipendenze patologiche e della salute mentale. Fino al 2011 è dipendente per il Centro Servizi della Pubblica Amministrazione per la Provincia di Pesaro e Urbino ed è anche membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato operativo/scientifico della Fondazione Don Gaudiano di Pesaro dal 2010 al 2012 e responsabile della Casa Alloggio Villa Moscati (per persone in AIDS) del Centro Arca e Progetto PAS del CeiS di Pesaro. Il suo ultimo incarico è stato quello di coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale n.1 dal 2014 al 2024: nel 2021 ha contribuito alla redazione del Piano Sociale Territoriale, frutto di un lavoro di condivisione con gli enti locali, il Terzo Settore, i sindacati attraverso un approccio legato alla co-progettazione e co-programmazione con l’obiettivo di ripensare ad un welfare di comunità promuovendo la costruzione
collettiva di un’idea di futuro nel nostro territorio. Nel 2023 ha promosso come coordinatore una serie di incontri dal titolo “Patrimoni Comuni – Identità e organizzazione dell’Ambito Territoriale Sociale 1 e della figura del coordinatore” con l’obiettivo di conoscere il ruolo e le funzioni del coordinatore
d’Ambito e di trasmettere il “modello pesarese”, un modello di welfare partecipato e di comunità, integrato con il territorio. Un approccio ai temi sociali che ha mostrato la sua solidità nelle situazioni emergenziali ed imprevedibili legate alla pandemia e che permetterà di affrontare le nuove sfide del futuro, in un’ottica di crescita e di apertura ai bisogni nuovi, avendo sempre al centro la persona.
Ha partecipato come relatore a numerosi convegni e seminari di studi, anche all’interno degli istituti scolastici trattando diverse tematiche a livello sociale e sanitario. È stato autore di diverse pubblicazioni come il “Dizionario narrativo del welfare” insieme a Giuliano Tacchi, ha curato la pubblicazione “Agenda dell’operatore” insieme a Giampiero Ricino ed è autore del libro “La Visita – Volti e Storie sul filo della memoria” edito dalla Fondazione Don Gaudiano. È stato, infine, co-docente presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, Facoltà di Economia, Corso di Laurea Specialistica Organizzazione dei Servizi Sociali “La progettazione sociale” e docente per il Centro per l’Impiego, l’orientamento e la formazione dell’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino. Durante la sua esperienza professionale ha collaborato con enti locali, Terzo Settore
e, in particolare, la sua attività nell’ambito sociale è stata caratterizzata dalla collaborazione con figure centrali del welfare pesarese: Don Gaudiano, Marcello Secchiaroli e Giuliano Tacchi con i quali ha sempre condiviso una visione di welfare partecipato, condiviso che non lascia indietro nessuno. Come coordinatore d’Ambito si è sempre contraddistinto per il suo spessore umano e culturale, per l’affidabilità e l’esperienza che hanno caratterizzato il suo lavoro che è diventato punto di riferimento a livello provinciale e regionale, mettendo sempre al centro la persona nei servizi e progetti».

Le motivazioni lette dal sindaco Biancani: “Il giusto riconoscimento per l’alto valore professionale, umano e sociale dimostrato nel corso della sua attività al servizio della comunità. Per il costante impegno profuso nel coordinamento dell’integrazione sociosanitaria e nella promozione della gestione associata dei servizi tra i Comuni dell’Ambito, attraverso modelli fondati sulla condivisione, sulla partecipazione e sulla programmazione comune. Per aver contribuito alla realizzazione di politiche sociali e sociosanitarie innovative e inclusive, promuovendo il Piano Sociale Territoriale e sostenendo interventi rivolti al contrasto della povertà, alla tutela delle persone con disabilità, ai servizi per minori e anziani e allo sviluppo di servizi integrati per la comunità. Per essere stato punto di riferimento significativo nelle attività di prevenzione e recupero delle dipendenze patologiche, collaborando con il Terzo Settore, e tutte le tante realtà attive nel settore. Con passione, lungimiranza, capacità di ascolto e spirito di squadra, ha contribuito alla costruzione di un welfare partecipato e di comunità, capace di rispondere alle sfide sociali in continua evoluzione senza lasciare indietro nessuno, rendendo Pesaro un modello di integrazione e coesione sociale”.  

Il saluto di Andrea Mancini, Coordinatore Ats 1, letto dalla consigliera Maruska Palazzi: «un sentito e profondo ringraziamento al Comune di Pesaro, al Sindaco e all’intero Consiglio Comunale per il conferimento di questo importante riconoscimento a Roberto Drago. Un premio che non rappresenta soltanto un gesto simbolico, ma che restituisce pubblicamente valore a una persona che ha lasciato e continua a lasciare un’impronta significativa nel nostro territorio, nel mondo sociale e nella vita di tante persone. Parlare di Roberto Drago significa parlare di una visione del welfare che, molto prima che diventasse tema diffuso o linguaggio istituzionale, aveva gia messo al centro le relazioni, la comunità e la dignità delle persone. Roberto è stato, a tutti gli effetti, un promotore e un precursore del welfare relazionale. Ha saputo comprendere prima di molti altri che il benessere delle persone non nasce soltanto dai servizi o dalle risposte tecniche, ma dalla capacità di creare legami, fiducia, partecipazione, corresponsabilità e comunità. In un tempo in cui spesso prevalgono distanza, frammentazione e sfiducia, Roberto ha scelto invece di investire sulle persone. Sempre. Ha avuto fiducia nelle realtà del territorio, nelle associazioni, nel volontariato, nei gruppi informali, nelle reti sociali, nelle persone. Ha creduto che ogni persona, anche quella apparentemente più fragile, custodisse risorse, possibilità, talenti e capacità da valorizzare. E questa fiducia non è mai stata astratta o teorica. È stata concreta, quotidiana, operativa. Roberto ha costruito relazioni autentiche, capaci di generare percorsi, opportunità e cambiamento. Ma c’è un’altra qualità che credo tutti gli riconosciamo profondamente: Roberto è l’uomo del dialogo. Un uomo capace di ascoltare davvero. Capace di tenere insieme differenze, sensibilità e punti di vista differenti. Capace di creare ponti dove spesso altri vedevano distanze. E soprattutto, è una persona che riesce contemporaneamente a dare fiducia e a meritarla. Ed è forse questa una delle forme più alte di credibilità umana e sociale. Chi lavora nei territori sa bene quanto sia difficile costruire fiducia. Roberto lo ha fatto con semplicità, autenticità e coerenza. Infine, credo ci sia un elemento che più di ogni altro racconta la sua figura. Roberto è un sognatore. E un sognatore concreto. Uno di quelli capaci di immaginare possibilità nuove anche nei momenti più complessi. Uno di quelli che non si limitano a vedere i problemi, ma che riescono ancora a vedere futuro. E soprattutto, Roberto ha avuto la straordinaria capacità di restituire il sogno alle persone e al territorio. Perché ci sono persone che, attraverso il loro modo di essere, riescono a far sentire gli altri nuovamente parte di qualcosa. Riescono a riattivare speranza, fiducia e desiderio di costruire insieme. Ed è esattamente ciò di cui i territori oggi hanno bisogno. Per questo motivo, il riconoscimento conferito oggi non premia soltanto una storia personale importante, ma valorizza un modo di intendere la comunità, il welfare e le relazioni umane che rappresenta un patrimonio prezioso per tutti noi. Grazie quindi al Sindaco, al Consiglio Comunale e a tutta la città di Pesaro per questo gesto. E grazie, Roberto, per ciò che hai seminato e continui a seminare nel nostro territorio. Con stima e gratitudine».

Roberto Drago, direttore Caritas: «Ringrazio la Commissione Donne Elette per questo riconoscimento, la mia famiglia e tutti coloro che mi hanno permesso di crescere sia a livello professionale che a livello personale. Mi definisco un meticcio perché ho lavorato nel terzo settore, nel pubblico, in politica, come educatore. Situazioni diverse che mi hanno aiutato ad affrontare le società. Mi definisco un aggiustatore, sono passato da aggiustare i giochi dei miei figli alle relazioni. Sono convinto che nella vita i problemi si risolvono così, unendo e mettendo insieme le persone. Auguro a tutti di avere occhi grandi, come quelli dei gufi, per vedere luce in momenti di buio». A chiudere la cerimonia, la presidente della Commissione Donne Elette Adriana Fabbri: «Oggi abbiamo premiato due percorsi diversi ma, ma anche molto simili, perché hanno unito le anime di Pesaro».

Comune di Pesaro
 

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