Sicurezza, Biancani e Mengucci: «No alla propaganda. La lotta alla droga spetta alle forze specializzate dello Stato. Da quattro mesi il Governo tace sulla richiesta di Strade Sicure»

Biancani Mengucci

Il sindaco: «La priorità resta l’aumento delle Forze dell’Ordine e una normativa chiare, che consente pene certe. La sicurezza non si fa con gli slogan»
«Questa amministrazione ha investito molto sulla sicurezza urbana, sulla collaborazione tra Polizia Locale e Forze dell’Ordine e sulla rigenerazione delle aree più sensibili della città. Per questo riteniamo sbagliata e fuori luogo la proposta avanzata dal consigliere Lanzi di creare nuclei antidroga della Polizia Locale».

Il sindaco Andrea Biancani e l’assessora alla Sicurezza Sara Mengucci intervengono con fermezza nel dibattito sulla sicurezza urbana, ribadendo la distinzione tra le competenze della Polizia Locale e quelle delle Forze di Polizia dello Stato.

«La sicurezza non si fa con gli slogan. Se davvero la destra vuole aiutare la città, chiedano al loro Governo di rispondere sulla richiesta di Strade Sicure, visto che siamo in attesa di una risposta da quattro mesi, e di rafforzare gli organici di Polizia e Carabinieri. La sicurezza pubblica è competenza dello Stato. Non si può continuare a fare campagna elettorale chiedendo ai Comuni di sostituirsi alle funzioni statali».

E continuano sulla proposta del consigliere Lanzi: «La repressione dello spaccio e il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti sono competenze specifiche dello Stato e vengono svolte da professionalità altamente specializzate come Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Pensare di sostituire o duplicare queste competenze attraverso la Polizia Locale significa non solo non conoscere il sistema della sicurezza pubblica, ma anche delegittimare il lavoro e la preparazione di chi quotidianamente opera nelle squadre antidroga».

Biancani e Mengucci sottolineano come il problema oggi non sia creare nuove strutture parallele, ma rafforzare gli organici statali: «In un momento storico in cui mancano uomini e risorse, è fondamentale che ogni corpo svolga il compito per cui ha mezzi, competenze e capacità specifiche. Non serve che tutti facciano tutto. Serve invece rafforzare le forze specializzate dello Stato, che già esistono e che hanno strumenti investigativi e operativi adeguati per il contrasto allo spaccio».

Il sindaco replica anche al paragone fatto con altre città: «Qualcuno cita Rimini come esempio. Bene, ricordiamo allora che la provincia di Rimini è al quinto posto nella classifica dell’indice della criminalità 2025 dopo Milano, Firenze, Roma e Bologna. Pesaro è al 91esimo posto. Questo significa che parliamo di contesti e criticità profondamente differenti. Pesaro resta una città sicura, come confermano i dati ufficiali, anche se esiste un tema reale legato alla percezione di sicurezza che non abbiamo mai sottovalutato».

«Per il Comune la sicurezza è una priorità concreta e non uno slogan elettorale. Da luglio 2025 garantiamo un presidio fisso della Polizia Locale tutti i pomeriggi nel sottopasso della stazione. Agenti che potrebbe essere impiegate per altre attività, ma che abbiamo deciso di collocarli li per rispondere ad una richiesta fatta dai cittadini.  Sono state effettuate 948 ore di presenza sul posto, con 542 pattuglie impegnate quotidianamente in un presidio costante che oggi rappresenta l’unica presenza fissa nell’area».

Sindaco e assessora ricordano il lavoro svolto in questi mesi: «La Polizia Locale sta facendo un lavoro straordinario, pur operando in un ambito che non sarebbe di sua esclusiva competenza. Lo fa con spirito di collaborazione istituzionale, integrando il lavoro delle altre forze dell’ordine e contribuendo concretamente alla sicurezza urbana».

Nel grave episodio avvenuto nei giorni scorsi nel sottopasso della stazione, spiegano, «gli agenti della Polizia Locale presenti sono stati i primi a intervenire, hanno soccorso il ferito, attivato immediatamente l’allarme, consentito l’arresto del responsabile e supportato l’intervento della Polizia di Stato e dei sanitari. Questo dimostra quanto sia importante il presidio che abbiamo scelto di garantire».

L’amministrazione ricorda inoltre gli importanti investimenti realizzati nella zona della stazione, del sottopasso e del quartiere: «Abbiamo installato 14 nuove telecamere tra sottopasso, Monumento alla Resistenza, Viale XXIV Maggio e aree limitrofe; abbiamo riqualificato il sottopasso dei Cappuccini con un investimento complessivo superiore a un milione di euro; recuperato immobili e spazi urbani nell’area stazione; avviato il Bike Hub e ulteriori opere di rigenerazione urbana. La sicurezza si costruisce anche così: con presenza, controllo, decoro e riqualificazione».

Biancani e Mengucci tornano poi sul nodo centrale della carenza di personale delle forze dell’ordine e delle mancate risposte del Governo: «A distanza di oltre quattro mesi dall’invio, da parte della Prefettura, della richiesta avanzata dal Consiglio comunale di aderire al progetto “Strade Sicure” al Gabinetto del Ministero dell’Interno, non è ancora arrivato alcun riscontro. Un silenzio che lascia la città senza risposte».

La mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 13 gennaio 2026, prevedeva la richiesta di supporto dell’esercito, alle Forze dell’Ordine e Polizia Locale, nelle aree più sensibili della città. «Il 28 gennaio la Prefettura, che ringraziamo per il tempestivo riscontro, ha trasmesso formalmente tutta la documentazione al Ministero dell’Interno. Da allora nessuna comunicazione ufficiale, nessuna risposta, nessun aggiornamento. Eppure il centrodestra continua a fare propaganda sulla sicurezza scaricando tutto sui sindaci e sui Comuni».

Il sindaco ribadisce quindi l’appello alla destra locale: «Insista sulla mancanza dell’organico e incalzi il Governo su Strade Sicure fino a quando non verrà garantito un numero di personale maggiore».

Infine il tema della pena certa: «Il problema della sicurezza si affronta anche garantendo pene certe e rispettate. Troppo spesso assistiamo ad arresti seguiti da rilasci immediati. L’ultimo episodio avvenuto nel sottopasso della stazione ne è l’esempio. Le forze dell’ordine intervengono, arrestano i responsabili, ma poi il sistema normativo non consente di trattenere chi commette reati. Anche su questo servono risposte serie da parte del Governo e non la solita propaganda».

«Noi continueremo a fare la nostra parte fino in fondo — concludono Biancani e Mengucci — investendo sulla Polizia Locale, sulla videosorveglianza, sulla rigenerazione urbana e sulla collaborazione istituzionale. Un’azione corale che deve comprende anche i sevizi sociosanitari, per la prevenzione e la lotta all’uso delle droghe perché, ricordiamo, lo spaccio esiste perché c’è chi consuma».

«Stato deve fare lo Stato: servono più uomini, più mezzi, pene certe e risposte concrete ai territori».

Comune di Pesaro
 
 

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