Biodiversità, artigianalità e comunità al centro della manifestazione realizzata dalla Città di Cagli, in collaborazione con Slow Food Italia e Slow Food Marche
Si è conclusa, a Cagli (PU), Distinti Salumi 2026, la manifestazione realizzata dalla Città di Cagli insieme a Slow Food Italia e Slow Food Marche, che dal 22 al 24 maggio ha riunito produttori, allevatori e norcine, cuoche e cuochi, esperti e appassionati provenienti da tutta Italia attorno ai temi della biodiversità dei saperi, della trasmissione delle competenze artigianali e del valore culturale e sociale della norcineria di qualità.
L’edizione di quest’anno ha assunto un significato particolarmente importante anche per la coincidenza con l’ultimo saluto al fondatore di Slow Food, Carlo Petrini: una circostanza che ha reso l’evento anche un momento di memoria e riconoscenza condivisa, con la convinzione di difendere i semi che ha fatto germogliare in questi anni e portare avanti con orgoglio i progetti che oggi, in tutto il mondo, rappresentano Slow Food.
Nel corso della tre giorni, tra Mercato, Laboratori del Gusto e incontri, è emersa con forza la necessità di rafforzare la dimensione progettuale legata all’evento, promuovendo un’evoluzione che parte dall’educazione alimentare e dall’attenzione alle nuove generazioni, con un focus su mense scolastiche e percorsi formativi, per formare cittadini consapevoli e informati.
«Distinti Salumi si conferma una manifestazione capace di unire cultura, economia, turismo e identità territoriale – dichiara il sindaco di Cagli Alberto Alessandri –. In questi giorni Cagli ha ospitato persone, esperienze e storie che raccontano il valore del lavoro artigianale e della collaborazione tra comunità. Continueremo a investire su questo percorso perché valorizzare i saperi significa anche creare opportunità per il territorio e per i giovani».
La presenza a Cagli di Vincenzo Di Nuzzo, presidente di ONAS, ha sancito l’avvio di una collaborazione virtuosa tra le due associazioni, aprendo prospettive di sinergia tra mondo produttivo, università e associazioni di categoria per la valorizzazione della norcineria tradizionale italiana e per la salvaguardia delle razze autoctone locali. La peste suina africana, che si sta estendendo anche in aree del Paese cruciali per la produzione norcina, mette in primo piano la necessità di tutelare in ogni modo l’allevamento estensivo di razze locali. Una risorsa imprescindibile per produrre salumi di qualità e ridare vitalità alle aree interne.
Resta poi centrale la trasmissione dei saperi e della cultura del mestiere: «Norcini si diventa», come è stato sottolineato durante la conferenza inaugurale, attraverso esperienza diretta, pratica artigianale e legame con i territori. In questo quadro diventa strategico strutturare un percorso di avvicinamento alla manifestazione, attivando durante tutto l’anno momenti di confronto e formazione per produttori e operatori del settore. In tale direzione si inserisce anche l’ipotesi di una scuola diffusa della norcineria, come presidio permanente delle competenze.
Per Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, «Distinti Salumi rappresenta un’opportunità unica nel suo genere, non solo per valorizzare la norcineria artigianale italiana, ma anche per costruire un percorso concreto di trasmissione dei saperi, capace di riportare nelle nostre campagne agricoltori, allevatori e artigiani del cibo, generando nuove economie in grado di integrare le risorse del territorio, la salvaguardia dell’ecosistema e il benessere sociale. Abbiamo gettato le basi per una futura scuola di norcineria, per mettere in dialogo generazioni diverse e custodire tecniche, conoscenze e pratiche che non possono andare perdute. La biodiversità si difende anche così, con occasioni di formazione professionale, percorsi di educazione alimentare nelle scuole, aiutando il consumatore finale nella scelta di un salume di qualità. Solo così Distinti Salumi può compiere un passo in avanti definitivo: da manifestazione a progetto di comunità, formazione e rete della norcineria artigianale italiana».
Sottolinea il valore della rete costruita attorno alla manifestazione anche Vincenzo Maidani, presidente di Slow Food Marche: «Distinti Salumi è prima di tutto un luogo di incontro. In questi giorni abbiamo ascoltato storie di allevamento, agricoltura e norcineria che dimostrano quanto sia importante sostenere chi continua a lavorare nel rispetto della terra, degli animali e delle tradizioni. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro dei tanti volontari che hanno contribuito con passione e impegno alla riuscita della manifestazione e all’accoglienza del pubblico. È da queste esperienze che può nascere un futuro per le aree interne».
Tra i protagonisti del Mercato, produttori provenienti da diverse regioni italiane che hanno raccontato esperienze di allevamento sostenibile, recupero delle razze autoctone e lavorazioni artigianali. Dalla Lombardia MA! Officina Gastronomica con il Presidio Slow Food del Violino di Capra della Valchiavenna; dall’Emilia-Romagna l’azienda Lo Spineto, impegnata nell’allevamento del suino Nero di Parma; dall’Umbria Il Fossile Agrihouse & Farm di Maria Giulia Fugge; dalla Calabria il Salumificio Tradizionale Mandarino di Iolanda Spina; dalla Sicilia Due Fiumare con il Presidio Slow Food del Suino Nero dei Nebrodi, dalla Campania, l’allevamento biodinamico Amico Bio di suini di Pelatella conosciuta anche come Casertana. Presenti anche numerose realtà marchigiane come Il Bruno di Monte San Giusto e Re Norcino di San Ginesio.
Spazio anche ai Presìdi Slow Food regionali con Corradetti La Bottega per l’Anice Verde di Castignano, La Bona Usanza con la Cicerchia di Serra de’ Conti e il Lonzino di Fico e I Lubachi con la Fava di Fratte Rosa.
Grande partecipazione soprattutto all’Osteria dell’Alleanza Slow Food, curata dai cuochi e le cuoche della rete Slow Food marchigiana, e agli showcooking dedicati alla valorizzazione di piatti e produzioni locali. Tra gli appuntamenti più seguiti quelli dedicati alla coratella con Maria Elena Cicchi (Villa Cicchi Agriturismo) e Luca Zanchetti (Osteria Zanchetti), alla bandiera al coccio con Moreno Gabrielli (La Graticola) e alla pasta fresca alle erbe spontanee con Simonetta Capotondo (Sfoglina Simonetta) e Davide Moioli (La Cantina Sociale) .
Molto apprezzati anche i Laboratori del Gusto ospitati a Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli, dedicati ai salumi naturali, alle razze autoctone e ai prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food. Le degustazioni, guidate da esperti come Flavio Vai di ONAS Marche e Carlo Cleri, collaboratore della Guida alle birre d’Italia per la Regione Marche, hanno proposto eccellenze quali culatello, mortadella di Campotosto, pancetta arrotolata di Mora Romagnola e ventricina del Vastese, insieme a specialità dell’Arca del Gusto come la Coppa della Vallesina con il pecorino, il Sa Limba in Budda della Sardegna e la Motsetta valdostana. A completare l’esperienza, il pane dei Panificatori Agricoli Urbani (PAU) e della rete Slow Grains.
Partecipati anche i Cortili del Sale allestiti negli spazi di Palazzo dell’Episcopio, Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e Palazzo del Comune, che hanno accompagnato il pubblico in percorsi di degustazione tra salumi artigianali e vini marchigiani selezionati da Slow Wine Marche e serviti nei calici messi a disposizione da Goldplast.
A completare il programma, anche gli eventi off, tra aperitivi e degustazioni, che hanno animato il territorio registrando un pubblico numeroso, in particolare durante le cene di anteprima presso La Gioconda di Cagli e La Ginestra Gola del Furlo ad Acqualagna.
Distinti Salumi 2026 è un evento organizzato dalla Città di Cagli in collaborazione con Slow Food Italia e Slow Food Marche, con il patrocinio del Masaf, della Regione Marche e dell’Unione Montana del Catria e Nerone, e con la partecipazione di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino e del Consorzio Olio Cartoceto Dop.
Anuska Pambianchi



