C’era una volta, nel grande deserto Soffiavento, il famoso Cammello Caramello, il campione di palla‑dune dal manto color miele e dal profumo dolce come lo zucchero filato. Un giorno, mentre si allenava tra le dune, sentì un gruppo di fenicotteri parlare eccitati:
— «Andiamo al mare! Oggi c’è un vento perfetto e l’acqua è trasparente!»
Caramello sgranò gli occhi. Il mare? Lui non l’aveva mai visto.
E così, senza pensarci due volte, caricò sulla gobba un asciugamano a righe, un cappello di paglia troppo grande e una crema solare al gusto… caramello, ovviamente. Poi partì.
L’arrivo in spiaggia
Quando Caramello arrivò, la spiaggia rimase in silenzio. Un cammello? In riva al mare?
I bambini si avvicinarono per primi, incuriositi. Caramello, timido ma sorridente, salutò:
— «Buongiorno! È qui che si fa il bagno?»
I bambini scoppiarono a ridere e lo presero subito in simpatia.
Caramello piantò l’ombrellone (che si piegò tre volte prima di arrendersi), stese l’asciugamano e si sdraiò. Ma la sua gobba faceva da montagnetta e l’asciugamano scivolava sempre da una parte. I bambini, divertiti, gli portarono un secchiello di sabbia per “pareggiare” la gobba.
Il tuffo più famoso dell’estate
A un certo punto, Caramello decise di entrare in acqua. Camminò piano piano, poi un po’ più veloce, poi ancora… E quando l’acqua gli arrivò al petto, fece un salto enorme.
SPLASH!
L’onda che creò arrivò fino al chiosco dei gelati, dove il bagnino — un vecchio granchio scorbutico — si ritrovò con gli occhiali pieni di gocce salate.
— «Ehi! Ma chi è stato?» — «Io… scusi!» rispose Caramello, arrossendo sotto il pelo color miele.
Ma i bambini applaudirono: — «Ancora! Ancora!»
E così Caramello fece un altro tuffo. E poi un altro. E poi un altro ancora.
In pochi minuti, tutta la spiaggia era ai suoi piedi.
Il torneo di palla‑mare
Qualcuno portò un pallone gonfiabile. I bambini lo lanciarono a Caramello:
— «Giochiamo?»
Caramello non se lo fece ripetere. Saltò, girò, colpì il pallone con la zampa posteriore e lo mandò così in alto che sembrava toccare il sole.
La partita diventò un evento. Gli adulti lasciarono i lettini, il bagnino smise di brontolare, i fenicotteri si misero a fare il tifo.
Caramello inventò un nuovo sport: la palla‑mare, una versione acquatica della sua palla‑dune.
E vinse, ovviamente. Ma solo perché i bambini lo lasciarono vincere.
Il tramonto più dolce
Quando il sole iniziò a scendere, la spiaggia si colorò di arancio. Caramello si sedette sulla riva, con le zampe nell’acqua e il vento che gli spettinava il ciuffo.
— «È stato il giorno più bello della mia vita» disse.
I bambini gli regalarono una conchiglia a forma di cuore. Lui la mise nella borsa, accanto alla crema al caramello.
E mentre tornava verso il deserto, tutti sulla spiaggia gridarono:
— «Torna presto, Caramello! Sei il re dell’estate!»
Caramello sorrise. Forse non era nato per il mare… Ma il mare, quel giorno, era nato per lui.
Rosalba Angiuli

