Appuntamento nell’ambito del convegno “La Repubblica delle vittime del dovere”. Avrà luogo anche la proiezione del docufilm “Articolo 1” di Luca Bianchini
Giovedì 14 maggio 2026 dalle ore 9:30 alle 13, presso il Cinema Solaris (Via Turati 42) a Pesaro (PU), si terrà il convegno “La Repubblica delle vittime del dovere”, promosso da FILLEA CGIL Marche.
Parteciperanno all’appuntamento gli autori del libro “Operaicidio” (Marlin Editore – Collana Al limite, €16,90), Bruno Giordano e Marco Patucchi, insieme a Loredana Longhin, Segretaria CGIL Marche, e Giulia Bartoli, Segretaria Fillea CGIL nazionale. Coordina Silvia Cascioli, Coordinatrice INCA Marche.
Nel corso dell’incontro avrà anche luogo la proiezione del documentario “Articolo 1”, diretto da Luca Bianchini. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
“Operaicidio” – con un’introduzione di Luciano Canfora – è la prima opera esaustiva e di denuncia su una delle tragedie più dolorose del nostro Paese: la morte sul lavoro. Un’emergenza infinita diventata normalità con una media di tre morti di lavoro al giorno, nella latitanza della politica e delle istituzioni.
Sinossi
“Operaicidio”: un neologismo, oggi inesistente, per definire la strage infinita del lavoro che uccide. Attraverso una sorta di “semantizzazione”, i vari capitoli dell’opera sono impostati come voci di un dizionario enciclopedico che spiega il significato sociale, economico, umano (privato e pubblico), le cause, i costi, le soluzioni possibili e le responsabilità (anche politiche) di una guerra civile che nessuno sa o vuole vincere. In Italia la media è di tre morti di lavoro al giorno, e di un infortunio al minuto, senza contare i casi nascosti del lavoro nero. L’opera contrasta e supera un racconto meramente numerico e cronachistico, a favore di una visione allargata che contempla anche proposte concrete di intervento e riforma. Guardando inoltre al versante oscuro degli infortuni che quasi mai vengono denunciati; alle morti da amianto; alla responsabilità dell’informazione per il linguaggio usato nella cronaca; ai silenzi di Stato del sistema radiotelevisivo pubblico; ai fatti dolosi in un lavoro tanto irregolare da diventare criminogeno; allo sfruttamento del caporalato; alla perdita di memoria, agli orfani e ai coniugi dimenticati; alla evidente inconcludenza di percorsi giudiziari che si prolungano troppo e si spengono quasi sempre in assoluzioni o prescrizioni. Una tragedia spesso definita erroneamente come fatalità o fenomeno, mentre è assenza di coscienza e di senso di colpa. Parallelo al cuore analitico e polemico del libro, un secondo piano narrativo che lo accompagna e, in un certo senso, lo incarna: la Spoon River delle vite invisibili dei morti di lavoro. Passioni, affetti, emozioni di chi è caduto nella trincea di questa “guerra minore”.
Bruno Giordano
Nato a Vittoria nel 1962, magistrato presso la Corte di Cassazione, è stato pretore a Torino e Milano e giudice per le indagini preliminari e del dibattimento a Milano. Ha insegnato diritto penale, diritto amministrativo e diritto della sicurezza del lavoro all’Università degli studi di Milano. Direttore generale dell’Ispettorato nazionale del lavoro negli anni 2021-2022, è autore di pubblicazioni giuridiche e editorialista di “la Repubblica”. È stato presidente del Movimento per la giustizia.
Marco Patucchi
Nato a Roma nel 1962, giornalista di “la Repubblica” dal 1991, si è occupato di economia e politica. Ha pubblicato i seguenti volumi: Maratoneti. Storie di corse e di corridori (Baldini & Castoldi, 2010); La mia guerra non è finita. Storia del soldato inglese che dà pace alla memoria (Baldini & Castoldi, 2011), scritto insieme ad Harry Shindler e pubblicato anche nel Regno Unito con il titolo My war is not over (Austin Macauley Publishing, 2016) – dal libro è stato tratto il film My war is not over, regia di Bruno Bigoni (Altamarea film, 2017) presentato al Torino Film Festival; Popoli in corsa. Storie di vittorie e di sconfitte (Edizioni Correre, 2016). Con “la Repubblica”, inoltre, sono stati editi i libri: Morire di lavoro. Storie dietro i numeri di una tragedia italiana (2022); Lo sbarco. Ottanta anni fa gli Alleati in Sicilia, storie di personaggi, soldati e famiglie (2023); Due bambini e un sogno. Cinquant’anni fa il primo scudetto della Lazio (2024), scritto insieme a Massimo Maestrelli e Giulio Cardone. In edizione Marlin: La spia venuta dal nulla (2024).
Marlin Editore. Fondata da Tommaso e Sante Avagliano a Cava de’ Tirreni (SA), è una casa editrice indipendente con un progetto editoriale che ruota attorno alla Storia e alla Memoria, privilegiando una narrazione del reale che investe sia il passato che il presente. Le pubblicazioni spaziano tra narrativa moderna e contemporanea, saggistica storica, attualità sociale e politica, memorialistica. ll lavoro iniziato nei primi anni Ottanta con la Avagliano editore, continua quasi cinquant’anni dopo con una passione e un impegno rinnovati sul fronte della valorizzazione dei talenti e della diffusione della lettura. Confortati dal pescespada Marlin mutuato dal nume tutelare della casa editrice, Ernest Hemingway.
Marina Druda
CGIL Pesaro Urbino

