C’era una volta, tra le dune dorate del Grande Deserto Soffiavento, un giovane cammello dal manto color miele. Tutti lo chiamavano Cammello Caramello, perché quando correva lasciava nell’aria un profumo dolce, come se il vento stesso si divertisse a sciogliere lo zucchero.
Caramello aveva un sogno: diventare il più grande giocatore di palla‑dune di tutto il deserto. La palla‑dune era lo sport più amato: una sfera di sabbia pressata che bisognava colpire con le zampe posteriori, facendo acrobazie tra dune altissime e ostacoli naturali.
Gli altri animali ridevano di lui:
— «Un cammello? Agilissimo? Ma dai!» — «Sei troppo grande, troppo lento, troppo… caramelloso!»
Ma Caramello non si scoraggiava. Ogni mattina si allenava all’alba, quando il sole era ancora timido e la sabbia fresca. Saltava, girava, colpiva la palla con una precisione che nessuno si aspettava da un cammello.
Un giorno arrivò un annuncio: la Coppa delle Dune, il torneo più importante dell’anno, si sarebbe tenuta proprio nella sua oasi.
Caramello decise di partecipare.
Le prime partite furono difficili: le gazzelle erano velocissime, i fenicotteri avevano un equilibrio perfetto, e gli sciacalli erano furbi come il vento. Ma Caramello aveva qualcosa che nessun altro possedeva: la calma del deserto.
Quando tutti correvano troppo, lui respirava. Quando gli altri sbagliavano per la fretta, lui osservava. E quando la palla sembrava perduta, lui trovava sempre un modo per recuperarla.
Arrivò così alla finale, contro la squadra più temuta: i Falchi del Tramonto, rapidi come saette.
La partita fu durissima. La palla volava da una duna all’altra, il pubblico ruggiva, e il sole calava tingendo tutto di arancione. A pochi secondi dalla fine, il punteggio era pari.
La palla rotolò in alto, quasi toccando il cielo. Caramello guardò la duna più ripida del deserto. E fece qualcosa che nessuno aveva mai visto.
Corse. Saltò. E con un colpo elegante della zampa, colpì la palla che scese come una stella cadente, dritta in porta.
Il deserto esplose in un boato. Caramello aveva vinto la Coppa delle Dune.
Da quel giorno, nessuno rise più di lui. E ogni volta che un giovane animale diceva «Non ce la farò mai», gli anziani rispondevano:
— «Ricorda Cammello Caramello: la dolcezza e la calma vincono anche nel vento più forte.»
Rosalba Angiuli

