C’è un momento, nella Pesaro–Pola, in cui il mare smette di essere solo acqua e diventa memoria. Accade sempre all’alba, quando le vele emergono come ombre leggere e la costa istriana si accende di rosa. È lì che si decide tutto: la fatica, la strategia, la notte passata a inseguire una rotta che non perdona.
La 40ª edizione della Pesaro–Pola, partita il 1° maggio, ha avuto proprio quell’alba come spartiacque. E in quell’alba, a prendersi il mare e la storia, è stato Paolo Terenzi, skipper di Luna x te, primo a tagliare il traguardo dopo una cavalcata notturna perfetta.
La vittoria di Luna x te: una corsa contro il tempo e contro il vento
Alle 6:00 del mattino, quando Pola si stava appena svegliando, Luna x te ha tagliato la linea d’arrivo. Una barca elegante, veloce, condotta con una lucidità che ha fatto la differenza nelle ore più dure della notte.
Dietro, a soli tre minuti, l’inseguitrice più tenace: Irina, con lo skipper Maurizio Guglielmo, capace di una rimonta che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo miglio.
Terzo posto per Fantastica Teknowool, guidata da Stefano Raspadori, arrivata alle 8:01, quando il sole era ormai alto e il mare aveva cambiato volto.
Tre barche, tre storie, tre modi diversi di attraversare l’Adriatico. Ma un’unica certezza: questa edizione entrerà nella memoria collettiva.
La notte: silenzi, correnti e scelte che pesano
La Pesaro–Pola non è una regata qualunque. È una sfida che si gioca nel buio, quando il vento cala, cambia, tradisce. Molti equipaggi hanno raccontato di una notte “strana”, con correnti imprevedibili e un mare che chiedeva attenzione continua.
È lì che Luna x te ha costruito la sua vittoria:
- scegliendo una rotta più esterna,
- evitando le zone di bonaccia,
- mantenendo una velocità costante quando gli altri rallentavano.
Una regata vinta di testa, prima ancora che di muscoli.
Il Premio Prosciutto: la tradizione che non tramonta
La Pesaro–Pola non sarebbe la stessa senza il suo premio più folkloristico: il Prosciutto destinato alla prima barca che gira la boa di Pesaro.
Quest’anno a conquistarlo è stata Vola vola, dello skipper Valerio Sabbioni. Un riconoscimento che profuma di mare e di storia, e che ogni anno strappa sorrisi e orgoglio.
La Veleggiata: il mare come festa
Nella categoria Veleggiata, la vittoria è andata a Tr3dipicche, dell’armatore Roberto Palmarini. Una barca che ha interpretato lo spirito più puro della regata: navigare per il gusto di farlo, per il legame con il mare, per la gioia di arrivare dall’altra parte dell’Adriatico.
Una regata che unisce due città e due identità
La Pesaro–Pola è molto più di una competizione sportiva. È un ponte tra due sponde, tra due comunità che condividono mare, storia, cultura. Ogni anno, questa regata ricorda che l’Adriatico non divide: collega.
E quest’anno, con la sua 40ª edizione, ha dimostrato ancora una volta perché continua a emozionare generazioni di velisti e appassionati.
La frase che resterà
Uno dei membri dell’equipaggio vincitore, sceso a terra, ha detto una frase semplice, ma perfetta:
“Non abbiamo vinto contro gli altri. Abbiamo vinto contro la notte.”
Ed è forse questo il cuore della Pesaro–Pola: una sfida contro il buio, contro la stanchezza, contro il mare che cambia. Una sfida che, ogni anno, regala storie da raccontare.
Rosalba Angiuli

