Caso Fox Petroli contro Malini e Sperindei: il giudice acquisisce i nuovi documenti

Al centro dell’udienza la rimozione dei serbatoi interrati e la notizia di un nuovo progetto GNL che sarebbe stato approvato dal CTR

Pesaro, 30 aprile 2026 — Si è tenuta questa mattina, presso il Tribunale di Pesaro, la seconda udienza della causa civile intentata da Fox Petroli S.p.A. contro Roberto Malini e Lisetta Sperindei, difensori dei diritti umani e dell’ambiente, citati in giudizio – con richiesta di due milioni di euro per danni di immagine – per le loro dichiarazioni pubbliche sullo stato dell’area industriale dell’azienda e sui timori relativi a possibili contaminazioni ambientali, in particolare delle falde profonde.

L’udienza si è svolta alla presenza dei legali delle parti, mentre numerosi cittadini con cartelli a sostegno dei due attivisti e contro le SLAPP, aspettavano l’esito dell’udienza in un presidio pacifico davanti al Tribunale. Al termine, Malini, Sperindei e l’avvocata Pia Perricci hanno incontrato la stampa per illustrare gli sviluppi del procedimento e le nuove questioni emerse.

Il giudice ha acquisito gli ultimi documenti prodotti dalla difesa. Tra questi, il più rilevante è la comunicazione di avvio del procedimento trasmessa dal Comune di Pesaro a Fox Petroli per la rimozione dei serbatoi interrati presenti nell’area aziendale, non più utilizzati da oltre vent’anni. Il provvedimento comunale richiama le valutazioni di ARPAM, trasmesse al Comune con nota acquisita il 5 febbraio 2026, secondo cui i serbatoi interrati risultano non operativi nello stato attuale dell’impianto, non sono destinati a riutilizzo e devono essere considerati rifiuti da rimuovere ai sensi del D.Lgs. 152/2006. 

Nella comunicazione del Comune si legge, riprendendo le indicazioni di ARPAM: «Si ritiene che tali serbatoi siano un rifiuto e vadano rimossi ai sensi del D.Lgs. 152/06». Lo stesso Decreto evidenzia che la permanenza nel sottosuolo di strutture destinate allo stoccaggio di sostanze petrolifere costituisce una potenziale fonte di rischio ambientale, con particolare riferimento alla possibile contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. Il Comune ha inoltre chiesto a Fox Petroli di comunicare formalmente l’avvio delle procedure di rimozione e di trasmettere il cronoprogramma degli interventi, prevedendo, al momento della rimozione, una specifica indagine ambientale da concordare preventivamente con ARPAM. 

Secondo la difesa di Malini e Sperindei, si tratta di un passaggio di grande importanza: proprio la presenza di degrado industriale, il tema dei serbatoi interrati e la necessità di verifiche ambientali sono stati al centro, negli anni, delle denunce civiche e delle preoccupazioni espresse dagli attivisti.

La società, da parte sua, ha prodotto nuove analisi. Lisetta Sperindei ha però osservato davanti ai giornalisti che tali analisi sarebbero state effettuate ancora una volta nella falda ipodermica, a profondità inferiore ai quattro metri, e dunque non sarebbero ancora significative rispetto alla condizione delle falde più profonde.

L’avvocata Pia Perricci, al termine dell’udienza, si è detta soddisfatta dell’acquisizione documentale e fiduciosa sugli sviluppi della causa, che potrebbe concludersi già nella prossima udienza.

Davanti a telecamere e microfoni, Roberto Malini ha sottolineato il valore più ampio del procedimento:
«Non siamo qui solo per difendere noi stessi da questa azione legale che istituzioni internazionali, dalle Nazioni Unite a Front Line Defenders e CASE, considerano un esempio lampante e grave di SLAPP. Siamo qui perché i diritti e l’ambiente si difendono anche in tribunale, per creare giurisprudenza e tutele per gli attivisti del futuro. Non è accettabile che cittadini impegnati nella difesa dell’ambiente siano costretti ad agire sotto la spada di Damocle di cause aggressive, finalizzate a scoraggiare la società civile dalla partecipazione pubblica e dalla libertà di esprimere idee, valutazioni e preoccupazioni a tutela del territorio e della salute».

Nel corso dell’udienza è emersa anche una novità che il Comitato giudica di particolare rilievo pubblico. Il legale di Fox Petroli avrebbe infatti affermato che il CTR dei Vigili del Fuoco avrebbe approvato un nuovo progetto di impianto GNL presentato dall’azienda. Si tratterebbe, se confermato, di un elemento nuovo e rilevante, poiché allo stato delle informazioni in possesso del Comitato non risulta alcun nuovo progetto depositato presso il Ministero competente né portato a conoscenza della cittadinanza.

Il Comitato PESARO: NO GNL annuncia pertanto che chiederà formalmente al CTR copia del progetto che sarebbe stato approvato e domanderà alle istituzioni locali — Comune di Pesaro, Provincia, Regione Marche e autorità competenti — se siano a conoscenza di questa novità e quali informazioni siano state rese disponibili alla comunità.

«Un eventuale nuovo progetto GNL in un’area già interessata da serbatoi interrati dismessi, da procedure di rimozione e da verifiche ambientali non può essere trattato come una questione tecnica chiusa fra pochi soggetti», affermano Malini e Sperindei. «Riguarda la sicurezza, la salute, l’ambiente e il diritto dei cittadini a essere informati e a partecipare alle decisioni che incidono sul loro territorio».

Il Comitato ribadisce infine che continuerà a seguire, oltre al procedimento giudiziario, ogni sviluppo amministrativo e tecnico relativo all’area Fox Petroli, nella convinzione che la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della libertà di espressione non siano interessi separati, ma parti di un unico diritto democratico alla partecipazione.

Comitato PESARO: NO GNL

Contatto: Comitato PESARO: NO GNL

Roberto Malini

scrittore, ricercatore e difensore dei diritti umani
Premio Rotondi 2018 quale “Salvatore dell’arte della Shoah”

Consulente etico editoriale e curatore di collezioni d’arte, fra cui quelle del Museo Nazionale della Shoah di Roma e della Cittadella di Barletta

EveryOne Group
Movimento civile per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali e paesaggistici
ILMC – Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria 

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