Una fetta di storia del motorismo pesarese ha fatto tappa alla serata di Panathlon Club Pesaro e Autoclub Storico Pesaro “Dorino Serafini”. Una saga familiare che lega motori e pesaresità, un amore che ha attraversato diverse generazioni quello fra la famiglia Baronciani e il mondo dei motori e che Paolo Baronciani ha raccontato ai soci dei due club guidati da Angelo Spagnuolo e Danilo Crescentini.
L’imprenditore pesarese è stato infatti ospite della serata interclub organizzata dai due sodalizi. Due club legati tra loro dalla figura di Dorino Serafini, tra i fondatori nel 1957 del Panathlon Club Pesaro, a cui è stato intitolato l’Automotoclub storico. Numerose le iniziative a cui le due compagini hanno dato vita nel suo ricordo, dal cippo commemorativo presso il valico di Bocca Trabaria alla targa posta sotto il murales realizzato nell’area del cavalcaferrovia De Sabbata.
«Mio padre Salvatore è stato un grandissimo sportivo, è partito con il nuoto e ha vinto diverse gare, ma la sua vera passione erano le motociclette – parte così il racconto dell’imprenditore e campione delle due ruote Paolo Baronciani – Nel 1941, in pieno periodo di guerra, comparì sulla copertina della rivista ‘La moto’. I giornalisti della rivista vennero a Pesaro a visitare gli stabilimenti Benelli e mio padre gli fece scoprire il rombo del motore della 4 cilindri, che in città scambiarono per quello di un aereo da guerra. Amava profondamente le due ruote e continuò a correre per molto tempo. Lasciato il mondo delle corse mio padre aprì una sua attività, un’officina con un reparto corse che la sera si riempiva di sportivi. Mio fratello Augusto, detto Cicco, era un predestinato e a 18 anni si trovò una bella moto da corsa, una MV, e iniziò a gareggiare. Poi la palla è passata a me, tutto è iniziato con un sogno che ho raccontato a mio padre e lo ha messo in moto. È stato lui a preparare la mia prima moto. Nel 1959 iniziai a correre, ma mi piaceva fare la bella vita e non vincevo. Mio padre mi chiese di prendere la questione più seriamente, mi allenai tantissimo e a Camerino feci una bella gara che non vinsi solo a causa di un guasto. In quell’occasione mi videro i fratelli Benelli e mi proposero di correre con loro. Accasandomi con la MotoBi mi è cambiata la vita, ero molto ben assistito. Finì il 1959 senza vincere una corsa ma acquisendo tantissima esperienza che mi è servita in seguito. Nel 1960 vinsi 12 gare su 13. Dopo 4 anni lasciai il mondo delle corse, ma non quello dei motori, per una promessa fatta a mia moglie. Dopo un periodo come ispettore commerciale della Benelli decisi di mettermi in gioco come imprenditore. Nello stesso periodo anche mio fratello ha fatto la stessa scelta, negli anni si è impegnato in diversi settori con ottimi risultati e insieme alla famiglia Merloni si impegnò per far ripartire e risollevare la Benelli. Nel ‘74 entrai nel settore automobilistico rilevando un concessionario Renault a Ancona insieme ai fratelli De Luca, 2 anni dopo nacque la Di.Ba. che a giugno compirà 50 anni. Ora siamo 3 soci, abbiamo 23 brand, 14 sedi in 4 province, 1 società di rent e 385 collaboratori».
Presenti alla serata anche l’assessore allo sport del Comune di Pesaro, Mila Della Dora, la past president di Confindustria Pesaro-Urbino, Alessandra Baronciani, e il giornalista Franco Andreatini.
Tanya Stocchi



