Atti vandalici al cimitero, individuati due minorenni

Biancani: «La giovane età dei responsabili impone una riflessione sul contesto educativo. Quello che hanno fatto è grave, ed è giusto che rispondano dei danni, insieme alle loro famiglie»

«L’individuazione dei responsabili degli atti vandalici avvenuti nelle scorse settimane al cimitero cittadino segna un passaggio importante nelle indagini. I responsabili, identificati dalle forze dell’ordine, sono minorenni: un esito che conferma l’efficacia e la tempestività del lavoro svolto dagli investigatori, ai quali, come Amministrazione comunale, esprimiamo il nostro sincero ringraziamento». È quanto dichiarato dal sindaco Andrea Biancani in merito ai gravi atti vandalici avvenuti nelle scorse settimane al cimitero centrale di Pesaro, dove erano state danneggiate tombe e strutture, con scritte offensive e simboli che hanno profondamente colpito la comunità cittadina.

«Resta, tuttavia, la gravità assoluta di quanto accaduto, aggravata dall’età molto giovane dei responsabili. L’episodio – aggiunge il sindaco – si inserisce in un quadro più ampio che, negli ultimi mesi, ha visto il ripetersi in città di atti di vandalismo e comportamenti incivili che spesso coinvolgono adolescenti in diversi spazi pubblici: parchi danneggiati, rifiuti abbandonati, arredi urbani distrutti, situazioni spesso concentrate nei fine settimana e nelle aree più frequentate dai giovani. Quanto accaduto al cimitero rappresenta il punto più critico di questa escalation, per il valore simbolico del luogo colpito e per la gravità dei gesti compiuti. La giovane età dei responsabili non attenua la responsabilità, ma impone una riflessione profonda sul piano educativo».

Per questo, secondo il sindaco, «questi episodi non possono essere letti come isolati, ma come il possibile esito di un progressivo abbassamento della soglia di attenzione verso il rispetto delle regole e degli spazi comuni. Quanto accaduto al cimitero rappresenta, purtroppo, il punto più alto di questa deriva e ci impone di aprire un ragionamento serio che riguarda il ruolo delle famiglie. Le famiglie devono essere aiutate, ma anche richiamate a un ruolo fondamentale: quello educativo, perché è necessario accompagnare una generazione che, in alcuni casi, fatica a distinguere ciò che è bene da ciò che è male e a comprendere fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni».

Il riferimento è a un tema più ampio, oggi al centro anche del dibattito culturale. Il filosofo Umberto Galimberti è intervenuto proprio nei giorni scorsi anche a Pesaro, richiamando la necessità di ricostruire nei giovani il senso del limite e della responsabilità. «Il suo intervento si è concentrato sul disagio che molti giovani stanno vivendo oggi, un disagio che non è solo psicologico, ma sempre più culturale. Molti ragazzi crescono senza un orizzonte di futuro chiaro, percepito spesso come incerto o minaccioso: questo genera smarrimento, mancanza di motivazione e perdita di punti di riferimento. Si vive sempre più in un “presente assoluto”, senza prospettiva, e questo può portare anche a sottovalutare le conseguenze delle proprie azioni. Viviamo in una società che fatica a offrire modelli, valori e riferimenti solidi. In questo contesto diventa ancora più centrale il ruolo educativo della famiglia, della scuola e delle istituzioni, che non devono solo trasmettere nozioni, ma aiutare a educare, costruire consapevolezza, senso civico e responsabilità».

Il sindaco precisa inoltre: «Non è un problema che riguarda tutti i giovani, ma esiste ed è evidente. E riguarda tutta la comunità adulta. È un tema che richiede un’assunzione di responsabilità collettiva: delle famiglie, della scuola, delle istituzioni e della società nel suo complesso».

Tornando ai fatti del cimitero, il sindaco conclude: «Ora è giusto che chi ha commesso questi atti, insieme alle proprie famiglie, risponda dei danni provocati. Come Amministrazione ribadiamo la volontà di proseguire sia sul piano del controllo e della sicurezza, sia su quello educativo e culturale, coinvolgendo tutti, le famiglie in primis. Perché una comunità si difende non solo con le sanzioni, ma anche ricostruendo senso civico, rispetto e consapevolezza».

Comune di Pesaro

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