Archivissima 2026, secondo posto “Migliore iniziativa di rete” per la Rete degli Archivi Storici di Pesaro

Il progetto «Cose mai viste: la memoria che sopravvive alla censura» premiato alle Gallerie d’Italia di Torino

Si sono svolte nella mattinata di mercoledì 4  novembre, nella splendida cornice delle Gallerie d’Italia di Torino, le premiazioni di Archivissima 2026, il primo festival, giunto alla nona edizione, interamente dedicato alla scoperta e alla valorizzazione dei patrimoni storici custoditi negli archivi di enti, istituzioni, imprese e fondazioni con l’obiettivo di trasformare gli archivi da “depositi impolverati” per soli addetti ai lavori in luoghi vivi, narrativi e aperti a tutti, avvicinando il grande pubblico alla memoria collettiva.

Quest’anno il tema proposto era particolarmente sfidante: filo conduttore del festival e della Notte degli Archivi, celebratisi lo scorso 5 giugno, era infatti l’assunto “Quello che non c’è”.

La Rete degli Archivi Storici  di Pesaro si è classificata seconda nella categoria Proposte di Rete proponendo il progetto “Cose mai viste: la memoria che sopravvive alla censura” un avvincente focus sul rapporto tra Storia e Censura, per dare luce, attraverso i documenti, a ciò che nel corso della storia ha subito modifiche, manipolazioni o distruzioni. L’esposizione documentaria, ospitata presso i locali dell’Archivio di Stato di Pesaro, è stata dedicata alle memorie cancellate e ai tentativi di opprimere la libertà d’espressione, attraverso un percorso lungo mezzo millennio.

A partire dal ms 1144, il Codice a Cuore (XV secolo), appartenente alla famiglia Tempesta Blondi di San Lorenzo in Campo, conservato in Biblioteca Oliveriana, che presenta numerose e misteriose censure, riconoscibili come intense macchie scure, l’itinerario proseguiva con proseguiva con alcune lettere in cifra dalla segreteria dei Duchi di Urbino (sec. XVI) e esempi di moderni cifrari e lettere crittografate e, a seguire, con l’Indice dei Libri proibiti, esempio emblematico di censura attraverso i secoli; grande attenzione è stata posta alla subdola censura nelle grandi guerre, con le fotografie del reporter Mauro Arceci, conservate in Biblioteca Oliveriana, e con le lettere mai giunte a destinazione del fondo Prefettura di Pesaro e Urbino. Presenti testimonianze che attestano la censura in epoca fascista nella corrispondenza e nei documenti istituzionali, proposti dagli archivi di ISCOP e ANPI, oltre giornali, manifesti e documenti che raccontavano la storia della CGIL, dalla sua prima costituzione nel giugno del 1907, al plateale rogo dell’archivio in piazza, per mano fascista, del 4 agosto 1922. Ma l’esposizione ha voluto mostrare anche “quello che non è stato ma poteva essere”, come i progetti scartati nel concorso del 1932 per la costruzione dell’attuale Comune di Pesaro, provenienti da archivi pubblici e privati.

L’inaugurazione della mostra è stata impreziosita, nel corso della Notte degli Archivi, dallo spettacolo offerto da CGIL Pesaro e Urbino “La vocazione degli Scopini” a cura del Teatro CUST2000: una pièce teatrale nata dai materiali incompiuti di un film girato e mai realizzato da Pier Paolo Pasolini nel 1970 durante lo sciopero degli spazzini.

“È una grande soddisfazione per tutta la Rete, che dal 2021 riunisce enti e persone che si occupano di archivi nella città di Pesaro.”ha commentato Sara Cambrini, direttrice dell’Archivio di Stato di Pesaro e Urbino, capofila della Rete “Abbiamo scommesso sulla capacità degli archivi di dire qualcosa sul presente, un valore attuale e persino trasgressivo, e questo secondo posto ci incoraggia a proseguire. Un grazie a tutti i partner che hanno reso possibile il progetto”.

L’iniziativa “Cose mai viste. La memoria che sopravvive alla censura” è stata organizzata dalla Rete degli Archivi storici di Pesaro, formata da Archivio di Stato di Pesaro Urbino accanto a Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, Archivio dell’Anpi provinciale di Pesaro Urbino, Archivio storico della CGIL di Pesaro e Urbino; Archivio comunale di Pesaro; Archivio Stroppa Nobili; Biblioteca Vittorio Bobbato Pesaro, Istituto di Storia Contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino, con il patrocinio di ANAI Marche.

Eleonora Rubechi

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