
L’assessore all’Urbanistica risponde alle osservazioni delle associazioni ambientaliste: «Un intervento già previsto dal Piano del Parco del San Bartolo, con una riduzione delle superfici edificabili rispetto alle previsioni iniziali. Previsti anche nuovi parcheggi pubblici e la manutenzione delle aree verdi a carico dei privati»
«È importante fare chiarezza sul progetto edilizio di via Palmanova, anche per evitare di creare preoccupazioni tra i cittadini sulla base di informazioni che non corrispondono del tutto alla situazione reale: non siamo di fronte a una nuova scelta urbanistica dell’Amministrazione comunale, ma la possibilità di costruire in quest’area è prevista dal Piano del Parco del Monte San Bartolo, approvato dalla Regione Marche nel 2010, quindi oltre 16 anni fa. I proprietari hanno oggi presentato un progetto che rispetta le previsioni urbanistiche già esistenti». L’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili replica così all’articolo pubblicato oggi, relativo alle osservazioni sollevate da Italia Nostra e La Lupus in Fabula sulla costruzione nuove abitazioni in via Palmanova.
«Un altro aspetto importante riguarda le dimensioni delle costruzioni. Nel tempo, la superficie residenziale edificabile è stata ridotta da 5.000 a 1.800 metri quadrati. Parliamo quindi di una riduzione significativa rispetto alle possibilità inizialmente previste. Gli edifici potranno avere al massimo due piani fuori terra e saranno inseriti in un’area complessiva di oltre 50mila metri quadrati, dove rimarranno ampi spazi verdi, la cui manutenzione sarà a carico dei privati che realizzeranno l’intervento». Inoltre, prosegue Nobili: «Il progetto prevede la realizzazione di nuovi parcheggi lungo la strada, in numero superiore a quelli necessari per le nuove abitazioni. Si tratta quindi di posti auto che potranno essere utilizzati anche dai residenti del quartiere, contribuendo a risolvere una delle criticità della zona, dove oggi gli spazi per parcheggiare sono insufficienti».
Nobili chiarisce poi un altro punto al centro delle osservazioni delle associazioni ambientaliste, quello relativo ai terreni di proprietà pubblica: «Non è prevista alcuna vendita di terreni del Comune o della Provincia ai privati. All’interno dell’area interessata dal progetto sono presenti alcune proprietà pubbliche, che riguardano strade già esistenti e piccole porzioni marginali di terreno. Quello che è previsto è esclusivamente il trasferimento ai privati dei diritti edificatori collegati a queste superfici, non la cessione dei terreni stessi. È una distinzione importante, perché sono due operazioni completamente diverse». Va inoltre precisato «che i privati che hanno presentato il progetto possiedono già una quota di terreni sufficiente per avviare l’intervento, secondo quanto consentito dalle norme urbanistiche».
L’assessore interviene anche sugli altri aspetti sollevati nell’articolo: «Per quanto riguarda la tutela degli edifici di interesse storico presenti nella zona, le aree nelle quali potranno essere realizzate le nuove costruzioni non sono interessate dai relativi vincoli. Inoltre, non è corretto collegare la presentazione del progetto al nuovo Piano urbanistico generale, il PUG, che il Comune sta predisponendo: quest’area si trova all’interno del Parco San Bartolo e non rientra nel nuovo Piano».
Infine Nobili ricorda anche che nel 2018 era stata approvata una modifica al progetto urbanistico, che non aumentava le possibilità di costruire, ma cambiava soltanto la disposizione delle aree verdi, dei parcheggi e dei lotti destinati agli edifici. «In quell’occasione erano stati coinvolti anche i Quartieri interessati, ai quali era stato chiesto un parere, senza che arrivassero osservazioni o pronunciamenti. Abbiamo già incontrato il presidente e i consiglieri di Quartiere, e ribadiamo che L’Amministrazione non si è mai sottratta al confronto ed è sempre disponibili a chiarire ogni dubbio con gli enti preposti».
Comune di Pesaro
