Autoproduzione e fotovoltaico volano nel Pesarese: oltre 12.600 impianti installati. CNA sollecita un Fondo strutturale nel Ddl Bilancio
PESARO — Con oltre 12.600 impianti fotovoltaici già operativi, la provincia di Pesaro e Urbino si conferma tra i principali motori della transizione energetica nelle Marche. Si tratta di un tessuto produttivo e sociale che non attende risposte passive, ma investe direttamente sull’autoproduzione da fonti rinnovabili. Tuttavia, per trasformare questa spinta sostenibile in un duraturo vantaggio competitivo per le micro e piccole imprese locali, servono risorse e politiche nazionali all’altezza. Per la CNA di Pesaro e Urbino la Legge di Bilancio deve fare dell’energia la priorità strategica, sostenendo chi autoproduce con misure certe e strutturali.
Il tema dell’autoproduzione è entrato nel dibattito della manovra, ma non risulta ancora “blindato” in una norma del Ddl pienamente verificabile. Il pacchetto energetico annunciato dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) contiene infatti due misure molto vicine alle richieste avanzate dalla Confederazione, quali il sostegno alle PMI non energivore collegato alla nuova capacità rinnovabile e i contributi agli impianti fotovoltaici. Tuttavia, modalità, collocazione normativa e accessibilità concreta per le microimprese restano ancora da definire. La corrispondenza con le istanze di CNA è quindi significativa negli obiettivi, ma per ora solo parziale nel disegno degli strumenti.
CNA Pesaro e Urbino continua a sostenere con forza la proposta di istituire un Fondo per l’autoconsumo da un miliardo di euro l’anno nel 2027 e nel 2028, destinato alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili fino a 200 kW nelle micro e piccole imprese. Una misura che, insieme al rifinanziamento degli incentivi per le comunità energetiche e a una revisione degli oneri di sistema, può rappresentare una svolta decisiva per migliaia di imprese del territorio.
I numeri analizzati su dati GSE e Terna testimoniano una crescita regionale compresa tra il 30 e il 35 per cento rispetto al 2022. In questo quadro la provincia di Pesaro e Urbino si posiziona al secondo posto nelle Marche con 12.600 impianti attivi, posizionandosi subito dietro all’Anconetano, che ne conta 17.200, e precedendo Macerata con 12.100, Ascoli Piceno con 6.300 e Fermo con 5.500. Sul fronte dei benefici economici, un piccolo impianto fino a 6 kWp garantisce a una famiglia un risparmio medio in bolletta di 1.900 euro l’anno, cifra che può raggiungere i 5.000 euro annui per una piccola impresa con impianto fino a 18 kWp. Risparmi molto più significativi per tutte quelle imprese che utilizzano impianti con produzione di potenze superiori.
«Nella nostra provincia – dichiara Antonio Bianchini, segretario di CNA Pesaro e Urbino – la diffusione del fotovoltaico dimostra che famiglie e imprese hanno già compreso la necessità di investire nell’autoproduzione energetica. Oggi i numeri evidenziano una forte domanda di autonomia e sostenibilità, ma necessitano di strumenti adeguati e certi per essere ulteriormente rafforzati. Le nostre imprese stanno investendo, ma il percorso deve essere accompagnato da politiche stabili: un Fondo dedicato all’autoconsumo consentirebbe soprattutto alle micro e piccole realtà, spina dorsale della nostra economia, di ridurre i costi, aumentare la competitività e accelerare la transizione ecologica».
Oltre all’energia, CNA Pesaro e Urbino condivide e rilancia le altre priorità indicate dalla Confederazione in vista della manovra. Tra queste rientrano la necessità di favorire il passaggio generazionale attraverso incentivi fiscali e finanziamenti per i giovani imprenditori, la garanzia di continuità per i bonus dedicati a riqualificazione edilizia, efficientamento e sicurezza sismica, oltre all’alleggerimento del carico fiscale tramite l’eliminazione di misure penalizzanti per la liquidità come lo split payment. Non meno fondamentale rimane il sostegno al lavoro, alla formazione e all’apprendistato per contrastare la carenza di competenze sul territorio.
«Il nostro territorio – conclude Bianchini – ha bisogno di una manovra che sostenga concretamente chi produce valore, occupazione e innovazione nei territori. Energia, investimenti, ricambio generazionale e lavoro devono diventare le vere priorità dell’agenda economica nazionale, blindando gli impegni assunti. Solo così sarà possibile accompagnare la crescita delle piccole imprese anche nella fase successiva alla conclusione del PNRR».
| Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione CNA Pesaro e Urbino |

