Contest per la prevenzione alle dipendenze, vince il Benelli con “Spezza i fili”. Biancani, Murgia e Mengucci: «Orgogliosi di aver reso i giovani protagonisti di una campagna di comunicazione che parla ai loro coetanei»

L’Auditorium Scavolini ha accolto l’evento conclusivo del progetto “Fatti una vita” contro l’uso di sostanze stupefacenti del Comune. Un pomeriggio di testimonianze, confronto e creatività con Minisini, Cerpolloni, UNDICI e Adelaide Mati. A vincere è l’elaborato del Benelli, selezionato dalla commissione tra i 18 realizzati dagli studenti e dalle studentesse di sei istituti superiori, premiati con un contributo per i viaggi d’istruzione

Ragazzi e ragazze protagonisti di “Fatti una vita”, il progetto del Comune di Pesaro dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sui rischi legati al consumo di sostanze stupefacenti e alle dipendenze. Oggi pomeriggio, all’Auditorium Scavolini, l’evento conclusivo ha riunito studenti e studentesse delle scuole superiori cittadine in un appuntamento che ha intrecciato testimonianze, informazione, musica e creatività, culminando nella premiazione del contest di comunicazione che li ha visti impegnati nella realizzazione di video e contenuti grafici rivolti ai propri coetanei. A conquistare il primo posto è stato “Spezza i fili”, realizzato dagli studenti dell’istituto professionale Benelli.

«”Fatti una vita” è un importante investimento sulla formazione e sull’educazione dei giovani che abbiamo voluto fare – ha detto il sindaco Andrea Biancani -. Insieme alla Prefettura, agli altri partner del progetto e alle scuole, abbiamo scelto di affiancare agli interventi per la sicurezza un percorso di sensibilizzazione e prevenzione che si è svolto in classe coinvolgendo 300 studenti che sono stati poi chiamati a realizzare una campagna di comunicazione rivolta ai loro coetanei. “Fatti una vita” significa costruire il proprio futuro attraverso scelte consapevoli. Conosco i rischi legati alle dipendenze: sono cresciuto in un quartiere in cui lo spaccio –tanti anni fa- era diffuso e ho visto molti amici imboccare una strada difficile. Per questo credo sia fondamentale aiutare i giovani a credere in sé stessi e nelle proprie capacità. Un ringraziamento particolare va a tutti gli studenti che hanno partecipato al contest, contribuendo con creatività e impegno alla riuscita del progetto, e ai campioni dello sport e ai giovani di successo ospiti oggi: attraverso le loro testimonianze e il racconto delle difficoltà affrontate, hanno trasmesso un messaggio positivo e di fiducia nel futuro».

Ad aprire il pomeriggio in Auditorium anche la prefetta Emanuela Saveria Greco che ha ringraziato «gli studenti e le studentesse che hanno partecipato al progetto con entusiasmo e creatività. Vorrei invitarvi a riflettere sull’essere liberi, che significa poter scegliere e autodeterminare la propria vita. Le dipendenze rischiano di sottrarci questa libertà, con conseguenze che coinvolgono anche le persone a noi vicine. Non c’è niente di più prezioso di questo valore: custoditelo e scegliete ogni giorno il vostro futuro».

A seguire sono stati gli interventi delle assessore Camilla Murgia, con delega alle Politiche giovanili e Politiche educative, e Sara Mengucci, con delega alla Sicurezza, che hanno introdotto il percorso e il significato del contest. «Con “Fatti una vita” abbiamo scelto di coinvolgere ragazze e ragazzi in un percorso che li rendesse protagonisti attivi della prevenzione, non semplici destinatari di messaggi e informazioni – hanno detto Murgia e Mengucci –. I 18 elaborati presentati dimostrano quanto i giovani sappiano affrontare temi importanti e complessi con creatività, sensibilità e linguaggi vicini alla propria generazione. Il valore del progetto sta proprio in questo: fornire strumenti per conoscere i rischi, sviluppare consapevolezza e trasformare quanto appreso in messaggi capaci di raggiungere e far riflettere i coetanei. La partecipazione e il lavoro svolto dalle scuole ci confermano l’importanza di continuare a investire in percorsi di prevenzione e formazione».

A rendere il pomeriggio un’occasione di ispirazione e confronto sono state le testimonianze di quattro ospiti, protagonisti di percorsi personali e professionali differenti, accomunati dalla capacità di mettersi in gioco e costruire la propria strada. Giorgio Minisini, campione del mondo di nuoto artistico e pioniere della disciplina maschile a livello internazionale, ha raccontato il proprio percorso: «Di fronte alla pressione sociale e alla possibilità di provare droghe, ho scelto di concentrarmi sullo sport e sui miei obiettivi, evitando tutto ciò che avrebbe potuto mettere a rischio ciò che per me era importante. Le quattro medaglie mondiali sono ricordi preziosi, ma il loro valore più grande è nelle opportunità che mi hanno dato, come quella di contribuire a progetti di inclusione attraverso lo sport, insieme ad Arianna e al Progetto Filippide, rivolto alle persone con autismo e disabilità».

Giada Cerpolloni, atleta pesarese e campionessa mondiale di CrossFit Adaptive nella categoria Neuromuscular Minor, ha spiegato: «“Fatti una vita” per me significa imparare a rialzarsi dopo le cadute. Ho conosciuto la frustrazione e il senso di fallimento, ma ho capito che è proprio dagli errori che nasce la forza per ripartire. Siate sempre fieri di voi stessi, credere nelle vostre capacità e scegliete ciò che fa bene al vostro benessere».

Adelaide Mati, modella e imprenditrice creativa con esperienze professionali in Europa e in Oriente, è intervenuta con un videomessaggio, sottolineando che «ogni fallimento che vi si presenterà davanti nella vita non è altro che una porta da aprire per costruire lentamente il futuro che desiderate» e ancora che «dovrebbero esistere un Paese, una scuola, e una famiglia che ci ricordino che i fallimenti sono la chance più grande che abbiamo di avere successo e quel Paese dovrebbe essere la nostra Italia».

A chiudere il racconto attraverso la musica è stato UNDICI, giovane cantautore della scena pop e urban, che con i suoi brani dà voce a emozioni, fragilità e relazioni vicine alla propria generazione. «Dovete capire chi siete e chi volete essere – ha detto dopo aver portato sul palco 3 dei suoi brani- senza lasciarvi influenzare da ciò che vi circonda. A volte ci sentiamo giudicati o diversi, ma è importante circondarsi di persone che ci apprezzano per quello che siamo e ci aiutano a esprimere la nostra identità. Avere un pubblico giovane che ascolta e si riconosce nelle mie canzoni è per me ancora più importante e dà un significato speciale a quello che faccio».

Accanto alle testimonianze, il pomeriggio ha ricordato l’apporto al progetto dato dai partner, come quello della Polizia Locale, ricordato dal vicecomandante Gianluca Guerra che ha sottolineato il ruolo del presidio sul territorio. Presenti anche rappresentanti della Croce Rossa Italiana – Comitato di Pesaro e del Dipartimento Dipendenze Patologiche.

IL CONTEST

Cuore del progetto è stato il contest creativo che ha coinvolto sei istituti superiori della città: liceo artistico Mengaroni, istituto professionale Benelli, istituto alberghiero Santa Marta, liceo Mamiani, liceo Marconi e istituto tecnico e professionale Bramante-Genga. Gli studenti e le studentesse hanno realizzato complessivamente 18 elaborati, tra video e grafiche, per ideare una campagna di comunicazione sulla prevenzione del consumo di sostanze stupefacenti, alcol e psicofarmaci.

La commissione giudicatrice, composta da rappresentanti della Polizia Locale, della Croce Rossa Italiana – Comitato di Pesaro, del Dipartimento Dipendenze Patologiche e dell’Ufficio Stampa del Comune di Pesaro, ha valutato i lavori sulla base di 4 criteri: efficacia comunicativa e capacità di raggiungere il pubblico giovanile; originalità e creatività; qualità tecnica ed estetica; aderenza agli obiettivi del progetto e attenzione ai principi di eticità.

A conquistare il primo posto è stato “Spezza i fili”, realizzato dagli studenti dell’istituto professionale Benelli, che si è distinto tra i 18 elaborati presentati. La campagna vincitrice diventerà uno strumento ufficiale di comunicazione del Comune di Pesaro e sarà diffusa attraverso i suoi canali social e istituzionali.

Nel corso della cerimonia è stato presentato ufficialmente il progetto vincitore e consegnato simbolicamente l’assegno relativo al premio (1.500 euro), un contributo economico vincolato al viaggio d’istruzione, pensato per sostenere un’esperienza formativa e di crescita condivisa agli altri 5 istituti (3.500 euro complessivi da suddividere). A ricevere un riconoscimento per il lavoro svolto sono stati anche tutti gli istituti partecipanti, a testimonianza del valore del percorso collettivo e dell’impegno dimostrato da studenti, studentesse e scuole.

IL PROGETTO

“Fatti una vita” è un progetto del Comune di Pesaro finanziato con 26.569,18 euro di fondi ministeriali, che ha coinvolto 6 istituti superiori in un percorso di incontri informativi e formativi (rivolto a circa 300 studenti e studentesse) sui rischi legati al consumo di sostanze stupefacenti e sulle conseguenze delle dipendenze, affiancati da laboratori dedicati alla comunicazione e alla realizzazione di contenuti di sensibilizzazione.

Partner del progetto “Fatti una vita” del Comune di Pesaro sono: Provincia di Pesaro e Urbino, Ufficio Scolastico Provinciale, Croce Rossa Italiana – Comitato Pesaro Urbino, Dipartimento di Prevenzione alle Dipendenze, Polizia Locale, gli istituti di secondo grado della città.

Comune di Pesaro

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