Proteste per il caro vita, Biancani in piazza al fianco dei manifestati pacifici: «Anche gli enti locali risentono degli aumenti, negli ultimi anni costi più che raddoppiati e risorse ridotte. Come sindaci cerchiamo risposte e diciamo “no” alla politica dei bonus»

Il caro vita, l’aumento dei costi dell’energia e le difficoltà crescenti che colpiscono famiglie, lavoratori e imprese riportano al centro il tema del potere d’acquisto e della tenuta sociale del Paese. Questa mattina anche a Pesaro i manifestanti pacifici sono scesi in piazza per chiedere risposte concrete al Governo centrale. Al loro fianco il sindaco Andrea Biancani, che ha dato voce alle preoccupazioni dei cittadini, sottolineando anche le difficoltà degli enti locali, chiamati a fare i conti con aumenti significativi dei costi e una riduzione delle risorse trasferite dallo stato, che mettono sotto pressione i bilanci e rischiano di ridurre i servizi alla comunità.

Nel suo intervento, Biancani ha allargato la riflessione anche al quadro internazionale: «Non ho paura di definire genocidio quello che sta avvenendo in Palestina e condanno con fermezza le colpe del Governo israeliano e del Governo degli Stati Uniti d’America. Non possiamo accettare che gli interessi di pochi prevalgano sulla vita e sui diritti di intere popolazioni, mentre migliaia di persone continuano a morire e le guerre provocano conseguenze ambientali devastanti, con ripercussioni sui cittadini di mezzo mondo che stanno attraversando crisi profonde e non possiamo continuare a navigare a vista, senza una visione per il futuro».

Una mancanza di visione che, secondo il sindaco, si riflette anche nella gestione delle difficoltà economiche quotidiane, a partire dal caro vita e dall’aumento dei costi. A riguardo, il sindaco aveva già lanciato l’allarme lo scorso 30 settembre e, più di recente, aveva ribadito le proprie preoccupazioni anche durante l’assemblea regionale di Anci, evidenziando le ricadute degli aumenti sui bilanci pubblici. «Attualmente come Comune di Pesaro spendiamo circa 5 milioni di euro all’anno per gas ed energia elettrica e, sulla base degli aumenti prospettati, i costi potrebbero crescere anche del 60%. Si tratta di un incremento molto pesante, che si traduce in 2.8milioni di aumenti per oltre 130 strutture pubbliche. Passare da 5 a quasi 8 milioni di euro non sarà semplice per il Comune, come non lo sarà per le famiglie, che devono già fare i conti con gli aumenti della benzina, del gas, dell’energia elettrica e, più in generale, con il caro vita», ha ribadito Biancani davanti ai manifestanti. «Diciamo basta alla politica dei bonus a pioggia a tutti, dati in maniera indiscriminata senza considerare le reali condizioni di chi li riceve, basta ai tagli e alle mance elettorali. La politica deve tornare a programmare e a fare scelte strategiche nell’interesse della comunità. Il nostro è un Paese senza una visione per il futuro, incapace di compiere le scelte necessarie e che continua a navigare a vista su tutto, cercando solo il consenso elettorale».   

A pesare sui bilanci comunali non sono soltanto i rincari energetici, ma anche gli aumenti dei costi del personale e la riduzione delle risorse destinate ai servizi. «Tra il 2025 e il 2027, il Comune di Pesaro dovrà sostenere 4 milioni di euro di maggiori spese legate ai rinnovi contrattuali, tra personale comunale e lavoratori impiegati nei servizi esternalizzati. A questi si aggiungono i rincari di gas, energia elettrica e illuminazione pubblica, che incidono per ulteriori 2,8 milioni di euro. Complessivamente, si tratta di 6,8 milioni di euro di maggiori costi, che riducono le risorse disponibili per manutenzioni, investimenti e servizi ai cittadini. Parliamo di aumenti giusti e necessari, ma non è sostenibile che i Comuni debbano farsene carico senza adeguate risorse aggiuntive. Lo stesso vale per i rincari energetici: gli enti locali stanno cercando di contenere le spese, ma non possono essere lasciati soli ad affrontare aumenti di questa portata», ha sottolineato Biancani.

A rendere il quadro ancora più complesso è la contrazione dei finanziamenti destinati alle politiche sociali, proprio mentre crescono le difficoltà economiche delle famiglie e la richiesta di sostegno. «A Pesaro si registrano riduzioni significative delle risorse per l’autismo e il Fondo povertà, mentre non risultano più finanziati il Fondo affitti e quello per la morosità incolpevole. A queste criticità si aggiungono i costi a carico del Comune per l’assistenza ai minori, il sostegno agli anziani e gli interventi per il disagio abitativo. È una contraddizione evidente: mentre aumentano i bisogni, diminuiscono le risorse a disposizione dei Comuni per rispondere alle richieste di aiuto. Non si può chiedere agli enti locali di garantire servizi sempre più ampi e articolati senza assicurare loro le risorse necessarie», ha aggiunto il sindaco.

Le difficoltà riguardano anche il trasporto pubblico locale e i servizi educativi. «Per le scuole e i nidi, in particolare, gli investimenti del PNRR ci hanno consentito di realizzare nuove strutture, ma non sempre sono stati accompagnati da risorse adeguate a sostenerne i costi di gestione e del personale. A questo si aggiungono le esigenze legate ai servizi estivi per bambini e ragazzi, per i quali i finanziamenti disponibili non sono sufficienti a rispondere alla domanda delle famiglie. Dobbiamo cambiare approccio: servono risorse certe e strutturali direttamente ai Comuni, che sono gli enti chiamati ogni giorno a garantire i servizi. I bonus possono dare un aiuto nell’immediato, ma non sostituiscono un sistema pubblico capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone. Senza finanziamenti adeguati, il rischio è che alle famiglie vengano riconosciuti aiuti che poi non trovano una risposta sufficiente nei servizi del territorio», ha concluso Biancani che ha ringraziato tutti i partecipanti e gli organizzatori, tra cui: CGIL, ANPI, Arci, Legambiente, il Partito Democratico di Pesaro e Urbino e tutte le altre sigle politiche presenti in piazza.

Comune di Pesaro

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