Cartoceto Dop, il Festival: il 28 Ottobre ed il primo Novembre il borgo diventa palco

Il grande mercato dell’Olio DOP Cartoceto e delle eccellenze, degustazioni, frantoi, Sentieri Verdi, laboratori e un programma diffuso con P-Funking, Funkasin, EteClown e Mago Dudi. E sulle mura di Piazza Garibaldi prende forma il futuro del Teatro del Trionfo

CARTOCETO – Due domeniche per celebrare l’oro verde delle Marche e un borgo intero che si anima. Il 25 ottobre e il 1° novembre torna “Cartoceto DOP, il Festival – 49ª Mostra Mercato dell’Olio e dell’Oliva”, organizzato dal Comune di Cartoceto e dalla Pro Loco Cartoceto APS, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e della Camera di Commercio delle Marche. Alla vigilia della cinquantesima edizione, la manifestazione costruisce attorno all’unica DOP olearia delle Marche un racconto che unisce agricoltura, paesaggio, gusto, cultura e spettacolo.

Il cuore sarà Piazza Garibaldi, dove dalle 9 apriranno la Mostra Mercato dell’Olio e dell’Oliva e il Mercato delle Eccellenze, dedicato alle produzioni agroalimentari di qualità della provincia di Pesaro e Urbino: vini, miele, conserve, confetture, formaggi e verdure accanto all’Olio DOP Cartoceto e ai suoi produttori. Da qui il percorso si allargherà al centro storico tra “Il mercato delle cose buone”, “La piazzetta dei mestieri”, osterie, visite ai frantoi, degustazioni e percorsi nel paesaggio.

Ad accompagnare le due domeniche saranno anche momenti di approfondimento dedicati all’agricoltura e al territorio. Sabato 24 ottobre il Consorzio Olio DOP Cartoceto propone “Cartoceto, terra da vivere. Il paesaggio rurale storico tra olivicoltura, cultura, pace e cammini”; sabato 31 ottobre sarà invece la volta di “L’olio nuovo DOP Cartoceto è una buona notizia”, incontro realizzato in collaborazione con Accademia dei Georgofili e Slow Food.

In entrambe le domeniche, inoltre, Piazza Garibaldi ospiterà “Il gusto dello sviluppo rurale”: nello spazio della Regione Marche dedicato al CSR Marche 2023-2027, tre aziende beneficiarie per giornata racconteranno esperienze, opportunità e progetti diventati realtà, con degustazione finale dei prodotti protagonisti. Un modo concreto per mostrare al pubblico come gli interventi di sviluppo rurale possano tradursi in innovazione, crescita delle imprese e valorizzazione delle produzioni. Al Frantoio della Rocca, invece, l’I.I.S. “A. Cecchi” di Pesaro proporrà “Nettare Divino”, degustazione guidata dei vini della propria azienda agricola.

Quest’anno più che mai il borgo diventa palco. Con il Teatro del Trionfo temporaneamente chiuso per i lavori del primo Polo Performativo Multisensoriale d’Italia, la programmazione artistica esce dal teatro e conquista piazze, vicoli e belvedere. Il 25 ottobre arrivano la P-Funking Band ed EteClown, già visto a Tú Sí Que Vales; il 1° novembre la Funkasin e Mago Dudi, protagonista di Dalla strada al palco su Rai 1. A completare la proposta Vagatrio, Banda Sonora, 4EVER Young e numerosi live diffusi nel centro storico.

Tornano anche i Sentieri Verdi, tra camminate e percorsi in bicicletta attraverso colline, uliveti e frantoi, e le mostre diffuse, con “Strade di Cartoceto. Racconti fotografici di Mario Dondero”, gli artisti locali e “Oltre il paesaggio” del Liceo Artistico “F. Mengaroni” di Pesaro. Sulle mura di Piazza Garibaldi, infine, la videoproiezione “Che cos’è un Polo Performativo Multisensoriale?” racconterà la trasformazione del Trionfo e le nuove esperienze che potrà ospitare.

APPROFONDIMENTI

ENOGASTRONOMIA E AGROALIMENTARE

L’olio DOP e le eccellenze al centro

È dall’olio che parte il racconto di Cartoceto DOP, il Festival. Nelle due domeniche, Piazza Garibaldi torna a essere il cuore della Mostra Mercato dell’Olio e dell’Oliva, con gli stand dei produttori e l’Olio DOP Cartoceto al centro di un percorso dedicato alla qualità e alla cultura agricola del territorio. Accanto alla Mostra Mercato prende forma il Mercato delle Eccellenze, mentre la proposta si estende lungo il borgo con “Il mercato delle cose buone” in via Umberto I e “La piazzetta dei mestieri” in Piazza XX Settembre.

Il Festival diventa così anche un luogo d’incontro tra produttori, cittadini e visitatori, dove acquistare ma soprattutto conoscere ciò che sta dietro a una produzione di qualità: territori, materie prime, tecniche e persone.

In questa prospettiva si inserisce la presenza in Piazza Garibaldi dello stand istituzionale di Sviluppo Rurale Marche, punto di incontro tra istituzioni, imprese agricole, operatori e cittadini. Lo spazio permetterà di conoscere le opportunità del CSR Marche 2023-2027 e il ruolo degli investimenti sostenuti attraverso la Politica Agricola Comune nei processi di innovazione, competitività e valorizzazione dell’agricoltura marchigiana. Alcune aziende beneficiarie degli interventi di sviluppo rurale presenteranno direttamente i propri progetti e i risultati raggiunti, accompagnandoli con momenti di degustazione dei prodotti: un modo concreto per raccontare come le risorse europee possano tradursi in sviluppo, qualità e nuove opportunità per le imprese e per i territori.

Anche il mondo della formazione entra in questo percorso. Al Frantoio della Rocca, l’I.I.S. “A. Cecchi” di Pesaro propone degustazioni guidate dei vini realizzati dalla propria azienda agricola, avvicinando il pubblico alle produzioni attraverso conoscenza e assaggio.

E poi ci sono i luoghi in cui l’olio nasce davvero. Durante il Festival sarà possibile visitare, su prenotazione, Frantoio del Trionfo, Frantoio della Rocca, Frantoio Serafini e Azienda Agricola San Martino dell’Arcobaleno, entrando direttamente negli spazi della produzione e negli oliveti del territorio.

AGRICOLTURA, CONOSCENZA E SVILUPPO RURALE

Dal paesaggio ai progetti che diventano realtà

Accanto al mercato e alla dimensione conviviale, il Festival dedica uno spazio importante alla conoscenza, al confronto e alle prospettive dell’agricoltura.

Ad anticipare la prima domenica, sabato 24 ottobre alle 15.30, il Consorzio Olio DOP Cartoceto propone a Palazzo del Popolo “Cartoceto, terra da vivere. Il paesaggio rurale storico tra olivicoltura, cultura, pace e cammini”. Un incontro che guarda al paesaggio rurale non soltanto come scenario, ma come patrimonio costruito nel tempo dall’agricoltura e come elemento identitario, culturale e attrattivo del territorio.

Il secondo fine settimana si apre invece sabato 31 ottobre, sempre alle 15.30, con “L’olio nuovo DOP Cartoceto è una buona notizia”, incontro a cura del Consorzio Olio DOP Cartoceto in collaborazione con Accademia dei Georgofili e Slow Food. Al centro, l’olio nuovo, la cultura della qualità e il valore di una produzione profondamente legata al proprio areale.

Nelle due domeniche entra poi nel vivo “Il gusto dello sviluppo rurale”. Dalle 15.30, nello spazio istituzionale della Regione Marche dedicato al CSR Marche 2023-2027, tre aziende beneficiarie per ciascuna giornata presenteranno esperienze, investimenti e progetti sostenuti attraverso gli interventi di sviluppo rurale. Il racconto si concluderà con la degustazione dei prodotti protagonisti, mettendo direttamente in relazione politiche agricole, imprese e pubblico.

Lo spazio diventa così un punto di incontro tra istituzioni, aziende e cittadini e un’occasione per conoscere in modo concreto le opportunità del CSR Marche 2023-2027 e i risultati che gli investimenti possono generare in termini di innovazione, competitività, qualità delle produzioni e sviluppo dei territori rurali.

A completare questo racconto, nei pomeriggi di sabato 24 e 31 ottobre, Piazza Garibaldi ospita WIVA – il Mercato Contadino, con aziende agricole e artigianali del territorio: uno spazio dedicato ai saperi, alle produzioni locali e al rapporto diretto tra chi produce e chi acquista.

FOOD E CONVIVIALITÀ

Il Festival si assaggia anche a tavola

A Cartoceto il gusto continua anche fuori dal mercato. Durante le due domeniche, osterie, ristoranti, food truck e punti ristoro costruiscono una proposta diffusa che accompagna il visitatore tra una piazza e l’altra e prolunga il Festival fino a sera.

In Piazza Garibaldi è attivo il punto ristoro della Pro Loco, mentre lungo il centro storico si incontrano cucine, osterie e spazi dedicati ai sapori del territorio. La Piazzetta di via Guerrazzi torna a essere un luogo informale in cui fermarsi tra panini al prosciutto nostrano tagliato a mano, maritozzi al mosto, vino locale e musica: il 25 ottobre con Overcover, il 1° novembre con DJ Vampa.

Il Belvedere Cardinal Pandolfi, invece, ospita BBQ, Beer&Music: dalle 16.30 le birre di Oltremondo, le carni di BBQ Roger e la musica dal vivo trasformano la terrazza in uno degli spazi più conviviali del Festival. Il 25 ottobre la musica dei 2THEMOON, il 1° novembre Upstream Acoustic.

Il cibo diventa così parte dell’esperienza complessiva: non soltanto qualcosa da assaggiare, ma un’occasione per fermarsi, incontrarsi e vivere il borgo.

MUSICA E SPETTACOLO

Il borgo diventa palco

La temporanea indisponibilità del Teatro del Trionfo diventa nel 2026 una precisa chiave artistica: lo spettacolo esce dal teatro e conquista Cartoceto. Piazze, vicoli e belvedere si trasformano in luoghi performativi e la musica incontra direttamente il pubblico lungo il suo percorso.

Domenica 25 ottobre protagonista delle strade sarà la P-Funking Band, formazione umbra che fonde funk, disco, jazz, rhythm’n’blues e soul in uno show fatto di fiati, groove, arrangiamenti originali e coreografie. Una band che ha portato la propria energia dal Concertone del Primo Maggio ai festival italiani ed europei, fino alle collaborazioni con artisti come Max Gazzè e Andrea Giuffredi.

Domenica 1° novembre sarà invece la volta della Funkasin Street Band: tre percussioni e undici fiati per una formazione itinerante che mescola rock, funk, jazz e disco, trasformando le strade in una festa attraverso ritmo, movimento e coinvolgimento del pubblico.

In entrambe le domeniche il Vagatrio attraverserà il centro storico con organetto, fisarmonica, zampogna, fiati e tamburi, portando nel Festival la tradizione musicale del Centro e Sud Italia.

Domenica 25 ottobre anche Piazza Garibaldi avrà la sua “Banda Sonora”: il Corpo Bandistico di Cartoceto proporrà un concerto tra celebri colonne sonore e brani pop dagli anni Settanta ai Duemila, accompagnando poi musicalmente anche l’inaugurazione ufficiale della manifestazione.

Un’attenzione particolare è riservata ai giovani del territorio con 4EVER Young, lo spazio-spettacolo di Piazza XX Settembre. Il 25 ottobre i B-Boys in Action portano break dance e acrobazie urbane; il 1° novembre la Morettas Band attraversa la musica italiana dagli anni Sessanta ai successi contemporanei. Due linguaggi diversi per una stessa idea: offrire ai nuovi talenti un proprio spazio all’interno del Festival.

BAMBINI E FAMIGLIE

Piazza, spettacolo e creatività

Piazza XX Settembre è anche il cuore della proposta dedicata alle famiglie. Domenica 25 ottobre arriva EteClown con “Il mio cuore per te”. Mariano Torres, artista già approdato a Tú Sí Que Vales, costruisce attraverso mimo, improvvisazione e una comicità immediata un rapporto diretto con il pubblico, trasformando la piazza in un imprevedibile gioco di incontri.

Domenica 1° novembre tocca invece a Mago Dudi con “La Bottega delle Stramaganze”. Un carretto carico di storie e prodigi, antichi giochi di prestigio, illusionismo e partecipazione del pubblico per uno spettacolo pensato per tutti. Mago Dudi ha portato la sua arte anche sul palco di Dalla strada al palco su Rai 1.

La dimensione partecipativa continua all’Officina di via Ripe, dove i bambini dai 6 ai 10 anni potranno mettere letteralmente le mani nella creatività con il laboratorio della pizza, tra impasto, farcitura e assaggio, e con il laboratorio delle zucche, ispirato alle atmosfere di Halloween. Le attività sono a ingresso libero con prenotazione consigliata.

Completano il programma il Mercatino dei bambini del 25 ottobre e il Mercatino dei piccoli artisti del 1° novembre, realizzati con il coinvolgimento di genitori e alunni dell’Istituto Comprensivo Marco Polo.

SENTIERI VERDI

Prima della piazza, le colline

Con I Sentieri Verdi, il Festival invita a conoscere il territorio attraversandolo lentamente, tra uliveti, frantoi, colline e panorami.

Il programma comprende percorsi guidati a piedi, itinerari in bicicletta e mountain bike e la Ciclo Storica, con il coinvolgimento di numerose realtà sportive del territorio cui si aggiungono le camminate panoramiche guidate attraverso le campagne cartocetane. I percorsi convergono verso Piazza Garibaldi, dove l’arrivo diventa occasione di incontro e ristoro.

Un modo diverso di avvicinarsi al Festival, che unisce attività all’aria aperta, cicloturismo e turismo esperienziale, mettendo in relazione il paesaggio con le produzioni che proprio da quel paesaggio nascono.

ARTE E MOSTRE

Il borgo come spazio espositivo

Il percorso diffuso del Festival attraversa anche le arti visive. Gli spazi del centro storico accolgono pittura, acquerello, fotografia e progetti espositivi, trasformando la passeggiata nel borgo in un itinerario tra linguaggi differenti.

Alla Biblioteca “Afra Ciscato” trovano spazio acquerelli, pastelli, acrilici e dipinti degli artisti locali, insieme a “Strade di Cartoceto. Racconti fotografici di Mario Dondero”. Alle Copertelle di via delle Mura, il Liceo Artistico “F. Mengaroni” di Pesaro presenta “Oltre il paesaggio”, mentre via Cavour ospita L’Africa Chiama ODV, con la mostra fotografica dedicata ai progetti in Kenya e uno spazio solidale.

L’arte diventa così un’altra modalità di attraversamento del Festival: non confinata a un unico luogo, ma disseminata nel centro storico insieme alla musica, al gusto e allo spettacolo.

SPORT, SCUOLA E COMUNITÀ

Un Festival che coinvolge il territorio

Attorno alle proposte principali si sviluppa un calendario di appuntamenti che racconta il legame della manifestazione con la comunità.

Gli studenti sono protagonisti con la premiazione dei “Migliori studenti dell’anno” e con “Tale e Quale Art”, progetto che coinvolge le classi quarte delle scuole primarie nella riproduzione artistica dei principali monumenti di Cartoceto.

Il mondo dello sport entra nel Festival con il 1° Trofeo dell’Olio DOP, la gara di Boccia alla lunga, le premiazioni dei migliori sportivi dell’anno e gli appuntamenti di “Olio al Motore”, che il 25 ottobre porta a Cartoceto il Vespa Club Fano e il 1° novembre le Harley Davidson.

Nelle giornate di sabato 24 e 31 ottobre, inoltre, Piazza Garibaldi ospita WIVA – il Mercato Contadino, con aziende agricole e artigianali del territorio: un’anticipazione delle due domeniche principali e un ulteriore spazio dedicato ai saperi e alle produzioni locali.

IL TEATRO DEL TRIONFO E IL POLO PERFORMATIVO MULTISENSORIALE

La storia resta. Cambia il modo di viverla

Quella del 2026 è un’edizione particolare anche per il Teatro del Trionfo. Il sipario resta temporaneamente chiuso perché lo storico teatro è interessato dai lavori che porteranno alla nascita del primo Polo Performativo Multisensoriale d’Italia, progetto del Comune di Cartoceto selezionato e finanziato dal Ministero della Cultura.

L’intervento nasce dalla volontà di innovare senza cancellare l’identità del luogo. Architettura, atmosfera e memoria del Trionfo resteranno il cuore dello spazio, ma entreranno in dialogo con sensori di movimento, superfici interattive, visioni 3D, intelligenza artificiale, audio immersivo e proiezioni architetturali. Il nuovo Polo potrà accogliere performance immersive, realtà aumentata, presenze olografiche, attività per le scuole, laboratori e residenze artistiche, accanto alle produzioni teatrali più tradizionali.

Durante il Festival questo futuro sarà in qualche modo presentato. Con “Che cos’è un Polo Performativo Multisensoriale?”, le mura antiche di Piazza Garibaldi diventano una superficie narrativa sulla quale proiettare immagini e suggestioni dedicate alla trasformazione del Teatro. Un modo per portare simbolicamente il Trionfo fuori dalle proprie porte proprio nell’anno in cui lo spettacolo invade il borgo.

Il Teatro si prepara così a una nuova stagione, mentre Cartoceto sperimenta già una diversa geografia dello spettacolo: il palco non è più un solo luogo, ma il borgo intero.

LA DOP CARTOCETO

L’oro verde delle Marche

La DOP Cartoceto è l’unica denominazione di origine protetta olearia delle Marche e identifica l’olio extravergine prodotto nell’areale di riferimento secondo un disciplinare che ne tutela origine, caratteristiche e qualità. Dal 29 ottobre 2004 la denominazione “Cartoceto” è iscritta nel registro europeo delle DOP, riconoscimento che sancisce ufficialmente il legame tra il prodotto e il suo territorio.

L’areale comprende Cartoceto, Colli al Metauro nei territori degli ex Comuni di Saltara e Serrungarina, Mombaroccio e parte del territorio di Fano. È una terra dalla vocazione olivicola antichissima, disegnata da colline che si aprono verso il mare e da distese di ulivi che nei secoli hanno contribuito a definire non soltanto l’economia agricola, ma anche il paesaggio e l’identità culturale di questi luoghi.

La DOP Cartoceto nasce principalmente dalle cultivar Raggiola, Frantoio e Leccino, che devono costituire almeno il 70% del prodotto, alle quali possono aggiungersi altre varietà locali. Il profilo sensoriale restituisce un olio dal colore verde con riflessi dorati, dal fruttato di oliva verde e dalle leggere note erbacee, armonico al palato e caratterizzato dal dialogo tra fruttato, amaro e piccante.

L’ANNATA 2026

Rese contenute, profilo intenso

Le prime indicazioni dell’annata olearia 2026 restituiscono rese che si attestano mediamente tra il 10 e il 12% per quintale per le varietà Frantoio e Leccino, mentre la Raggiola arriva a registrare punte attorno al 14%.

Sul piano organolettico, gli oli della nuova annata mostrano un carattere ben definito, con amaro e piccante evidenti e profumi che richiamano in particolare carciofo e pomodoro. Particolarmente contenuti anche i valori di acidità, che si collocano indicativamente tra 0,1 e 0,2%.

Un’annata che, nelle prime evidenze, restituisce dunque oli dalla personalità marcata, nei quali la freschezza aromatica e le sensazioni vegetali raccontano con immediatezza le cultivar e il territorio di origine.

Emanuela Sabbatini

Rispondi