“I conti non tornano”: Cia Marche a Roma il 20 ottobre per la mobilitazione nazionale

Agricoltori marchigiani insieme a Toscana, Sardegna e Campania in piazza Montecitorio e piazza Capranica. Al centro i costi di produzione, i prezzi al consumo e il futuro della Pac

ANCONA – Cia-Agricoltori Italiani delle Marche aderisce alla mobilitazione nazionale “I conti non tornano. Tutto a carico di agricoltori e cittadini” e sarà a Roma il prossimo 20 ottobre. Gli agricoltori marchigiani saranno presenti insieme alle delegazioni di Toscana, Sardegna e Campania in piazza Montecitorio e piazza Capranica, per chiedere risposte a una crisi che, dal campo allo scaffale, pesa sui produttori e sulle famiglie.

La giornata si inserisce nelle sei giornate di presidio promosse da Cia nazionale davanti a Montecitorio, dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre, con centinaia di produttori in arrivo da tutta Italia. Al centro della mobilitazione ci sono il caro energia e carburante, il peso della spesa alimentare sui cittadini e le preoccupazioni per il futuro della Politica agricola comune. Questioni che riguardano il reddito delle imprese agricole, ma anche la sicurezza alimentare e la tenuta ambientale, economica e sociale dei territori.

“Non possiamo accettare che il prezzo della crisi continui a ricadere sugli agricoltori e sui cittadini – dichiara Alessandro Taddei, presidente di Cia Marche –. Le imprese devono affrontare costi di produzione sempre più difficili da sostenere, mentre le famiglie fanno i conti con il peso della spesa. Serve una distribuzione più equa del valore lungo la filiera, che riconosca il lavoro di chi produce e tuteli chi acquista. Il 20 ottobre porteremo a Roma le esigenze dell’agricoltura marchigiana, chiedendo che siano al centro delle scelte politiche”.

Per le Marche, la mobilitazione assume un significato particolare anche in relazione al futuro delle aree interne. La presenza delle aziende agricole contribuisce alla cura del paesaggio, alla difesa del suolo e alla vitalità delle comunità. Indebolire questo tessuto produttivo significa mettere a rischio un presidio essenziale per territori già esposti allo spopolamento e alla progressiva riduzione dei servizi.

“Dietro ogni azienda agricola ci sono lavoro, competenze e un legame quotidiano con il territorio – sottolinea Massimo Sandroni, direttore di Cia Marche –. Nelle nostre aree interne, la capacità delle imprese di continuare a produrre è strettamente legata alla possibilità delle comunità di restare vive. Per questo chiediamo interventi sui costi di produzione, strumenti che tutelino il reddito agricolo e una Pac capace di sostenere le aziende e le diverse realtà territoriali. La partecipazione insieme a Toscana, Sardegna e Campania darà voce a esigenze condivise, che richiedono risposte concrete”.

Cia Marche aderisce dunque alla mobilitazione nazionale per richiamare l’attenzione delle istituzioni su una difficoltà che attraversa l’intera filiera agroalimentare. L’appuntamento del 20 ottobre sarà l’occasione per ribadire che sostenere l’agricoltura significa tutelare la produzione di cibo, il potere d’acquisto dei cittadini e il futuro dei territori.

Ufficio stampa Logos Notizie

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