Futuro Nazionale: «Perché una bandiera straniera può rimanere sulla facciata del Comune? Chiediamo chiarezza sulla normativa, sugli atti autorizzativi e sul rispetto dei simboli della Repubblica»



 La bandiera palestinese esposta sulla facciata del Palazzo comunale di Pesaro e lo striscione Verità per Giulio Regeni sono al centro di un esposto presentato l’8 ottobre dalla rappresentante provinciale e dai referenti locali di Futuro Nazionale per Pesaro e Urbino.
La segnalazione è stata trasmessa a diverse Autorità istituzionali, tra cui la Presidenza della Repubblica, il Ministero dell’Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Prefettura di Pesaro e Urbino e la Soprintendenza competente, affinché siano effettuati gli accertamenti del caso.
La bandiera palestinese: quale autorizzazione e quale fondamento normativo?
Il primo punto riguarda la bandiera palestinese, la cui esposizione sulla facciata del Municipio è stata annunciata pubblicamente dal Comune il 27 giugno 2025e da allora il vessillo sarebbe rimasto esposto: una permanenza che i firmatari chiedono alle Autorità di verificare sotto il profilo normativo e amministrativo.
«Un conto è esprimere una posizione politica o solidarietà verso una popolazione, altro è utilizzare stabilmente la facciata di un edificio istituzionale per rappresentarla», dichiara l’Avv. Pia Perricci. «Il Municipio è la casa di tutti i cittadini e deve rispettare regole precise. Per questo chiediamo di conoscere l’atto che autorizza l’esposizione della bandiera palestinese e di verificare se tale scelta sia conforme alla legge n. 22 del 1998, al D.P.R. n. 121 del 2000 e alle indicazioni del Cerimoniale dello Stato».
L’esposto non chiede alle Autorità di esprimere giudizi sulla questione palestinese, ma di verificare la legittimità dell’esposizione e l’eventuale rispetto delle disposizioni che disciplinano i vessilli negli edifici pubblici.
Al centro della segnalazione vi è anche la necessità di accertare se e come siano state garantite l’esposizione della bandiera italiana e di quella dell’Unione Europea nelle giornate previste dalla normativa applicabile.
Lo striscione per Giulio Regeni: perché questa vicenda e non le altre?
Il secondo punto riguarda lo striscione Verità per Giulio Regeni, collocato sulla facciata del Municipio nel 2020 e nuovamente esposto nel 2025, dopo la sostituzione di quello deteriorato.
È proprio la permanenza nel tempo a sollevare un interrogativo che, secondo i firmatari, merita una risposta: quali criteri stabiliscono quali vicende debbano ricevere una rappresentazione permanente sulla facciata di un’istituzione pubblica?
«Nessuno mette in discussione il diritto di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni. Ma ci domandiamo: perché proprio questa vicenda deve avere una visibilità istituzionale permanente? E tutte le altre vittime di ingiustizie, le persone che denunciano errori giudiziari, coloro che attendono da anni risposte e riconoscimento, non meritano forse la stessa attenzione?», osserva Perricci.
«Il problema non è la richiesta di giustizia per una persona. Il problema è capire secondo quali criteri un’amministrazione scelga di dare spazio permanente a una causa e non ad altre. Se non esistono criteri generali, trasparenti e verificabili, si pone una questione di parità di trattamento e di imparzialità dell’istituzione».
L’esposto richiama, a questo proposito, gli articoli 3 e 97 della Costituzione, chiedendo di verificare se la scelta del Comune sia fondata su atti legittimi e criteri coerenti con i principi di uguaglianza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. I firmatari precisano che non si tratta di affermare un’illegittimità già accertata, ma di sollecitare una verifica formale.
Chi controlla il rispetto delle regole?
La segnalazione chiede inoltre di acquisire gli atti autorizzativi relativi alla bandiera palestinese e allo striscione, i regolamenti comunali applicabili, le eventuali comunicazioni con la Prefettura e la documentazione fotografica e audiovisiva disponibile per gli anni 2020-2026.
Alla Prefettura viene chiesto di chiarire se siano state effettuate verifiche sulla corretta esposizione dei vessilli presso il Comune di Pesaro. Alla Soprintendenza viene chiesto di valutare, per quanto di competenza, la compatibilità degli elementi collocati sulla facciata con l’eventuale disciplina di tutela dell’edificio.
«Non attribuiamo responsabilità personali e non anticipiamo conclusioni che spettano alle Autorità competenti. Chiediamo atti, risposte e verifiche», sottolinea Perricci.
«La nostra posizione è chiara: le sedi istituzionali devono essere gestite nel rispetto della legge e nell’interesse dell’intera comunità. La bandiera italiana, quella europea, gli eventuali vessilli aggiuntivi e i messaggi esposti sulle facciate pubbliche non possono essere una questione affidata soltanto alla discrezionalità politica, senza una base normativa verificabile».


UFFICIO STAMPA
provinciale di Futuro Nazionale\
Provincia di Pesaro e Urbino

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