Scoperta sulla facciata di Palazzo Mazzolari Mosca è dedicata ai soldati polacchi che contribuirono alla Liberazione della città. Presenti alla cerimonia la figlia del generale Anders e il consigliere dell’Ambasciata di Polonia a Roma Pniejnia-Olszynski
È stata scoperta sulla facciata di Palazzo Mazzolari Mosca, in via Rossini, la targa commemorativa dedicata al II Corpo d’Armata polacco, che contribuì alla Liberazione della città dal nazifascismo avvenuta il 2 settembre 1944. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Andrea Biancani, il presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni, l’assessora alle Politiche educative e alle Politiche giovanili Camilla Murgia, il consigliere dell’Ufficio Economico dell’Ambasciata di Polonia a Roma Piotr Pniejnia-Olszynski, Anna Maria Anders, figlia del generale Władysław Anders (e già ambasciatrice della Repubblica di Polonia in Italia, comandante del II Corpo d’Armata polacco, Robert Lyscarz e Maurizio Nowak, dell’Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia in Italia, le autorità del territorio e numerose cittadine e cittadini.
Biancani ha sottolineato il significato della targa, collocata in via Rossini, affinché la memoria della Liberazione «possa essere incontrata ogni giorno», anche al di fuori delle celebrazioni istituzionali. «Siamo qui per scoprire una targa che ricorda il contributo dei soldati del II Corpo d’Armata polacco alla Liberazione di Pesaro dal nazifascismo – ha detto -. Abbiamo voluto collocarla sulla facciata di Palazzo Mazzolari Mosca perché sia visibile a tutti e perché questa storia continui a far parte della vita della nostra città». Una scelta che si lega anche alla presenza, a pochi metri, di due targhe dedicate all’impegno dei partigiani e della Brigata Maiella. «A queste aggiungiamo una terza testimonianza, che ricorda la storia comune di coloro che, arrivando da luoghi e percorsi diversi, hanno combattuto per liberare Pesaro», ha spiegato il sindaco, ricordando come la Liberazione sia stata il risultato del contributo di forze diverse, unite da un obiettivo comune. Biancani ha ripercorso la storia dei soldati polacchi, molti dei quali furono deportati e imprigionati in Unione Sovietica dopo l’invasione della Polonia del 1939 da parte della Germania nazista e dell’Unione Sovietica. Una volta liberati, scelsero di continuare a combattere e raggiunsero l’Italia per partecipare alla campagna contro le forze tedesche. Nell’estate del 1944 contribuirono alla Liberazione di Pesaro insieme agli Alleati e ai partigiani della Brigata Maiella. «La nostra città non fu liberata da una sola forza, ma dal contributo di persone che, pur con storie e provenienze diverse, avevano un obiettivo comune», ha ricordato il primo cittadino. «C’è poi un aspetto della vicenda polacca che va sottolineato: questi soldati combatterono per liberare l’Italia dal nazifascismo, ma alla fine della guerra molti di loro non poterono tornare in una Polonia davvero libera, perché rimasta sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Per loro, la vittoria sul nazismo non significò anche la riconquista della libertà per il proprio Paese». Un sacrificio che Pesaro intende continuare a ricordare, anche attraverso un segno collocato in una delle strade più conosciute e frequentate della città. «Ci auguriamo che questa targa possa diventare un’occasione per incontrare la storia anche durante una passeggiata. Che qualcuno si fermi a leggerla, si chieda chi fossero quei soldati e che cosa fecero per la nostra città. Vorremmo che la storia ci attraversasse anche nella vita quotidiana, fuori dalle cerimonie e dai libri, e che questa targa ricordasse ogni giorno che la libertà di cui godiamo è stata conquistata anche grazie al sacrificio di persone venute da lontano». Il sindaco ha poi richiamato l’attualità di questo messaggio, in un momento storico segnato da guerre, invasioni e violenze che costringono intere popolazioni a difendersi o ad abbandonare le proprie case. «La storia del Secondo Corpo d’Armata polacco ci ricorda che la libertà è una forza capace di spingerci oltre la paura, di farci affrontare il rischio e il pericolo e di superare ogni egoismo. È un’ambizione che non può essere data per scontata, ma che va riconosciuta e difesa». «Per questo, fare memoria non significa soltanto guardare al passato, ma raccoglierne l’eredità e lasciarci interrogare dal suo insegnamento, scegliere da che parte stare», ha proseguito. «Come Amministrazione comunale, vogliamo continuare a trasmettere questa storia alle nuove generazioni, perché conoscano il contributo di chi ha combattuto contro il nazifascismo e comprendano il valore della libertà, della democrazia e del rispetto tra i popoli». Il sindaco ha rivolto un ringraziamento particolare a Piotr Pniejnia-Olszynski e ad Anna Maria Anders, la cui presenza ha rinnovato il legame tra Pesaro e la Polonia. La figlia del generale Anders era già stata in città il 2 settembre 2024, in occasione dell’80° anniversario della Liberazione. In quell’occasione aveva raccontato quanto suo padre fosse legato a Pesaro e alle Marche, luoghi che rappresentavano per lui la vittoria.
Nel suo discorso, il consigliere dell’Ufficio Economico dell’Ambasciata di Polonia a Roma Piotr Pniejnia-Olszynski, ha rivolto un augurio: «Che questa targa, su questo palazzo, parli ai giovani di Pesaro che passeranno qui davanti. Che dica loro che molti anni fa ragazzi venuti da lontanissimo, cacciati dalla loro terra, attraversarono il mondo per combattere accanto a noi. Che dica loro che la libertà ha un prezzo, e che il modo migliore per onorarlo è non sprecarla. All’Ambasciatrice Anna Maria Anders, figlia del generale, va la nostra gratitudine: la sua presenza oggi rende viva e concreta una storia che altrimenti il nostro grazie profondo, a nome della Polonia.
Anders, ha ringraziato la città per l’accoglienza e l’iniziativa, sottolineando il legame con l’Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia in Italia «quasi una famiglia per me, ci incontriamo ovunque» ed evidenziato «l’emozione nel vedere apposta questa targa; è una giornata eccezionale». Un sentimento condiviso anche dall’Associazione rappresentata da Robert Lyscarz che ha rimarcato il valore «del luogo in cui la targa è stata apposta. Per noi figli di quei soldati è un grande giorno oggi l’emozione nel vedere apposta questa targa, farà conoscere meglio la storia della città; per noi è una giornata eccezionale».
Durante la cerimonia, il presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni ha ricordato il valore della targa come segno concreto della riconoscenza di Pesaro verso i soldati polacchi, «venuti da lontano e segnati da vicende personali spesso drammatiche», che combatterono anche sul territorio cittadino per la libertà. «La storia della Liberazione ci insegna che la libertà è stata conquistata grazie al contributo di uomini e donne diversi per provenienza, lingua e storia, ma uniti dalla volontà di sconfiggere il nazifascismo», ha sottolineato, evidenziando l’importanza di trasmettere questa memoria alle nuove generazioni.
L’assessora Camilla Murgia ha inquadrato la cerimonia nel percorso di memoria avviato dall’Amministrazione comunale in occasione dell’80° anniversario della Liberazione di Pesaro, nel settembre 2024, quando la città aveva accolto Anna Maria Anders. L’iniziativa rappresenta il mantenimento dell’impegno assunto in quell’occasione: affiancare alle targhe già presenti una testimonianza dedicata al contributo dei soldati polacchi. «La nostra città è libera grazie a una rete solidale di donne e uomini coraggiosi che hanno dato la propria vita per la libertà», ha ricordato l’assessora, sottolineando l’importanza di «rendere questa storia conosciuta da tutti, soprattutto dai giovani».
Il pomeriggio è proseguito alla Biblioteca San Giovanni, con la presentazione del volume «Da Varsavia a Bologna. Il II Corpo d’Armata polacco in Italia (1943-1946)» di Enzo Casadio. All’incontro, introdotto dall’assessora Murgia, hanno partecipano l’autore e Robert Lyscarz e Maurizio Nowak, dell’Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia.
Comune di Pesaro


