Il Presidente Taddei: “Dare prospettive alle imprese agricole significa creare le condizioni perché le comunità possano continuare a vivere e lavorare in montagna”
SERRA SANT’ABBONDIO – Cia-Agricoltori Italiani delle Marche, tra i firmatari della Carta di Fonte Avellana, ha rinnovato il proprio impegno per lo sviluppo delle aree interne e montane in occasione del trentesimo anniversario del documento nel Monastero di Fonte Avellana, a Serra Sant’Abbondio, durante una giornata di confronto dedicata a “Una nuova stagione di interventi di sviluppo locale per l’Appennino”, con il contributo di istituzioni, esperti e firmatari della Carta.
Un appuntamento che per Cia Marche ha rappresentato l’occasione per riportare al centro del dibattito il ruolo delle imprese agricole nella vitalità economica e sociale dei territori, nella gestione del paesaggio e nella cura del patrimonio agro-silvo-pastorale. Il programma ha affrontato la gestione sostenibile di questi beni nell’epoca del cambiamento climatico e il rapporto tra ambiente e sviluppo socio-economico delle aree interne.
“La Carta di Fonte Avellana ci richiama a una responsabilità concreta: costruire le condizioni perché vivere e lavorare nell’Appennino sia una scelta possibile, soprattutto per i giovani – dichiara Alessandro Taddei, Cia Marche –. Le aziende agricole sono parte essenziale di questa prospettiva: producono cibo, mantengono vivi i territori e contribuiscono alla cura del suolo, dei pascoli e del paesaggio. Questo lavoro deve trovare un riconoscimento nelle politiche pubbliche e, prima ancora, nella possibilità di ottenere un reddito adeguato”.
Per Cia Marche, una nuova stagione di sviluppo locale deve partire dalle esigenze di chi nei territori opera ogni giorno: accesso ai servizi, collegamenti e infrastrutture digitali, procedure amministrative più semplici, sostegno al ricambio generazionale e valorizzazione delle produzioni locali. Occorre rafforzare le opportunità di lavoro e le filiere capaci di trattenere valore nelle comunità, favorendo la collaborazione tra agricoltura, gestione forestale, trasformazione e accoglienza.
“A trent’anni dalla Carta, il suo anniversario deve diventare un’occasione per assumere impegni verificabili – prosegue Taddei –. Chiediamo continuità negli interventi e un coinvolgimento effettivo delle imprese e delle comunità nelle scelte. La tutela dell’ambiente e lo sviluppo economico devono procedere insieme: dare un futuro all’agricoltura delle aree interne significa dare un futuro ai paesi, alle famiglie e a un patrimonio che appartiene a tutte le Marche”.
Ufficio stampa Logos Notizie

