Ascensori, mercato globale verso i 116 miliardi di dollari entro il 2030. In Italia oltre la metà degli impianti ha più di 35 anni

L’Italia si conferma uno dei Paesi più importanti al mondo nel settore della mobilità verticale. Con oltre un milione di ascensori in esercizio e circa 10 mila nuove installazioni ogni anno, il nostro Paese possiede il terzo parco ascensori più grande del pianeta, alle spalle della Cina e della Spagna.

Il comparto è destinato a crescere in maniera significativa nei prossimi anni. Secondo le stime di Grand View Research, il mercato mondiale degli ascensori passerà dai 79 miliardi di dollari registrati nel 2024 a oltre 116 miliardi entro il 2030, con una crescita complessiva del 47% e un tasso medio annuo del 6,7%.

A sostenere questa espansione sono fattori come l’urbanizzazione, l’invecchiamento della popolazione e la crescente richiesta di edifici più accessibili, efficienti e sostenibili. A livello globale sono attualmente in funzione oltre 18 milioni di ascensori, mentre ogni anno ne vengono installati circa 1,2 milioni.

Se nei Paesi emergenti il mercato è trainato soprattutto dalle nuove costruzioni, in Europa il tema centrale è sempre più quello della modernizzazione degli impianti esistenti. Una tendenza destinata a rafforzarsi grazie alla diffusione di tecnologie digitali, sistemi di manutenzione predittiva e soluzioni orientate al risparmio energetico.

In questo scenario l’Italia rappresenta un caso particolarmente significativo. Oltre il 50% degli ascensori presenti sul territorio nazionale ha infatti più di 35 anni di vita. Ciò significa che oltre 500 mila impianti necessitano di interventi di rinnovo e adeguamento per migliorare sicurezza, efficienza energetica e qualità del servizio.

«Gli ascensori stanno diventando sempre più intelligenti, connessi e sostenibili grazie all’integrazione di tecnologie digitali e sistemi di manutenzione avanzati», spiega Giovanni Lorino, Managing Director di KONE Italia & Ibérica. «Oggi la vera sfida non riguarda soltanto le nuove installazioni, ma la valorizzazione di un patrimonio già esistente che, in molti casi, richiede interventi di ammodernamento».

La questione riguarda da vicino anche il patrimonio edilizio italiano. Oltre il 70% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1980 e meno del 10% negli ultimi vent’anni. Molti immobili, quindi, sono nati in un contesto normativo molto diverso dall’attuale, soprattutto sul fronte dell’accessibilità e della sicurezza.

L’aspetto sociale è altrettanto rilevante. In Italia circa una persona su quattro ha più di 65 anni e l’invecchiamento della popolazione rende sempre più importante la presenza di sistemi di mobilità verticale efficienti. Gli ascensori rappresentano infatti uno strumento fondamentale per garantire autonomia, inclusione e qualità della vita, soprattutto nelle aree urbane.

Secondo gli operatori del settore, la modernizzazione degli impianti può contribuire ad aumentare il valore degli immobili, ridurre i consumi energetici e prolungare la vita utile delle installazioni esistenti senza necessariamente procedere alla loro completa sostituzione.

Anche la European Lift Association ha indicato il rinnovo degli impianti tra le priorità strategiche per il futuro del comparto, ponendo l’attenzione su sicurezza, accessibilità ed efficienza energetica. Un segnale che conferma come l’ascensore stia assumendo un ruolo sempre più centrale nella progettazione e nella gestione degli edifici moderni.

Fonte: KONE Italia

Nino Valangamani

Redazione Pesaro Notizie

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