Giornata della Solidarietà, il sindaco Biancani: «Pesaro ha un cuore grande. Il modo migliore per ricordare don Gaudiano è continuare a stare accanto agli ultimi»

La città ricorda di don Gianfranco Gaudiano, a 33 anni dalla scomparsa, e i 50 anni del CEIS, insieme a Don Ciotti. Il sindaco: «La solidarietà non può restare una bella parola, deve diventare un’azione concreta e quotidiana»

«Pesaro è una città dal cuore grande, perché tante persone scelgono ogni giorno di metterlo a disposizione degli altri. Il nostro compito è custodire questo patrimonio e farlo crescere, affinché nessuno venga lasciato solo». È il messaggio lanciato dal sindaco Andrea Biancani, intervenuto oggi al Teatro Sperimentale in occasione della Giornata della Solidarietà, dedicata alla memoria di don Gianfranco Gaudiano, a 33 anni dalla sua scomparsa, e ai cinquant’anni di attività del CEIS di Pesaro (Centro Italiano di Solidarietà).

Un appuntamento importante per la città, che celebra mezzo secolo di impegno a fianco delle persone più fragili, nel segno dell’eredità umana e sociale lasciata da don Gaudiano.

Nel corso del suo intervento, il sindaco ha ringraziato la Fondazione Don Gaudiano, il CEIS e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa, rivolgendo un saluto particolare a don Luigi Ciotti, ospite dell’incontro, e al professor Ivano Dionigi, insieme agli operatori, ai volontari, alle associazioni e ai cittadini presenti.

«Don Gaudiano non si limitava a parlare degli ultimi: stava loro accanto, cercava di conoscerli, ascoltarli e aiutarli, senza giudicarli per il loro passato o per le difficoltà che stavano vivendo. Ci ha insegnato che dietro ogni fragilità c’è una persona, con una storia, dei sentimenti e una dignità da rispettare. È un insegnamento attuale, che dobbiamo continuare a mettere in pratica ogni giorno», ha sottolineato Biancani.

Il sindaco ha quindi ricordato il valore del lavoro svolto in questi cinquant’anni dal CEIS, una realtà che rappresenta concretamente la continuità di quel messaggio e l’impegno di una comunità capace di rispondere ai bisogni delle persone attraverso l’ascolto, l’accoglienza e l’accompagnamento.

«Il CEIS è uno degli esempi più significativi di una rete di solidarietà che rende Pesaro una città attenta alle persone. Penso alle associazioni, alle fondazioni, alle cooperative sociali, alle organizzazioni di volontariato, agli operatori e ai tantissimi volontari che dedicano tempo ed energie agli altri, spesso senza cercare riconoscimenti. A tutti loro va il mio ringraziamento personale e quello dell’intera città».

Nel corso della serata è stato inoltre previsto un momento di riconoscimento dedicato a don Franco Tamburini, che ha raccolto il testimone di don Gianfranco Gaudiano alla guida del CEIS dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1993. La consegna della targa da parte del CEIS rappresenta un segno di gratitudine per la continuità di un percorso che, da cinquant’anni, mantiene al centro la dignità delle persone e la vicinanza a chi vive situazioni di difficoltà.

Biancani ha richiamato anche il significato della presenza di don Luigi Ciotti, «un’occasione importante per tutta la nostra comunità. Attraverso il Gruppo Abele, al fianco delle persone in difficoltà, e Libera, impegnata nella lotta alle mafie e nella promozione della legalità, porta avanti da decenni un lavoro prezioso. A lui va il ringraziamento mio personale e di tutta la città per la sua testimonianza, che ci ricorda l’importanza di non voltarsi dall’altra parte e di impegnarsi concretamente per una società più giusta e solidale».

Infine un messaggio rivolto anche ai giovani, che saranno coinvolti nelle iniziative della giornata successiva dedicate al mondo della scuola. «Ai ragazzi voglio dire che, anche se non sono responsabili dei tanti problemi del mondo di oggi, possono essere parte attiva delle soluzioni. Impegnatevi per ciò in cui credete, partecipate, date una mano a un’associazione, diventate volontari. Non pensate che il vostro contributo sia inutile soltanto perché i problemi sono grandi: le cose non cambiano da sole, servono persone che abbiano il coraggio di fare la propria parte».

E conclude: «Il modo migliore per ricordare don Gaudiano è continuare a fare ciò che ci ha insegnato: stare accanto agli ultimi, rispettare ogni persona e non smettere mai di credere nella possibilità di ricominciare. E il modo migliore per celebrare i cinquant’anni del CEIS è proseguire insieme questo percorso per i prossimi cinquant’anni. Perché una città è davvero una comunità quando si prende cura di tutti, soprattutto di chi ha più bisogno».

Comune di Pesaro

Rispondi