
Il progetto “Diamo valore al territorio” sarà rinnovato per altri tre anni e si amplia con nuovi partner
Piccole, preziose per la biodiversità e capaci anche di raccontarci molto sullo stato dell’ambiente in cui viviamo. Le api sono vere e proprie “sentinelle ambientali” e a Pesaro, da tre anni, vengono utilizzate anche per monitorare la qualità del territorio. Questo è stato uno dei temi al centro delle due giornate di studio (1 e 2 ottobre, al Parco Miralfiore) dedicate a pollini, spore, cambiamenti climatici e monitoraggio aerobiologico, organizzate da Arpa Marche, Arpa Veneto, Arpa Friuli Venezia Giulia e Comune di Pesaro. «Le api non sono soltanto fondamentali per l’impollinazione e quindi per la biodiversità – sottolinea l’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti – ma ci permettono anche di conoscere meglio l’ambiente in cui viviamo. Attraverso ciò che raccolgono durante i loro spostamenti possiamo avere informazioni sulla varietà delle piante presenti e verificare l’eventuale presenza di alcune sostanze inquinanti. È un modo semplice da spiegare ma scientificamente molto importante per tenere sotto osservazione la salute del territorio».
Dal 2023 Pesaro partecipa infatti al progetto “Diamo valore al territorio: biomonitoraggio ambientale mediante le api”, che utilizza le arnie come vere e proprie “centraline ambientali”. Le api, muovendosi sul territorio per raccogliere nettare e polline, entrano in contatto con una vasta porzione dell’ambiente circostante. L’analisi delle api e dei prodotti dell’alveare, come miele, cera e propoli, permette così di raccogliere informazioni sia sulla biodiversità vegetale sia sull’eventuale presenza di contaminanti.
Tre dei siti di monitoraggio sono collocati nel territorio del Comune di Pesaro. Nei primi tre anni lo studio dei mieli ha rilevato una significativa varietà di essenze botaniche visitate dalle api, offrendo quindi una fotografia della ricchezza e della disponibilità delle risorse vegetali presenti.
Ma c’è anche un altro dato particolarmente significativo: le analisi svolte per ricercare contaminanti chimici, tra cui metalli, residui di prodotti fitosanitari e glifosato, non hanno evidenziato nel primo triennio criticità riconducibili alle sostanze ricercate nei campioni analizzati.
«È un risultato importante – prosegue Conti – che ci restituisce informazioni utili sulla qualità ambientale urbana e che allo stesso tempo ci spinge a proseguire il monitoraggio. Non basta infatti fotografare la situazione in un singolo momento: il valore di questi progetti sta proprio nella possibilità di osservare il territorio negli anni, coglierne le trasformazioni e avere dati scientifici a supporto delle nostre politiche ambientali».
Il progetto, nato nel 2023, è ora in fase di rinnovo per un ulteriore triennio e si amplia con l’ingresso di nuovi partner, tra cui Marche Multiservizi, il Consorzio Apistico Provinciale di Pesaro e Urbino e la Fondazione Wanda Di Ferdinando ente filantropico ETS, rafforzando una rete che mette insieme enti pubblici, ricerca, mondo dell’apicoltura e realtà del territorio.
«Proteggere le api significa proteggere la biodiversità, ma anche noi stessi – conclude l’assessora –. Gli impollinatori sono indispensabili per la riproduzione di moltissime specie vegetali e quindi per l’equilibrio degli ecosistemi. In una fase segnata dall’aumento delle temperature e da eventi meteorologici sempre più intensi, tutelare il verde urbano e conoscerne sempre meglio lo stato di salute è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti. Pesaro vuole continuare a farlo attraverso la collaborazione con Arpa e con tutti i partner del progetto, mettendo insieme ricerca scientifica, monitoraggio e tutela concreta dell’ambiente».
Comune di Pesaro
