Il sindaco scrive al presidente Acquaroli, all’assessore Calcinaro e al direttore generale di AST1 Carelli: «Dobbiamo iniziare a lavorare insieme. Servono programmazione e quindi una visione sul futuro di questa parte di città. No a speculazioni, pensiamo a un vero Polo della Salute»
«Il futuro dell’area dell’attuale ospedale San Salvatore va programmato adesso, insieme al futuro della sanità territoriale della città. Non possiamo aspettare che il nuovo nosocomio di Muraglia sia terminato per iniziare a chiederci cosa fare di un’area di circa 34mila metri quadrati, strategica per Pesaro e per l’intero territorio. La città non può permettersi il rischio di avere un’altra area abbandonata –com’è il San Benedetto nella parte della Regione- in pieno centro storico».
È quanto scrive il sindaco Andrea Biancani nella lettera inviata al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e al direttore generale di AST Pesaro Urbino Alberto Carelli, chiedendo «di avviare una programmazione e un confronto istituzionale sul futuro dell’area del San Salvatore e, più in generale, sulla destinazione del patrimonio pubblico sanitario presente in città». Un ragionamento che, «inevitabilmente dovrà comprendere anche la parte dell’ex manicomio di proprietà dell’AST».
Una richiesta che il sindaco aveva già avanzato a gennaio 2026 e che ha rinnovato a settembre, durante il panel della Festa dell’Unità Pesaro 2026 che lo ha visto sul palco insieme ad Acquaroli. In quell’occasione Biancani aveva ribadito direttamente al presidente «la necessità di iniziare a ragionare il prima possibile e in maniera condivisa sul futuro dell’attuale area dell’ospedale, parallelamente al percorso per la realizzazione del nuovo presidio di Muraglia. Avevo già chiesto un incontro sul tema, torno a sollecitarlo».
«Sono favorevole al nuovo ospedale e mi auguro che il percorso possa procedere nel modo più rapido possibile – conferma il primo cittadino –. Ma proprio perché il trasferimento delle funzioni ospedaliere sarà un passaggio fondamentale per la città, dobbiamo iniziare ora a programmare cosa accadrà al San Salvatore. Aspettare la fine dei lavori significherebbe arrivare tardi, anche alla luce del fatto che, come Amministrazione comunale, stiamo portando avanti il nuovo Piano regolatore della città (il PUG, ndr)».
La proposta di Biancani è quella di trasformare l’area in un Polo della Salute, mantenendo una parte significativa del patrimonio al servizio della sanità pubblica e territoriale. «Penso alla Casa della Comunità, all’Ospedale di Comunità (oggi non previsto per Pesaro e che chiediamo alla Regione di inserire nella programmazione), ai servizi di prevenzione, alla diagnostica e alle altre funzioni sanitarie e sociosanitarie necessarie alla città. Il trasferimento dell’ospedale a Muraglia non deve essere soltanto la conclusione di una fase, ma l’occasione per costruire una sanità territoriale più forte e più vicina ai cittadini».
Nella lettera il sindaco chiede anche di «affrontare insieme il futuro della porzione dell’ex manicomio», quella di proprietà dell’AST (e non quella comunale su cui l’Amministrazione sta portando a termine l’intervento da 16milioni di euro), «evitando che le due aree vengano considerate separatamente. Parliamo di patrimonio pubblico e di spazi strategici per il futuro di Pesaro – dice -. Non vogliamo una semplice operazione urbanistica né una speculazione. Dobbiamo pensare a questa fase come a una nuova stagione di programmazione per il patrimonio pubblico e per i servizi della città. Dobbiamo decidere insieme come utilizzare questi immobili per rafforzare i servizi, la salute e la qualità urbana della città».
Per questo Biancani chiede a Regione e AST di «avviare quanto prima un percorso concreto per individuare le funzioni sanitarie e sociosanitarie da collocare nell’area, programmare il riutilizzo degli immobili e definire il futuro dell’ex manicomio al di là dell’ultima richiesta fatta di inserimento nel Piano Casa».
«Non sto chiedendo di decidere tutto e subito, ma di iniziare a lavorare insieme – incalza -. Le decisioni su un’area di queste dimensioni richiedono programmazione e quindi una visione sul futuro di questa parte di città. Quando il nuovo ospedale sarà pronto, dobbiamo essere già nelle condizioni di sapere quale sarà il futuro del San Salvatore. Il rischio, è che oltre a quella dell’ex manicomio abbandonata da decenni, si possa aggiungere un’altra area, addirittura 4 volte più grande, quella del San Salvatore, tra gli spazi degradati in pieno centro storico. Si tratta di una zona strategica per lo sviluppo della città in quanto collocata tra il centro storico, la stazione ferroviaria e vicino alla strada direttamente collegata con la Montelabbatese».
«Come ho già detto, sono un sindaco che vuole dialogare, tenendo bene a mente l’obiettivo: arrivare ai risultati. Mi aspetto che si possa fissare quanto prima un incontro e iniziare un percorso non più rinviabile» conclude il sindaco.
Comune di Pesaro


