Cammello Caramello e la Festa dei Fiori

Una mattina di autunno, Cammello Caramello si svegliò con uno starnuto.

“Etciù!”

Aprì gli occhi e vide un petalo rosa posato sulla sua gobba.

“Che strano! Nel deserto non succede mai!”

Guardò fuori dalla finestra e vide il cielo azzurro di Pesaro. Il vento arrivava dal mare portando un profumo dolce e leggero.

In quel momento sentì suonare le campane e vide tante persone camminare sorridendo per le vie del centro.

“Che festa è mai questa?” domandò.

Un passerotto si posò sul suo naso.

“È la Festa dei Fiori! Tutta la città è diventata un giardino!”

Cammello Caramello si mise il suo cappello color crema e partì.

Arrivato in piazza, rimase a bocca aperta.

C’erano rose rosse come rubini, margherite bianche come nuvole, viole profumate e girasoli che sembravano piccoli soli.

“Che meraviglia!” esclamò.

Camminando tra gli stand, incontrò una bambina che piangeva.

“Perché sei triste?” chiese gentilmente.

“La mia piantina di lavanda è caduta e il vaso si è rotto.”

Cammello Caramello osservò il danno e sorrise.

“Non preoccuparti. Quando ero piccolo, nel deserto imparai che le cose più belle possono rinascere.”

Con le sue lunghe gambe raccolse alcuni sassolini colorati. Un giardiniere regalò un nuovo vaso e insieme trapiantarono la lavanda.

La bambina tornò a sorridere.

Più tardi il cammello incontrò un anziano fioraio.

“Vedi tutti questi fiori?” disse il vecchio. “Ognuno è diverso, ma insieme creano bellezza.”

Quelle parole piacquero molto a Cammello Caramello.

Quando il sole iniziò a tramontare sul mare, la piazza si colorò d’oro.

I pesaresi si fermarono ad ammirare i fiori e il grande cammello color caramello che camminava tra i profumi.

“Qual è il fiore più bello?” gli chiese una signora.

Cammello Caramello ci pensò un momento e rispose:

“Quello che riesce a far sorridere qualcuno.”

Tutti applaudirono.

E da quel giorno, alla Festa dei Fiori di Pesaro, si racconta che tra le aiuole e i petali colorati si possa ancora vedere un cammello sorridente che passeggia lentamente, lasciando dietro di sé gentilezza e speranza.

Morale: I fiori rendono più belle le città, ma sono i piccoli gesti di bontà a far sbocciare i cuori.

Rosalba Angiuli

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