Sì del Consiglio comunale al Documento unico di programmazione 2027-2029 

INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

A rispondere alla prima interrogazione, presentata dal consigliere T. Nobili per l’“Intitolazione della pista di pattinaggio a rotelle di viale Trieste”, è stata l’assessora Sara Mengucci, che ha risposto per conto dell’assessora allo Spot Mila Della Dora: «Si tratta di un’interrogazione superata, in quanto l’intitolazione della pista di viale Trieste a Boiani è già stata effettuata lo scorso 30 luglio, alla presenza dei famigliari. L’iter dell’intitolazione era già stato avviato prima alla presentazione dell’interrogazione che discutiamo oggi». Il consigliere T. Nobili: «Soddisfazione piena per la risposta. Ci tenevo a ribadire i ringraziamenti per il grande contributo che Enzo Boiani ha dato alla nostra città: un esempio di amore verso lo sport e i giovani».

All’interrogazione a firma dei consiglieri Malandrino, Canciani e Marinucci sullo “Stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione delle mura storiche di Candelara e variante progettuale”, ha risposto l’assessore alle Nuove opere Riccardo Pozzi: «Approfitto della presenza dei consiglieri di minoranza per chiedervi, visto che avete un canale politico più privilegiato del mio, informazioni su quando uscirà il nuovo Bando regionale Mura. Era atteso in primavera, poi si è parlato di giugno, poi dell’estate. Siamo al 29 settembre e ancora non è uscito. Confidiamo che possa essere pubblicato al più presto, perché si tratta di un’opportunità importante per i Comuni, che possono candidare progetti di recupero e restauro di luoghi che spesso rappresentano elementi di grande valore identitario e, allo stesso tempo, strumenti di rivitalizzazione dei territori. Il Comune di Pesaro ha partecipato al primo Bando Mura con l’intervento su Monteciccardo, inaugurato nel novembre 2025, e successivamente con il progetto sulle mura di Casteldimezzo (inaugurato ad aprile 2026). In quest’ultimo caso ci siamo trovati a dover reperire in corso d’opera ulteriori risorse rispetto a quelle previste nella candidatura. Non per un errore progettuale o perché il cantiere non abbia lavorato bene, anzi, ma perché, nella prima graduatoria, il Comune di Pesaro non era risultato tra i beneficiari del finanziamento e, successivamente, a seguito di un ricorso, è arrivata una parte delle risorse che erano state inizialmente attese. Mi sarei aspettato, in quella circostanza, un’interrogazione per capire quali Comuni avessero tratto vantaggio dall’esclusione iniziale di Pesaro, tra cui proprio Pergola. Ma questo è un altro capitolo». Tornando a Candelara, «Si tratta di un intervento importante che l’Amministrazione ha portato avanti e condiviso con il Quartiere 3, la comunità e la Pro Loco di Candelara, che ha donato il progetto delle mura. Durante l’esecuzione dei lavori sono state rinvenute alcune parti di un’altra cinta . Questo ritrovamento ha comportato, nei mesi estivi, lavorazioni e approfondimenti dal punto di vista archeologico. Inevitabilmente, il cantiere ha dovuto sospendere la realizzazione della nuova scala prevista per collegare l’interno del castello con il foro boario. Le lavorazioni sono quindi state sospese in attesa di una nuova soluzione progettuale, sulla quale abbiamo avviato da tempo un’interlocuzione con la Soprintendenza. La variante non è ancora stata formalizzata alla stessa; nei prossimi giorni contiamo di ricevere il via libera per riavviare il cantiere. L’obiettivo è mantenere il collegamento tra il foro boario e il borgo, preservando al tempo stesso il valore storico delle strutture rinvenute e mantenendo l’attuale costo complessivo dell’intervento. Non ci sarà più la soluzione inizialmente prevista, una sorta di “tasca”, ma verrà realizzata una nuova scala in corten, di circa 1,8 metri, che consentirà di collegare le due quote mantenendo la funzione e rispettando la storia e la funzione che le mura hanno avuto nel tempo. L’intervento complessivo mantiene inoltre gli altri elementi previsti dal progetto: il recupero della vecchia cinta muraria, con il mattone e la pietra a vista, e la pulizia del torrione esistente. Ad oggi non ci sono costi aggiuntivi e confidiamo di poter mantenere l’obiettivo iniziale, arrivando a un risultato che crediamo possa rappresentare un motivo di orgoglio per il Quartiere e per la città».

Così il consigliere Mauro Marinucci per la soddisfazione: «Ho spesso sostenuto che questa Amministrazione ha un occhio di riguardo per il borgo di Candelara, ma evidentemente non solo uno. Ci sono mura anche in altri borghi, come Ginestreto o Novilara, ma questa Amministrazione parte sempre da Candelara. Mi fa piacere, comunque, che non ci saranno costi aggiuntivi, prendo atto e sicuramente approfondirò».

Si è poi discusso in merito allo “Stato di attuazione della mappatura dei siti contenenti amianto nel Comune di Pesaro” con l’interrogazione dei consiglieri Malandrino, Boresta, Canciani, Corsini e Redaelli. A rispondere è stato l’assessore all’Ambiente Maria Rosa Conti, che ha sottolineato: «Si è proceduto alla mappatura degli edifici pubblici, in particolare di proprietà dell’ente locale, perchè questo è un compito previsto dalla legge. La mappatura degli edifici privati, invece, spetta alla Regione: negli scorsi anni si sono susseguiti una serie di tavoli con la Prefettura nel quale il precedente assessore regionale aveva preso degli impegni per focalizzarsi sulla mappatura di Pesaro, di emanare bandi per coadiuvare enti locali nella mappatura. Ho personalmente incontrato il nuovo assessore, il quale si era, anche lui, preso l’impegno di focalizzarsi sulla città di Pesaro per poter procedere ad una attività di finanziamento per fondi. Negli ultimi mesi abbiamo sollecitato la Regione, anche con la possibilità di istituire un tavolo tecnico a livello provinciale».

Per soddisfazione il consigliere Malandrino: «Dalla risposta non emerge il fulcro della questione. Mi chiedo cosa ci sia di incomprensibile in quanto scritto nell’interrogazione. La risposta lascia intendere che le verifiche di competenza comunale, a carico dell’Amministrazione, siano state effettuate, ma sugli esiti delle mappature non viene fornita alcuna informazione. Per questo non posso considerarmi soddisfatto».

Si è poi passati all’interrogazione sugli “Interventi per la sicurezza e la viabilità nella località Trebbio della Sconfitta (Candelara)” presentata dai consiglieri Marinucci e Lanzi. A rispondere è stata l’assessora allo Viabilità Sara Mengucci, che ha detto: «Il tratto stradale è provinciale, quindi le decisioni vanno prese con la Provincia. Lì il limite è di 70km/h. A seguito del sopralluogo citato nell’interrogazione, i tecnici della provincia hanno provveduto ad effettuare una rilevazione di traffico esaminando velocità, per circa 6 giorni, tutto il giorno. La velocità media è di 50km/h, quindi inferiore al limite consentito. Per quanto riguarda la realizzazione della rotatoria, che ricordo essere di competenza della Provincia, la possibilità è stata esclusa: non ci sono condizioni tecniche e caratteristiche geometriche per realizzarla. In sede di sopralluogo era stata richiesta la possibilità di un attraversamento pedonale, ma non si può realizzare poiché c’è scarsa visibilità per chi proviene da Pesaro».

Per soddisfazione, Marinucci: «Quando faccio un’interrogazione, per una curiosa coincidenza, si fanno subito sopralluoghi; dovrò presentarne di più. Ricordo inoltre che alcuni colleghi di maggioranza, parlando della rotatoria di Santa Veneranda collegarono anche l’ipotesi per quella del Trebbio della Sconfitta. Sono solo “fiumi di parole”, come cantano i Jalisse».

PROPOSTE DI DELIBERE

La prima proposta discussa (approvata con 19 voti favorevoli, 11 astenuti) è stata la delibera per l’“Approvazione proposte per scuola dell’infanzia, primaria e secondario di 1° grado di Pesaro e relative linee di indirizzo regionali” illustrata dall’assessora alle Politiche educative Camilla Murgia, che ha detto: «La delibera apre ufficialmente l’anno scolastico e, come di consueto, viene discussa e portata in aula nel mese di settembre. Al centro c’è la programmazione della rete scolastica per il prossimo anno scolastico 2027/28. Lo ricordo anche ai consiglieri che non fanno parte della Commissione Politiche educative: la delibera riguarda la programmazione delle autonomie scolastiche sulla base delle linee guida trasmesse dalla Regione e, a sua volta, dalla Provincia, che vedono i Comuni deliberare sul prossimo anno scolastico. Le linee guida regionali pervenute prevedono cautela e anche uno spirito conservativo. Su tali indicazioni abbiamo deciso, insieme al sindaco, di continuare a lavorare nella tutela del nostro patrimonio scolastico e dei dirigenti della nostra città, effettuando tutte le verifiche previste dal regolamento: dalla riunione della Commissione consiliare alla raccolta delle proposte degli istituti comprensivi sul prossimo anno scolastico, fino ai pareri dei presidenti dei Consigli di quartiere. Ad oggi le scuole della città non hanno avanzato proposte o modifiche, seguendo le indicazioni delle linee regionali, se non l’Istituto comprensivo Villa San Martino, che ha richiesto la statalizzazione della scuola Ambarabà. Tale richiesta non viene accolta perché, in maniera responsabile, stiamo affrontando il tema della denatalità e della riorganizzazione dei plessi sul territorio all’interno di una condivisione d’intenti con le scuole statali. Questo ha portato a un’ottimizzazione dei numeri delle scuole dell’infanzia, rispetto alla capacità ricettiva delle scuole comunali, attraverso un dialogo proficuo e stimolante con le statali. Da questi nuovi rapporti sono nati anche patti educativi importanti, in cui gli istituti comprensivi si stanno dotando di pedagogiste proprie che partecipano a tavoli condivisi insieme al nostro coordinamento pedagogico. Un confronto che arricchisce il nostro pensiero pedagogico e permette di costruire maggiore armonia nell’affrontare le sfide educative più importanti che la città dovrà affrontare, tra cui anche il ruolo genitoriale, sempre più complesso. Sono felice di sostenere le linee guida regionali che riportano l’auspicio della creazione di poli educativi scolastici. Abbiamo appena inaugurato il secondo polo 0-6 della città, quello di Colombarone, e continuiamo a pensare a servizi integrati tra la primissima infanzia, 0-3 anni, e la fascia 3-6 anni, con un dialogo sempre più consapevole rispetto all’utilizzo del patrimonio edilizio della nostra città e con un pensiero attento, che eviti spreco di soldi pubblici, ottimizzando allo stesso tempo il benessere educativo e professionale nelle nostre scuole. La delibera non prevede modifiche per il prossimo anno scolastico, nella consapevolezza che il confronto, il pensiero sulle articolazioni della rete e il dialogo con lo Stato continuano in modo molto positivo». L’assessora ha poi ripreso parola dopo l’intervento dei consiglieri, prendendo spunto dai lavori fatti nella scuola di Santa Maria dell’Arzilla: «La situazione della palestra del plesso, come comunicato dalla collega assessora Della Dora, è già stata presa in carico, ma riprendo la parola per dissentire su quanto ho sentito, nel rispetto di alcuni parametri e obiettivi che ci siamo dati come Giunta. Lo faccio innanzitutto sul tema delle manutenzioni. È vero che abbiamo intercettato la totalità dei fondi PNRR destinati al patrimonio scolastico, ma è altrettanto vero che ci siamo posti obiettivi chiari. Inaugureremo in settimana i lavori al Prato Fiorito, scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo Pirandello. Questo perché l’assessora Della Dora ha posto come obiettivo prioritario delle manutenzioni il miglioramento di tutti gli ambienti sanitari, dagli spogliatoi ai bagni, delle scuole, a partire dalle primarie. Sono diversi gli interventi di manutenzione che l’Amministrazione ha attivato dal 2024 e che si sono affiancati agli interventi finanziati con il PNRR. Chiudo su questo tema dicendo che ci aspettiamo che anche altri soggetti possano continuare a sostenere le Amministrazioni nelle migliorie e nella capacità di sostenere queste nuove strutture, a partire dal nido di Torraccia. Noi, a ogni bando e a ogni opportunità, cerchiamo di intercettare risorse e, allo stesso modo, ci aspettiamo, come promesso dal ministro Valditara, che arrivino nuove risorse per l’acquisto di materiali scolastici, anche a scomputo di acquisti già effettuati».

Dominici: «La delibera che votiamo oggi si muove in continuità con l’assetto attuale. Proprio a partire da questo atto di ordinaria amministrazione, colgo l’occasione per fare il punto sulla situazione delle Politiche educative e su quanto ha caratterizzato in maniera straordinaria questi ultimi mesi, soprattutto sul fronte degli investimenti per il patrimonio scolastico della nostra città. Parto dai dati: come tutta Italia, anche Pesaro sta affrontando il fenomeno della denatalità. Negli ultimi dieci anni siamo arrivati a una diminuzione del 50% delle nascite. Una caduta libera che non può essere ignorata e che ci porta a chiederci quale sarà il futuro della nostra comunità. Di fronte a questo scenario, l’Amministrazione ha avviato un piano di riorganizzazione, anche attraverso la statalizzazione, con l’obiettivo di riequilibrare domanda e offerta e rispondere alle nuove esigenze della comunità. Guardiamo al nuovo anno scolastico con un sistema educativo comunale più forte, con più posti disponibili e liste d’attesa azzerate. Sono risultati ottenuti attraverso programmazione, visione e investimenti: numeri che raccontano una scelta precisa, che fa capo alle Politiche educative della città. Dal 2020 al 2025 abbiamo aumentato i posti disponibili, di cui 70 aggiunti soltanto nell’ultimo triennio. Un altro dato importante riguarda il parametro europeo che indica come obiettivo minimo una disponibilità di servizi educativi per almeno il 33% dei bambini nella fascia 0-3 anni. Pesaro ha raggiunto una copertura del 37%, con la previsione di arrivare al 45% entro il 2029. Ci tengo a ringraziare il sindaco Andrea Biancani e l’assessora Camilla Murgia, che hanno reso possibile tutto questo. Infine, sul fronte dell’edilizia scolastica, partiamo dall’inaugurazione del nido di Torraccia, con un investimento di 2 milioni di euro, per proseguire con la scuola G. Rossini di Monteciccardo, con lavori per 800mila euro, e la scuola Anna Frank, con un intervento da oltre 4 milioni di euro. Infine, il polo di Colombarone, il secondo a nascere a Pesaro, con 55mila euro di risorse comunali».

Marinucci: «Parliamo di edilizia e mi si è accesa la lampadina: oggi un giornale riporta la situazione della palestra all’Arzilla e anche io ho avuto segnalazioni da madri preoccupate. Presenterò un’interrogazione a riguardo perchè la risposta data dall’assessora di competenza non la ritengo adatta».

Nobili: «Il consigliere che mi ha preceduto riesce sempre a farmi fare dei viaggi surreali nel mondo del cinema, della poesia e della narrativa, stimolandomi a intervenire. Eviterò però di nominarlo, per non innescare una lunga serie di repliche. A parte questo, credo sia opportuno e doveroso fare il punto su tutto ciò che è stato portato avanti in questi anni. Forse ce ne dimentichiamo, ma il livello educativo che Pesaro ha raggiunto è invidiabile in tutta la regione. Tendiamo troppo spesso a criticare ciò che abbiamo in casa, mentre credo vada sottolineata la capacità che il Comune ha sempre dimostrato nel mettere al centro i bambini. Oggi parlare di investimenti nei servizi educativi è fondamentale, anche alla luce del problema della denatalità che stiamo affrontando, con l’obiettivo di stimolare le giovani coppie e creare le condizioni per ripartire. Investire in questo settore è essenziale, non soltanto attraverso le strutture, ma anche ripensando al modello educativo che vogliamo offrire ai nostri figli. Basti pensare che nei plessi statali il rapporto tra insegnanti e bambini è di uno a 27, mentre in quelli comunali è di uno a 17. Questo dimostra un’attenzione maggiore e più scrupolosa, che permette di sviluppare progettualità dal valore enorme per la crescita dei bambini. La parola risparmio è importante, ma lo è altrettanto quello investimento, soprattutto quando si tratta di scegliere i luoghi e gli ambiti giusti in cui investire per il futuro della nostra comunità».

Per dichiarazioni di voto Bernardi: «Una delibera che passa ogni anno in consiglio, ma che dietro ha tata costruzione, lavoro e coordinamento con le scuole. Ringrazio l’assessora Murgia, così come la presidente della Commissione. Il fatto che le linee guida regionali indichino tante delle buone pratiche che portiamo avanti in questo Comune da anni è l’ennesimo fattore che ci qualifica come servizio di alto livello».

L’assessore Riccardo Pozzi, con delega al Bilancio, ha illustrato la delibera successiva (che ha avuto il sì di 21 consiglieri; 10 i contrari) sulla “Documento unico di programmazione – DUP 2027-2029 L’ha così presentata: «È un documento molto corposo, che tiene insieme le priorità del mandato 2024-2029 di cui farò una prima illustrazione sintetica, perché questo documento poi si arricchirà di quella che è la vera parte che consente l’attuazione delle linee di mandato, quando nel dicembre di quest’anno ci accingeremo a votare il bilancio di previsione. Insieme a questo, nel DUP, troveremo i valori e le risorse economiche e di personale che accompagneranno la programmazione per attuare gli obiettivi amministrativi. Questo DUP delinea una programmazione a cascata, che parte dalle sette linee di mandato dell’Amministrazione Biancani, passa attraverso gli obiettivi strategici e arriva poi agli obiettivi operativi». Pozzi evidenzia poi un paio di passaggi significativi del documento: «In questo DUP emerge l’attenzione che l’Amministrazione vuole dare al fare le cose e all’elenco delle cose da fare, ma soprattutto al valore pubblico e all’impatto che le azioni, le politiche di welfare e gli investimenti pubblici portano con sé. Ciò significa che un’opera pubblica realizzata porta con sé un valore pubblico che si misura richiamando l’impatto sociale, l’accessibilità ai servizi, l’impatto ambientale e l’attrattività economica, penso, ad esempio, al recupero di un contenitore culturale nel centro storico come attrattore di altri investimenti privati. Ho citato i cantieri perché questo DUP è segnato da un passaggio importante: da una parte ci avviciniamo alla conclusione del PNRR, dall’altra c’è lo stimolo a portare avanti investimenti per efficientare la spesa e avere edifici più sicuri e in linea con standard elevati. Nel PNRR emerge un’attenzione importante, in particolare all’edilizia scolastica, con cui abbiamo concluso una sfida enorme: tre nuove scuole primarie, un nuovo nido, due mense e la rigenerazione di tre scuole esistenti, tra cui la Manzoni che ci accingiamo a concludere. I nidi rappresentano forse il modo più concreto in cui il PNRR è entrato nelle risposte in termini di servizi alle famiglie». E ancora, «Questo è un DUP corposo e propedeutico a una serie di tempistiche strette che ci porteranno verso l’approvazione del bilancio di dicembre. Ci sono elementi toccati in modo ancora sfumato, ma che riguardano le preoccupazioni di tanti amministratori oggi. Il sindaco sta lavorando da tempo e con impegno, coinvolgendo anche altri attori, per capire come affrontare la crisi energetica e gli aumenti che comporta anche per il bilancio del Comune. Senza azioni di alcun tipo, avranno un impatto molto pesante. Inoltre, la parte libera della spesa corrente del bilancio è minima e sarà complicatissimo attingere da lì per rispondere a queste criticità. Altro tema importante è il “sacrosanto” rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori dipendenti. Quell’aumento, doveroso, dei contratti per i dipendenti delle amministrazioni locali, è stato scaricato in modo grave e unico sulle casse dei Comuni. Questo significa rischiare di dover tagliare servizi, cosa che non vogliamo fare». Quelle citate dall’assessore, «Sono alcune delle sfide che vengono affrontate in modo narrativo nel DUP e che dovranno trovare risposte concrete con la nota di aggiornamento e con le risorse finanziarie necessarie per raggiungere gli obiettivi operativi e strategici contenuti nel documento».

Rocchi: «Un DUP che stabilisce le priorità, gli obiettivi e definisce come utilizzare le risorse pubbliche nei prossimi anni. Le città crescono quando qualcuno ha il coraggio di immaginarle migliori di come sono oggi. Naturalmente, la visione da sola non basta: deve essere accompagnata da risorse, investimenti, cronoprogrammi, opere e risultati. Ed è esattamente questo che troviamo oggi nel DUP».

Redaelli: «Questo DUP mette nero su bianco alcune criticità importanti. La prima è la cronica difficoltà con cui il Comune si rapporta con le società partecipate: manca un indirizzo chiaro e queste società, ogni volta, si sentono autorizzate a fare quello che vogliono. Mancano linee di indirizzo di mandato precise e, così facendo, le società procedono per la propria strada. In questo DUP, inoltre, non si tiene conto delle criticità evidenti emerse nell’ultimo anno in relazione alle società partecipate, prima fra tutte la questione dell’acquedotto. Su Marche Multiservizi non si tiene conto di quanto accaduto durante l’anno e non si parla mai del potenziamento delle reti idriche. Tra l’altro, gli obiettivi assegnati anche quest’anno alle società partecipate sono un copia e incolla di quelli degli anni precedenti, al di là del fatto che poi direte che sono tutti refusi. Un altro tema di cui non si tiene conto è il contratto di igiene urbana, anche quest’anno caratterizzato da grosse difficoltà con piccioni e ratti. Eppure, ancora una volta, non viene indicato alcun indirizzo per il potenziamento del servizio. Poi c’è la Fondazione Pescheria: si decide di potenziarla ulteriormente, affidandole altre deleghe, ma rispetto a cosa e a quali risultati ottenuti negli anni scorsi? Per una pagina sui social con qualche like? – dice il consigliere riferendosi a Visit Pesaro – Dove sono i risultati? Ad oggi, l’unico risultato chiaro ed evidente è che la Fondazione Pescheria si è rifiutata di consentire ai consiglieri comunali l’accesso agli atti e ai documenti richiesti, non garantendo la trasparenza. Per quanto riguarda l’organizzazione della struttura comunale, nell’organigramma manca un intero ufficio, quello della Polizia locale, e manca anche la casella relativa alla figura del sindaco». Poi ancora il consigliere torna sulla struttura: «Voglio fare due esempi. Abbiamo un settore, quello dei Servizi sociali, con 182 dipendenti e 6,2 milioni di euro di spesa, ma, nonostante ciò, è necessario affidarsi a 110mila euro di incarichi per collaboratori autonomi ed esternalizzare ulteriori servizi. Un altro tema importante è quello dell’ambiente, dove abbiamo visto passare un dirigente dopo l’altro: siamo al quarto e oggi dobbiamo ringraziare il segretario generale per ricoprire questo ufficio. L’ultimo passaggio riguarda gli obiettivi e, su questo, sono abbastanza deluso: si tratta di obiettivi minimali, senza innovazione, pianificazione o visione strategica. Quello che viene indicato è semplicemente che ogni ufficio deve svolgere il proprio lavoro. Siamo al minimo storico, senza alcuna vera tipologia di programmazione».

Malandrino: «Il DUP è un documento, allo stato attuale, di buoni propositi che mi sembrano abbastanza simili all’ultimo DUP presentato. Il mio intervento è propositivo, vedo con piacere che la richiesta del vigile del quartiere è in itinere. Le critiche verranno fatte quando a dicembre ci verranno forniti dati concreti. Vorrei affrontare quattro temi che considero strettamente collegati: sicurezza, giovani, turismo – cultura e stadio».

Il consigliere a iniziato con «la sicurezza: negli ultimi anni non è migliorata, non per colpa del Comune, anche se proprio il Comune può fare molte cose, come ad esempio non distribuire interventi in modo generico, ma capire dove e quando vengono compiuti reati. Serve più illuminazione pubblica nei punti più problematici, una Polizia Locale più mirate nei luoghi dove i problemi si concentrano realmente, e telecamere monitorate e istallate nei posti giusti». Poi i giovani «occorre metterli nelle condizioni per farli tornare e metterli in contatto con le aziende del territorio». Su turismo e cultura «devono essere occupazione, non basta organizzare qualche evento ma serve un calendario capace di portare visitatori anche fuori stagione». Poi lo stadio: «deve essere un polo moderno».

La seduta è stata sospesa per cinque minuti, su richiesta del consigliere Redaelli, per consentire il ripristino del corretto funzionamento della videocamera.

Marinucci: «Prima ho sentito parlare alcuni colleghi di “visione”, ma qualche dubbio ce l’ho. Mi riferisco, in particolare, alla mia precedente esperienza nell’ambito dell’impianto sportivo di Santa Maria dell’Arzilla. È stato completato il rifacimento della tribuna, realizzata su una scarpata che è poi crollata. Se la tribuna fosse stata costruita su un terreno pianeggiante, probabilmente avremmo risparmiato delle risorse. Le manutenzioni sono importanti e sono rimasto esterrefatto nello scoprire come, in alcuni casi, non vengano effettuate».

Palazzi: «Quando parliamo di DUP parliamo di visione di Pesaro. La città del futuro non si misura solo in cifre o aree di intervento, ma nella capacità di garantire esigibilità dei diritti di accessibilità e inclusione sociale. Per questo motivo sosteniamo con forza che il DUP deve correre di pari passo con una attenta e realista programmazione finanziaria. Le scelte di bilancio devono tenere conto delle risorse necessarie anche per sostenere e rendere operativo il progetto di vita per le persone con disabilità che dal 1 gennaio entrerà in vigore in tutta Italia. Non vorremmo che, anche questa storia – dice ironica –  finisse anche per ‘equiparazione giustissima degli stipendi dei dipendenti dell’amministrazione e dei dipendenti delle cooperative, dove lo stato fa il brillante e solidale e poi scarica la spesa sui comuni».

Bernardi: «È un documento che traccia la linea sugli interventi principali e sulla visione della nostra città. Parla dei cantieri e degli investimenti fatti sul territorio, così come delle manutenzioni, che fanno parte di un’azione e di una scelta amministrativa fondamentale». E, «Ho sentito accuse di non valorizzare Rossini: è surreale. A Pesaro siamo rinomati per dare il nome di Rossini a qualsiasi cosa; e poi lo citiamo e raccontiamo con grandi iniziative a partire dal ROF fino alle tante e variegate azioni culturali che hanno contraddistinto questa e le precedenti amministrazioni. Nel documento e nell’azione dell’Amministrazione, vedo anche una visione di una città sicura, su cui il sindaco non ha mai fatto un passo indietro. Ho sentito parlare delle videocamere come fossero degli spot: mi pare invece che questa Amministrazione le abbia installate e che gli slogan vengano utilizzati da un’altra parte politica di quest’aula». Il riferimento è al tema della sicurezza: «Su cui siamo sempre stati disponibili a collaborare. Per anni la destra ha sbandierato e portato continuamente dall’opposizione il progetto “Strade sicure”, che questa Amministrazione e questo Consiglio hanno votato a favore, proprio per rispondere al bisogno di presidio e dare una risposta all’insicurezza percepita. Abbiamo detto sì, ma oggi dov’è “Strade sicure”? Alcune proposte, come questa, sono state utilizzate come bandierine durante la campagna elettorale, salvo poi arrivare al fatto che questo Governo di destra non è in grado di portarle a termine. A cosa serve chiedere qualcosa che non si può fare? E questo vale per tanti altri temi. Sulle politiche ambientali, invece, non mi è chiaro perché nel Piano regionale dei rifiuti la Giunta regionale dica che per la raccolta differenziata occorra utilizzare il porta a porta. È un atteggiamento difficile da comprendere per un partito che ha fatto bandiera di un modello completamente diverso nella nostra città».

Marchionni: «Quest’anno mi sono presa l’impegno di partecipare alle commissioni Bilancio per ascoltare e comprendere il grande lavoro della macchina comunale, dai dirigenti ai dipendenti. Avevo inviato al presidente un paio di domande sul personale da sottoporre ai dirigenti, ma, non avendo ricevuto risposta, le ho poi rivolte direttamente agli uffici. A pagina 38, infatti, c’è un refuso: il sindaco compare in alto e, accanto a lui, il Corpo di Polizia locale con il vicecomandante, mentre sotto è rappresentata tutta la struttura organizzativa, a partire dal segretario generale. Siamo però riusciti a sistemare il dato relativo all’estensione territoriale del Comune, integrando finalmente anche i chilometri quadrati di Monteciccardo, entrato a far parte del nostro Comune ormai da quattro anni. Pur riconoscendo la grande disponibilità dei dirigenti, mi sono soffermata sulla voce relativa alla gestione delle risorse umane, che presenta obiettivi condivisibili. Ma tutto questo corrisponde davvero a ciò che sta accadendo all’interno dell’Amministrazione? Sapere che nel 2026 ci sono state oltre 80 richieste di nulla osta in uscita è un dato che non può essere ignorato. Tra queste richieste ci sono trasferimenti, mobilità e rinunce. Se le persone se ne vanno, dobbiamo chiederci perché. Altri enti pubblici offrono condizioni economiche inferiori e responsabilità minori: una spiegazione che, però, non mi soddisfa pienamente. Il fatto che decine di persone abbiano cercato un’alternativa deve portarci a porci delle domande. Il personale di questo ente non appartiene a un sindaco o a un altro, né a un dirigente piuttosto che a un altro: è personale di un ente pubblico, che può rappresentare un valore aggiunto per tutta la comunità. È un DUP ricco di obiettivi, ma deve diventare un DUP basato su dati verificabili».

Lanzi ha affrontato il tema ambientale, «a cui sappiamo che questa Amministrazione, almeno a parole, tiene tantissimo. Era, credo, il 2014 quando iniziò a raccontarsi con lo slogan “costruire sul costruito”, una formula che, rispetto al precedente DUP, nell‘attuale non trova particolari novità. Alcuni numeri che leggo, però, sono esplicativi e chiari e fanno emergere una realtà diversa, che stride con questa narrazione basata sullo “zero consumo di suolo” e sulla “rigenerazione urbana e territoriale”, ribadite anche a pagina 31 del DUP. I numeri riportati nel documento sono chiari: la disponibilità di verde urbano pro-capite è di 26,8 metri quadrati per abitante, a fronte di una media nazionale di 33 metri quadrati e di una media regionale delle Marche di 37,7. Pesaro è quindi ben al di sotto di questi valori medi. Io abito a Celletta e ho visto sorgere tre supermercati in pochi mesi. Come può reggere lo slogan “costruire sul costruito” se la dotazione di verde pubblico è inferiore sia alla media nazionale sia a quella regionale? Il rischio è che il consumo di suolo e la cementificazione prevalgano sulla capacità di garantire spazi verdi adeguati e accoglienti. Quali strategie concrete si intendono attuare per invertire questi dati? E come si intende conciliare la pianificazione urbanistica con la necessità di tutelare e aumentare il patrimonio verde a disposizione dei pesaresi?».

Mattioli: «Stupita nel sentire che Pesaro non valorizza il suo più grande cittadino, Rossini. Accusare l’Amministrazione di non fare abbastanza per lui è una polemica sterile. La cultura e Rossini non sono concetti astratti, ma una realtà concreta. Ricordo il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2024, frutto di un lavoro assiduo, anche in collaborazione con la Fondazione Rossini».

In conclusione, il sindaco Andrea Biancani: «Voglio prima di tutto ringraziare l’assessore Pozzi per aver illustrato il DUP e tutti coloro che ci hanno lavorato, riuscendo a rappresentare un quadro chiaro di quello che il Comune sta portando avanti. Come Amministrazione abbiamo un progetto ben definito, una visione di quello che sarà il futuro della città. Ci occupiamo delle piccole cose, così come dei grandi progetti: dal PUG al Piano regolatore del porto, passando per il progetto WaterCityFront, che punta alla riqualificazione della zona mare. Abbiamo messo mano in maniera importante alle politiche educative, per implementare i servizi, portiamo avanti le tematiche sociali e siamo in contatto con l’ERAP per far assegnare gli alloggi pronti, che accumulano ritardi di mesi. Abbiamo inoltre realizzato un’importante operazione di promozione della cultura e del turismo, un lavoro che richiede un impegno enorme. E poi basta con questa storia del consumo di suolo: è già previsto all’interno del Piano regolatore. Quando lo si approva si attiva un diritto. Se parte un lotto già previsto, quel consumo è già conteggiato nel Piano regolatore esistente. Tornando al tema della visione, abbiamo stanziato 6 milioni di euro per gli asfalti, intervenendo su 50 strade. Queste risorse sono state reperite grazie a un’operazione di razionalizzazione della spesa. Lo stesso vale per le scuole, sulle quali abbiamo investito tantissime risorse e continueremo a farlo. Per quanto riguarda il personale, soltanto i rinnovi contrattuali (giusti) hanno comportato per il Comune un aumento strutturale dei costi di circa 3,2 milioni di euro all’anno, a regime, considerando gli incrementi legati ai rinnovi del 2024 e del 2026. È una cifra enorme, paragonabile, per dare un’idea, al costo di decine di dipendenti. È ovvio che vorremmo potenziare ulteriormente il personale, perché siamo consapevoli che alcuni servizi hanno bisogno di essere rafforzati. Tuttavia, i costi per il personale gravano sulla spesa corrente e dobbiamo mantenere un equilibrio di bilancio, tenendo conto che, fin dal nostro insediamento, abbiamo dovuto affrontare questi aumenti. C’è poi un altro tema, particolarmente delicato, sul quale stiamo facendo delle verifiche: i consumi di gas ed energia elettrica sono un problema sicuramente per le famiglie e per le imprese della città, ma dovremmo affrontarlo anche negli edifici comunali, nelle palestre e nelle scuole e in tutte le strutture pubbliche. Parliamo di un vero e proprio dramma per tutta la comunità e per tutti gli enti locali. Il messaggio che voglio lanciare è questo: calma, questa Amministrazione c’è e sta portando avanti un programma di razionalizzazione, ma tutto questo deve confrontarsi con i costi dell’energia e del gas in vertiginoso aumento».

Lugli: «Non possiamo far finta che non esistano diritti edificatori già acquisiti, però credo che l’obiettivo politico della Giunta sia quello di verificare se anche questi diritti maturati sono ancora attivi o si possono superare».

Fabbri: «La discussione a cui abbiamo assistito è coerente con quanto fatto fino ad ora. Faccio un’osservazione: abito a Villa San Martino, vedo grandi luci accese negli impianti sportivi o anche della scuola Manzoni la sera dopo cena. Si parla di risparmio per cui consiglio di fare controlli; la città è molto grande e ci vuole senso etico».

Il Consiglio è proseguito nelle ore serali, con la discussione delle mozioni.

Comune di Pesaro

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