Il nosocomio di Muraglia e il futuro dell’area dell’attuale ospedale, i rifiuti, l’approvvigionamento idrico e anche la sicurezza sono stati i principali temi trattati dal primo cittadino dal palco del PalaBorgo per il panel “Pesaro, Marche, Italia” insieme al governatore Acquaroli e al deputato Curti; in collegamento anche Stefania Proietti presidente dell’Umbria
«Pesaro non chiede alla Regione soltanto attenzione, ma scelte, tempi e impegni concreti. Su temi strategici come il nuovo ospedale e su quello che sarà dell’area dell’attuale nosocomio San Salvatore, i rifiuti e l’approvvigionamento idrico non possiamo limitarci a interventi puntuali: servono una visione complessiva e un confronto costante tra istituzioni, perché sono opere e decisioni che avranno un impatto sulla città e sul territorio per i prossimi decenni» così il sindaco Andrea Biancani, dal palco del PalaBorgo di Borgo Santa Maria ospite della tavola rotonda “Pesaro, Marche, Italia” della terza giornata di Festa Unità Pesaro 2026 insieme a Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche, a Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria e ad Augusto Curti, deputato Pd.
NUOVO OSPEDALE e FUTURO DELL’AREA DEL SAN SALVATORE
«Quello del nuovo ospedale “lanciato” dal governo regionale attuale non è di certo un regalo – sottolinea il sindaco nell’intervenire nel dibattito -. Ricordo che l’ospedale noi, come governo regionale di centrosinistra, lo avevamo già approvato nel 2019. Poi, nel 2021, il progetto è stato cancellato e si è deciso di chiudere l’Azienda Marche Nord, che aveva numeri di molto migliori anche rispetto ad Ancona, e di procedere con un nuovo accordo di programma sottoscritto da presidente della Regione nel 2022 che prevedeva che il nuovo ospedale sarebbe stato finito nel 2027. Siamo arrivati a fine settembre 2026 e ancora deve partire sia la gara per la realizzazione del progetto esecutivo, sia la gara per le ditte che costruiranno materialmente l’ospedale ed è chiaro che non sarà completato fra 6-7 anni. Nel frattempo però si sta concludendo la demolizione di tutta la Cittadella della Salute mentale. I tempi non sono stati rispettati. Oggi si parla di 300 milioni di euro. Il Comune è favorevole al nuovo ospedale e non vediamo l’ora che venga realizzato. I tempi, invece, si stanno allungando. Io sono fiducioso, ma quello del nuovo ospedale “lanciato” dall’attuale governo regionale non è stato di certo un regalo: nel 2019 era previsto un ospedale da 600 posti letto. Si è deciso diversamente, legittimamente, ma per noi il percorso sarebbe stato diverso. Su questo, come su altri temi, avere una Regione più vicina sarebbe importante. Vediamo che per altri Comuni c’è un atteggiamento diverso, sono più vicini anche perché molti assessori fanno riferimento ad altri territori. Io sono un sindaco che vuole dialogare, perché per me l’obiettivo è arrivare ai risultati».
Biancani mette poi sul tavolo un altro tema collegato, quello del futuro dell’area del San Salvatore: «L’altra cosa che mi preoccupa, e su questo rinnovo la richiesta di un appuntamento con Acquaroli, è proprio il futuro dell’area del San Salvatore. Al momento non è ancora partito l’appalto per individuare il progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale, che doveva essere approvato lo scorso anno. È stato validato, ma siamo molto indietro. Spero che nel 2027 si possa chiudere la parte amministrativa e che il cantiere parta realmente nel 2028, perché poi serviranno almeno cinque anni per realizzarlo. Nel frattempo, e da subito, dobbiamo iniziare a pensare a cosa sarà di quell’area: quasi 3 ettari e 30mila metri quadrati di edificato. Non dobbiamo rischiare di ritrovarci, come per l’ex manicomio, con due aree abbandonate e senza futuro nel cuore della città. Non vogliamo una speculazione urbanistica. Dobbiamo decidere insieme cosa fare di quell’area. Noi abbiamo un’idea: vorremmo realizzarci servizi territoriali socio-sanitari legati alla salute mentale come anche appartamenti per studenti o un ospedale di comunità. Teniamo conto che oggi a Pesaro non è previsto e che è impensabile che non lo abbia. Per questo è importante vedersi e confrontarsi. Io sono un sindaco che vuole dialogare, con l’obiettivo di arrivare ai risultati».
RIFIUTI
Sul tema dei rifiuti, Biancani sottolinea la necessità di affrontare prima di tutto –e soprattutto prima del termovalorizzatore- l’emergenza legata alla capacità delle discariche: «Siamo in ritardo. Si danno date che sono irrispettabili per fare un termovalorizzatore, per il quale ci vogliono almeno 10-15 anni. E nel frattempo la politica non vuole prendere decisioni, anche perché le elezioni cadono ciclicamente. Il Pd ha diverse opinioni sul termovalorizzatore, io non ho una contrarietà personale, ma dico che il vero problema oggi è un altro». E lo spiega: «C’è un’altra emergenza a cui dobbiamo pensare: la saturazione delle discariche. Quelle del territorio sono praticamente complete e dobbiamo dare risposte in tempi molto più brevi. La saturazione di Ca’ Asprete è prevista per dicembre 2026, e anche Monteschiantello ha capacità residue limitate. Per entrambe è stato chiesto un prolungamento di tre anni. La Regione ha risposto in questi giorni e alla prossima assemblea di ATA come sindaci saremo chiamati a votare sull’ampliamento delle discariche esistenti. Quello delle discariche esistenti, oggi, è il primo tema a cui dobbiamo guardare». Per dare risposta non solo ai cittadini “privati”, «Da una parte ci sono i rifiuti urbani, dall’altra i rifiuti speciali prodotti dalle imprese. Se vogliamo che il nostro territorio sia competitivo, dobbiamo dare risposte anche agli imprenditori che hanno necessità, per restare sul mercato, di conferire i rifiuti speciali senza essere costrette a portarli fuori territorio, pagando di più». Il sindaco elenca poi un’ulteriore criticità urgente che il territorio deve affrontare: «C’è poi un altro problema: nessuno oggi vuole più la plastica riciclabile, e anche questo è un problema che dobbiamo affrontare con la Regione che deve stare vicino ai territori per trovare soluzioni che non creino un aumento delle tariffe dei cittadini». E poi c’è la questione delle indicazioni previste dal Piano regionale dei rifiuti. «La Regione con il documento indica ai Comuni di scegliere la raccolta porta a porta. Ho già sottolineato che è un sistema che aumenta i costi. Noi come città stiamo gradualmente ampliando il sistema dei cassonetti informatizzati che garantiscono costi di raccolta inferiori e la stessa qualità della raccolta differenziata. Se vogliamo evitare ulteriori aumenti delle bollette, bisogna che la Regione corregga il Piano».
APPROVVIGIONAMENTO IDRICO e ACQUEDOTTO
Rispondendo ironicamente a Laurenti sul tema dell’acquedotto, Biancani pone la necessità di intervenire sulla rete e, soprattutto, sulla disponibilità di acqua: «Sono fiducioso di passare alla storia come il sindaco che darà il via al primo intervento di sistemazione dell’acquedotto dalla sua costruzione. Entro i primi mesi del 2027 partiranno i lavori per il primo investimento, di oltre 22 milioni di euro. Avremo un incontro con l’AATO e chiederò che venga previsto anche il completamento del resto della condotta principale che porta acqua alla provincia». Poi rilancia: «Quella di Pesaro e Urbino è l’unica provincia delle Marche a dover fronte a un tema molto più grande dell’acquedotto: l’acqua da metterci dentro. Rispetto alle altre quattro province marchigiane, l’80% dell’acqua della nostra arriva dai 3 bacini gestiti da Enel, che oggi sono pieni di materiale sabbioso per oltre il 50%. Abbiamo quindi una capacità di invaso che è circa la metà di quella originaria e, con i cambiamenti climatici, le scorse settimane siamo arrivati ad avere appena 18 giorni di autonomia. Chiedo, come ho fatto più volte, che il presidente della Regione (ente che rilascia le concessioni per l’utilizzo dei bacini), si interfacci con il concessionario Enel affinché pulisca gli invasi. Altrimenti rischiamo di rimanere senza acqua. La concessione scade nel 2029 e dobbiamo iniziare a ragionare anche sul futuro: dobbiamo capire se abbia senso ridarla a Enel o affidarla a un altro gestore che abbia l’obiettivo di “produrre” acqua».
SCUOLA e TETTO AGLI STUDENTI STRANIERI
Sul tema della scuola e del tetto agli studenti stranieri nelle classi previsto dall’ultimo decreto legge del governo Meloni, Biancani rimarca che la questione è un’altra: la denatalità e dell’integrazione: «Si parla del “tetto” degli studenti e delle studentesse stranieri nelle classi, ma così rischiamo di non parlare del tema vero è che i bambini non ci sono più. Nelle nostre scuole, negli ultimi anni, sono diminuiti del 50%. Se non avessimo anche quella percentuale di bambini stranieri, oggi il problema sarebbe ancora più evidente. Il tema, quindi, non è se tenere o meno questi ragazzi nelle classi, ma come integrarli e accoglierli al meglio. Questo Paese ha una denatalità fortissima e, se non gestisce gli ingressi in maniera ordinata e chiaramente integrata, sarà a rischio la possibilità di mantenere aperte le attuali sedi; un problema che riguarda non solo Pesaro ma tutto il Paese. E poi c’è il tema del lavoro. Siete mai entrati in una fabbrica? Ci sono tanti stranieri che lavorano, così come nelle cucine dei ristoranti. Sono persone che fanno parte della nostra comunità e che contribuiscono alla nostra economia. Dobbiamo lavorare sull’integrazione, non lanciare il messaggio che la presenza di bambini stranieri a scuola sia un problema. È esattamente il contrario di quello che dobbiamo fare: dobbiamo fare in modo che questi bambini vadano a scuola, imparino la lingua, crescano insieme agli altri e si sentano parte della nostra comunità».
SICUREZZA
Sul tema della sicurezza, Biancani ribadisce la necessità di rafforzare gli organici delle Forze dell’Ordine per rispondere anche alla percezione di insicurezza dei cittadini: «La parola chiave è assunzione – ha detto -. Le Forze dell’Ordine devono essere messe nelle condizioni di lavorare con organici adeguati. Oggi sono in pochi a voler fare le scuole per entrare nelle Forze dell’Ordine e questo è un problema che dobbiamo affrontare. Dobbiamo garantire sicurezza e, allo stesso tempo, rispondere anche all’insicurezza percepita dai cittadini. Per questo abbiamo votato, insieme alla destra, in Consiglio comunale, il progetto “Strade Sicure” per Pesaro. È passato ormai quasi un anno e stiamo ancora aspettando il riscontro del Ministero. Abbiamo fatto la nostra parte, ma ancora non c’è una risposta. E non possiamo accettare che nel frattempo la responsabilità della sicurezza e della sua percezione in città venga scaricata sul Comune. Noi siamo per la sicurezza e per un’integrazione fatta bene. Non sono termini contrapposti: dobbiamo lavorare su entrambi, dando risposte concrete ai cittadini e garantendo la presenza necessaria sul territorio. Resta il fatto che coloro che invece arrivano nel Paese senza la volontà di integrarsi o peggio per delinquere devono essere espulse».
Comune di Pesaro

