La crescente attenzione della stampa e della società civile sulla vicenda giudiziaria che coinvolge Roberto Malini e Lisetta Sperindei è stata accolta positivamente anche dal Segretariato della Convenzione di Aarhus delle Nazioni Unite. In una risposta inviata dopo l’ultimo aggiornamento sul caso, Teresa Mayr, Legal Officer del Segretariato della Convenzione di Aarhus presso UNECE, ha sottolineato come sia positivo che la vicenda stia ricevendo maggiore attenzione pubblica, auspicando che ciò possa tradursi anche in maggiore solidarietà e sostegno. Ha inoltre invitato a continuare a trasmettere aggiornamenti sugli sviluppi del caso. Non si tratta di una pronuncia sul merito dei procedimenti, né di un giudizio sulla società che li ha promossi. È però un elemento significativo: la vicenda resta infatti all’attenzione di un meccanismo internazionale creato specificamente per la protezione dei difensori dell’ambiente.
La Convenzione di Aarhus prevede che chi esercita i propri diritti di partecipazione ambientale non debba essere penalizzato, perseguitato o sottoposto a molestie. Il relativo Special Rapporteur on Environmental Defenders, Michel Forst, dispone di un meccanismo rapido di protezione e ha più volte incluso tra i fenomeni da monitorare anche le azioni giudiziarie strategiche contro la partecipazione pubblica, le cosiddette SLAPP. Il caso di Pesaro riguarda due procedimenti paralleli, vale a dire una causa civile con richiesta di risarcimento di 2 milioni di euro e una querela penale. Front Line Defenders, la coalizione CASE e altre organizzazioni internazionali che tutelano i difensori dei diritti umani e dell’ambiente hanno già definito la causa una SLAPP e hanno chiesto il ritiro sia dell’azione civile sia della denuncia penale, ritenendole collegate all’esercizio pacifico della libertà di espressione e dell’attività di tutela ambientale.
Negli ultimi giorni, la pubblicazione di articoli sulla vicenda ha suscitato nuove richieste di informazioni e manifestazioni di solidarietà da parte di associazioni e cittadini. Ed è forse proprio questo il dato più importante, perché una SLAPP produce il massimo effetto quando resta isolata, poco conosciuta e capace di intimorire chi osserva da fuori. Quando invece stampa, associazioni e cittadini iniziano a comprenderne il peso, la questione non riguarda più soltanto due persone chiamate a difendersi in tribunale, ma il diritto di una comunità a informarsi, criticare, segnalare problemi ambientali e partecipare alle decisioni che riguardano salute e territorio. La risposta del Segretariato di Aarhus non chiude naturalmente alcuna questione giuridica. Ma conferma che documentare, rendere visibili e seguire nel tempo questi procedimenti è parte essenziale della tutela dei difensori ambientali.
Nella foto, sede dell’UNECE a Ginevra
Comunicato trasmesso da EveryOne Group
Roberto Malini
scrittore, storico, ricercatore e difensore dei diritti umani
Premio Rotondi 2018 quale “Salvatore dell’arte della Shoah”
Premio Goffredo Parise per il Reportage – Ossigeno per l’informazione
Consulente etico editoriale e curatore di collezioni d’arte, fra cui quelle del Museo Nazionale della Shoah di Roma e della Cittadella di Barletta
EveryOne Group
Movimento civile per la difesa dei diritti umani, dell’ambiente e dei beni culturali
ILMC – Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria

