Buonasera, scrivo per segnalare un elemento rilevante che, al momento, non compare nella narrazione pubblica sul trasferimento dei 27 ospiti della RSA Francesco Tomasello a Casa Roverella, nel complesso di Santa Colomba.
Mentre si discute della necessità di garantire “tempi adeguati” per il trasferimento dei 27 ospiti della Tomasello, 14 persone che già risiedono a Santa Colomba hanno ricevuto oggi (18 settembre) la comunicazione che dovranno lasciare la struttura entro il 30 settembre. Si tratta di un termine di soli 12 giorni.
Secondo quanto riferito alle famiglie, dal 1° settembre la struttura non sarebbe più autorizzata a ospitare queste persone, nonostante le rette siano state regolarmente pagate. A oggi, non è stata indicata alcuna sistemazione alternativa.
La contraddizione è evidente: nelle dichiarazioni ufficiali, l’assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi ha parlato della necessità di evitare “corse contro il tempo”, di garantire programmazione e attenzione nel trasferimento dei 27 ospiti della Tomasello. Tuttavia, 14 persone fragili già presenti a Santa Colomba vengono informate con dodici giorni di anticipo che devono lasciare la struttura, senza che sia stato comunicato dove potranno essere trasferite.
Non si tratta di persone che possono rientrare autonomamente a casa o trovare una nuova sistemazione in pochi giorni: sono ospiti di una struttura residenziale perché necessitano di assistenza continuativa.
La domanda che le famiglie pongono è semplice e urgente: dove dovranno andare queste 14 persone dal 1° ottobre? E perché dodici giorni dovrebbero essere considerati un tempo sufficiente per garantire continuità assistenziale a persone fragili?
Questa parte della vicenda, che coinvolge 14 famiglie e altrettanti ospiti, non è finora emersa nel dibattito pubblico, ma rappresenta un effetto diretto della riorganizzazione in corso a Santa Colomba.
Ritengo che meriti attenzione e approfondimento almeno quanto il trasferimento dei 27 ospiti della Tomasello. Sono disponibile a fornire ulteriori informazioni e a mettere la redazione in contatto con i familiari coinvolti.Cordiali saluti,
Laura Conti

