Dal 18 settembre si fa “La Rivoluzione Gentile”: al via il festival sulla differenza di genere che parte dalla voce di studentesse e studenti

Dopo l’anteprima gli appuntamenti proseguono il 10 e l’11 ottobre con Lea Melandri, Piero Del Soldà, Maria Antonietta, Damiano Rizzi, la Fondazione Uno Nessuno Centomila, Labodif, il comitato giovanile della Fondazione Giulia Cecchettin. E ancora Centro Uomini Maltrattanti, Prime Minister, Rete degli studenti medi Marche, le associazioni WayYouth e Scosse rifletteranno insieme alle studentesse e studenti del territorio e le équipe del settore differenza di genere e pari opportunità di Labirinto cooperativa sociale su nuove modalità per riconoscere gli stereotipi di genere e costruire relazioni egualitarie tra maschile e femminile. In programma laboratori, mostre e concerti  
Raccontare e condividere con la cittadinanza una visione precisa: la differenza tra maschile e femminile, se riconosciuta e compresa, può trasformarsi in un autentico atto di libertà. È questo l’obiettivo de La Rivoluzione Gentile, il festival in programma il 18 settembre e nel weekend del 10 – 11 ottobre in diversi luoghi di Pesaro. Finanziato della Fondazione Una Nessuna Centomila, come riconoscimento del lavoro del centro antiviolenza Parla con noi, il festival è ideato e realizzato dal settore differenza di genere e pari opportunità di Labirinto cooperativa sociale insieme all’Ambito Territoriale Sociale 1 e il Comune di Pesaro in collaborazione con Arci provinciale Pesaro – Urbino e con il contributo di Coop Alleanza 3.0.  
Luca Pandolfi, presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats1 e assessore alle Politiche sociali di Pesaro sottolinea che: «La Rivoluzione gentile ci invita a superare la cultura della forza e della prevaricazione, non solo nelle relazioni di genere ma nel modo in cui ci confrontiamo con gli altri e con le differenze. Come Amministrazione sentiamo la responsabilità di scardinare modelli ancora profondamente radicati: prima riconoscendoli, poi scegliendo di cambiare e costruendo insieme alternative. È un cambiamento culturale che richiede una vera forza rivoluzionaria».   «Portiamo l’esperienza di un Festival sul territorio – spiega Andrea Mancini, coordinatore Ats1 – per promuovere una cultura del contrasto alla violenza di genere. Un lavoro che parte dai servizi, come i centri antiviolenza e VOCI, ma che deve coinvolgere tutta la comunità: circa un quarto delle segnalazioni arrivate lo scorso anno al Centro antiviolenza Parla con noi è infatti giunto dalla rete informale di amici e conoscenti. Attivare questa sensibilità significa creare una comunità più capace di riconoscere la violenza e accompagnare chi chiede aiuto».  
Davide Mattioli, presidente Labirinto Cooperativa Sociale sottolinea il valore del «finanziamento nazionale ottenuto dal Festival; è un importante riconoscimento del lavoro che Pesaro porta avanti su questi temi. È il risultato della collaborazione tra Cooperativa Labirinto, ATS 1, Comune e associazioni, di una capacità di programmare insieme che nel nostro territorio esiste da anni. Vedere questo modello riconosciuto anche a livello nazionale è motivo di grande soddisfazione».   La Rivoluzione Gentile porta fuori dalle scuole e dentro la città lo sguardo e la riflessione maturati in dodici anni di lavoro dell’équipe del settore differenza di genere e pari opportunità di Labirinto trascorsi insieme a studentesse e studenti, per costruire un percorso culturale in cinque passaggi: riconoscere il valore della differenza e le asimmetrie sottili nelle relazioni; disimparare gli stereotipi di genere e gli automatismi culturali; scegliere consapevolmente da che parte stare; costruire relazioni paritarie e spazi di ascolto; rivoluzionare, con la gentilezza come forza politica, il modo di stare al mondo.  
Sara Mengucci, assessora alle Pari opportunità: «Ringraziamo Labirinto per un festival innovativo che sintetizza il lavoro di rete che il territorio porta avanti da anni. Il contrasto alla violenza di genere richiede educazione, formazione e un impegno costante contro gli stereotipi, perché il femminicidio è la punta di un fenomeno che ha radici culturali profonde. Accanto alla prevenzione sono fondamentali i servizi, dai centri antiviolenza al lavoro con gli uomini maltrattanti».
Camilla Murgia, assessora alle Politiche educative e alle Politiche giovanili: «La Rivoluzione gentile rappresenta l’idea di comunità educante che vogliamo costruire: una comunità che affronta le emergenze partendo dalla cultura e dall’educazione. La gentilezza è un modello che l’Amministrazione di Pesaro porta avanti da tempo e che oggi diventa uno strumento per scardinare stereotipi e costruire relazioni diverse. Il festival rafforza questo impegno e ci ricorda che contrastare la violenza significa scegliere di non essere indifferenti e coinvolgere tutta la comunità».   L’anteprima del festival si terrà venerdì 18 settembre, ore 17.30, nell’atrio di Palazzo Gradari, via Rossini 26, con l’incontro Non è grammatica. È identità. Prendendo spunto da una riflessione della scrittrice uruguaiana Cristina Peri Rossi sul valore della differenza tra maschile e femminile come fonte di ricchezza, l’incontro vede confrontarsi Giovanna Galletti e Gianna Mazzini, fondatrici di Labodif, l’istituto di ricerca e formazione specializzato nello studio delle differenze, in dialogo con Myriam Fugaro, coordinatrice del settore differenza di genere e pari opportunità, insieme a Giovanna Fettucci, operatrice del servizio Voci di Labirinto cooperativa sociale.   «La Rivoluzione gentile nasce dal lavoro corale di chi opera sui temi delle pari opportunità e della differenza di genere. È un ossimoro voluto: abbiamo bisogno di cambiare e di scardinare stereotipi, ma vogliamo farlo attraverso cura, ascolto e relazione. Il festival guarda soprattutto alle nuove generazioni, offrendo modelli diversi per costruire relazioni più libere e rispettose» evidenzia Myriam Fugaro, coordinatrice Settore differenza di genere pari opportunità di Labirinto nel presentare il Festival e nel passare la parola a Stella Grassetti, coordinatrice Centro antiviolenza – CAV Parla con noi e Servizio Voci, operatrice Formazione Scuole di Labirinto: «Il cambiamento culturale passa anche attraverso l’arte e linguaggi capaci di parlare alle nuove generazioni. Il festival raccoglie il lavoro che da anni portiamo nelle scuole e nei servizi e lo apre alla città: dal racconto di dodici anni di incontri nelle scuole alla mostra, dalla musica di Maria Antonietta al confronto con il comitato giovanile Cecchettin e alla tavola rotonda con i diversi soggetti della rete. Un percorso per capire insieme come costruire concretamente una rivoluzione gentile».  
Sabato 10 ottobre ,il Festival si apre alla Sala Metaurense (ore 10.00) con il racconto di dodici anni di lavoro nelle scuole a cura dell’équipe del settore differenza di genere e pari opportunità di Labirinto, insieme all’associazione Percorso Donna, l’associazione di promozione sociale WayYouth e la testimonianza di studentesse e studenti coinvolti nella formazione su stereotipi e parità di genere; il momento si concluderà con la cantautrice Maria Antonietta e una riflessione sulla musica come elemento capace di facilitare una rivoluzione gentile.  
Segue, alle 12.30, l’apertura al Loggiato della Prefettura della mostra Svelare le tracce nascoste: curata dall’équipe formazione scuola di Labirinto insieme all’artista visiva Romina Tassinari, l’esposizione racconta pensieri e luoghi comuni, punti di vista e visioni di studentesse e studenti, in particolare, come aggiunge Mara Wolnitzky, operatrice Formazione Scuole Labirinto «Racconta il lavoro che da anni portiamo nelle scuole per aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere stereotipi e modelli relazionali. Attraverso tre sezioni affronta ruoli di genere, relazioni affettive e percorsi educativi. L’obiettivo non è solo prevenire la violenza, ma promuovere relazioni paritarie e rispettose e aiutare a guardare con spirito critico ai modelli che ci vengono proposti». In mostra sarà possibile consultare e ritirare una copia gratuita, fino a esaurimento, di Amarsi senza farsi male: una mappa per orientarsi nelle relazioni affettive, nata dall’équipe formazione scuola di Labirinto che ha incontrato studentesse e studenti. Il libro è uno strumento per favorire la costruzione di relazioni sane, prevenendo dinamiche tossiche, che spesso sfociano in forme diverse di violenza.   Nel pomeriggio, alle 18.00 a Palazzo Gradari, sarà la volta dell’incontro Far Rumore per Amore con il racconto dell’esperienza del comitato giovanile della Fondazione Giulia Cecchettin. Sempre nel pomeriggio si susseguono i laboratori per bambine e bambini di psicomotricità e teatro-espressivo, a numero limitato e iscrizione obbligatoria. La giornata si chiude con DJ Fukinsei e il suo set tra bass music, jungle, footwork, rave (ore 19.30).   Domenica 11 ottobre si apre alla Chiesa della Santissima Annunziata (ore 11.30) con L’intreccio dell’amore, dialogo tra la saggista e attivista femminista Lea Melandri e Pietro Del Soldà, autore e voce di Tutta la città ne parla di Rai Radio 3. Nel pomeriggio ai laboratori per bambine e bambini si aggiungono tre laboratori gratuiti per adulti su: scrittura autobiografica, stereotipi di genere e dinamiche relazionali. Per partecipare è necessaria l’iscrizione.   Alle 17.30, in piazzale Collenuccio, l’Orchestra Olimpia apre la tavola rotonda conclusiva Riconoscere, Disimparare, Scegliere, Costruire, Rivoluzionare. Pietro Del Soldà dialogherà con i referenti di Ambito Territoriale Sociale 1, Fondazione Una Nessuna Centomila, Associazione di promozione sociale Scosse, Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Ferrara, la scuola di politica per giovani donne Prime Minister e la Rete degli Studenti Medi delle Marche. Il festival volge al termine con un closing party e la musica dal vivo della Free Music Foundation di Pesaro (ore 19.30, Loggiato Prefettura).   In entrambe le giornate sarà attivo uno bookshop in collaborazione con la Libreria Il Catalogo che metterà a disposizione una selezione curata di testi e approfondimenti dedicati alle tematiche legate alla differenza di genere, pari opportunità e cultura del rispetto.   Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito.   I laboratori per bambine, bambini e persone adulte, sono gratuiti a numero limitato di partecipanti. Per partecipare è necessaria l’iscrizione.    

Comune di Pesaro

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