CNA “Nuovo rialzo dei tassi penalizza investimenti e crescita delle piccole imprese”

PESARO – «Il nuovo aumento dei tassi deciso dalla Banca centrale europea rischia di colpire ancora una volta le piccole imprese, proprio nel momento in cui servirebbero investimenti e stabilità per sostenere la crescita».

È il commento di CNA Pesaro e Urbino, dopo la decisione della BCE di incrementare di 25 punti base il costo del denaro: il tasso sui depositi sale al 2,50%, mentre quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali raggiungono rispettivamente 2,65% e 2,90%.

«Comprendiamo la necessità di mantenere sotto controllo l’inflazione – sottolinea il presidente CNA Pesaro e Urbino Michele Matteucci – ma questa nuova stretta monetaria interviene su aumenti dei prezzi che derivano soprattutto dall’energia e dalle tensioni internazionali.

Alzare i tassi non riduce il costo del petrolio o del gas: al contrario, aumenta immediatamente il costo del credito per imprese e famiglie, con effetti diretti sulla liquidità e sulla capacità di programmare investimenti».

Le piccole imprese sono quelle più esposte. Secondo CNA di Pesaro e Urbino, infatti, a subire le conseguenze più pesanti sarà ancora una volta la platea delle micro e piccole imprese, che già oggi paga finanziamenti sensibilmente più onerosi rispetto alle realtà di maggiori dimensioni.

«Il rischio – spiega Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino – è di scoraggiare proprio gli investimenti necessari per innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica. Le imprese della provincia come quelle marchigiane stanno affrontando una fase complessa, tra costi elevati, rallentamenti della domanda e incertezze geopolitiche: rendere il credito più caro significa frenare la loro capacità di competere».

CNA Pesaro e Urbino evidenzia la necessità di garantire che il rialzo dei tassi non si traduca in una nuova restrizione dell’accesso al credito.

«Difendere la stabilità dei prezzi è essenziale – concludono Matteucci e Bianchini – ma lo è altrettanto evitare che il costo di questa strategia venga scaricato sulle imprese più piccole. Servono strumenti che proteggano la loro capacità di investire, innovare e crescere: senza le micro e piccole imprese, la tenuta economica delle Marche sarebbe molto più fragile».

 Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione   CNA Pesaro e Urbino  

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