Il Cinema all’aperto nel fossato di Rocca Costanza dà i numeri e guarda al 2027; Biancani e Vimini: «30 proiezioni, con circa 4000 spettatori e una scommessa vinta: ora puntiamo a farne un appuntamento stabile»

Sindaco e vicesindaco chiudono l’edizione 2026 della rassegna e annunciano gli obiettivi per la prossima: «Sarà più distribuita nel tempo e partirà dopo la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di giugno»

«30 proiezioni, 130 spettatori di media e una scommessa vinta: ora puntiamo a farne un appuntamento stabile più distribuito nel tempo, più ricco di proiezioni e ancor più coinvolgente». È il bilancio del sindaco Andrea Biancani e dal vicesindaco e assessore alla Cultura Daniele Vimini al termine della prima edizione del “Cinema all’aperto nel fossato di Rocca Costanza”, iniziata il 4 agosto e terminata il 6 settembre con la proiezione di “Yesterday” di Danny Boyle.

Un mese di programmazione no-stop, con 30 proiezioni, circa 4000 spettatori complessivi, con una media di circa 130 a serata, e punte da tutto esaurito, come accaduto per “Anatomia di una caduta” della regista Justine Triet. Numeri che raccontano una risposta importante da parte del pubblico e che, secondo l’Amministrazione comunale, confermano la scelta di riportare il cinema estivo nel fossato della Rocca. «È stata una scommessa vinta – sottolinea Biancani – ma soprattutto abbiamo capito quanto il pubblico desiderasse ritrovare questa rassegna. Anche ieri sera, incontrando gli spettatori, ho raccolto commenti entusiasti: c’è chi mi ha detto “ci era mancata”, chi “era quello che mancava” e chi semplicemente “è stato davvero bello”. Sono parole che restituiscono bene l’affetto con cui la città ha accolto il ritorno del cinema nel fossato di Rocca Costanza».

La rassegna è stata realizzata in tempi stretti con l’Amministrazione che ha dovuto superare alcune difficoltà che avrebbero potuto mettere a rischio la possibilità stessa di organizzare l’evento. «Non abbiamo scelto di partire ad agosto per volontà – spiega Biancani – ma perché siamo stati costretti a costruire la rassegna all’ultimo momento. Abbiamo affrontato una situazione complessa e abbiamo deciso comunque di andare avanti, perché volevamo dare questa possibilità alla città. Oggi possiamo dire che ce l’abbiamo fatta e che ne è valsa la pena. Quest’anno abbiamo deciso tutto a fine luglio e questo non ci ha consentito di comunicare il programma con il necessario anticipo, soprattutto ai turisti. La promozione attraverso VisitPesaro era già partita per il resto dell’offerta culturale e turistica della città, ma non abbiamo avuto il tempo di inserire adeguatamente il Cinema all’aperto. Per il 2027 vogliamo invece lavorare fin dall’inizio, anche grazie al ruolo della Fondazione Pesaro Nuovo Cinema, che abbiamo individuato come il soggetto in grado di dare continuità e professionalità a questo progetto. La Fondazione non sarà soltanto il partner organizzativo della rassegna, ma potrà contribuire a costruire un percorso dedicato al cinema che affianchi la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e accompagni la città per tutta l’estate».

La risposta di pubblico spinge l’Amministrazione a guardare –e lavorare- già all’estate 2027, «L’obiettivo per il prossimo anno – dicono Biancani e Vimini – è che la Fondazione Pesaro Nuovo Cinema, che rappresenta un “marchio di qualità” a livello internazionale, diventi sempre più lo strumento dell’Amministrazione per organizzare le iniziative legate al cinema durante tutto l’anno e soprattutto durante l’estate. Alla Mostra vogliamo affiancare un vero e proprio festival dedicato al cinema all’aperto». L’idea è di allungare il periodo dell’iniziativa. «Quest’anno abbiamo avuto una programmazione molto intensa, praticamente tutti i giorni – prosegue il sindaco –. È stata una formula che ha funzionato, ma possiamo ragionare su un modello con più proiezioni, distribuite su un periodo più lungo. Vorremo partire poco dopo la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e costruire un festival estivo che possa durare circa due mesi, diventando un appuntamento riconoscibile per i pesaresi e per i turisti».

Cristian Della Chiara, segretario generale della Fondazione Pesaro Nuovo Cinema, sottolinea: «La rassegna è stata per noi un primo importante esperimento di ampliamento delle attività della Fondazione, che non devono essere legate esclusivamente alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di giugno, ma possono svilupparsi durante tutto l’anno». Parallelamente, la Fondazione prosegue il lavoro di recupero, studio e digitalizzazione del proprio archivio storico, sostenuto anche dal contributo della Direzione Generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura nell’ambito del bando Progetti Speciali 2025. «Il nostro archivio custodisce 62 anni di storia della Mostra del Nuovo Cinema – spiega la presidente Giuliana Gamba – e vogliamo renderlo sempre più accessibile e fruibile». Tra le attività in corso, lo studio e l’inventario di 36 pellicole d’epoca, oggi depositate per la conservazione presso il CSC-Cineteca Nazionale, e il lavoro di digitalizzazione e recupero di alcuni materiali, tra cui “Dulce Patria” di Beatriz Gonzalez. Il percorso di valorizzazione prosegue martedì 8 settembre, alle 17:30, con l’inaugurazione all’Archivio di Stato di Pesaro Urbino della mostra “L’archivio della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema: percorsi e riletture”, visitabile l’8 e 9 settembre dalle 9 alle 19, e mercoledì 9 settembre, alle 18:30, alla libreria Il Catalogo, con la presentazione del volume “Pesaro Manifesto 1965-1970”, curato da Gianmarco Torri. «Stiamo lavorando a un progetto strutturale di valorizzazione – conclude la Fondazione – che proseguirà nei prossimi anni, con l’obiettivo di rendere progressivamente accessibili online i materiali dell’archivio».

La chiusura della rassegna coincide inoltre con una nuova serie di appuntamenti culturali nel fossato di Rocca Costanza che accoglie oggi e domani 8 settembre, la prima tappa di RoccaEventi – Il Canto dei Popoli. Ideato e promosso dall’Associazione Collettivo Teatro CUST 2000, con il sostegno del Comune di Pesaro e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e realizzato nell’ambito del percorso di crowdfunding ‘Rete del Dono’, il progetto mette al centro la musica popolare e tradizionale intesa come linguaggio universale profondamente radicato nell’identità dei popoli ma anche capace di attraverso confini e creare relazioni. Concerti e spettacoli sono affiancati da laboratori, pratiche esperienziali e momenti conviviali, offrendo al pubblico non soltanto la possibilità di assistere agli eventi, ma di entrare in contatto con le culture e tradizioni musicali provenienti da differenti parti del mondo.

Comune di Pesaro

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