Pesaro, 4 settembre 2026 – Il Comitato “Pesaro Pensa” interviene sulla sentenza del TAR relativa all’area della Torraccia destinata al nuovo laboratorio BSL-3 dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche.
La pronuncia ha respinto il ricorso contro gli atti relativi all’alienazione del terreno e ha escluso, per quanto esaminato, la qualificazione del laboratorio e delle stalle contumaciali come “industria insalubre”. Ma la decisione non costituisce un via libera alla costruzione: le questioni riguardanti salute, sicurezza e condizioni idrogeologiche dovranno essere affrontate quando esisterà un progetto sufficientemente dettagliato. Resta inoltre aperto un aspetto patrimoniale e contrattuale che il Comitato ritiene essenziale chiarire.
Nel 2022 il Comune approvò l’alienazione all’Istituto Zooprofilattico di circa 12.230 metri quadrati alla Torraccia, per un corrispettivo di 500.000 euro. Già nell’aprile 2023 Il Resto del Carlino riferiva che la vendita era stata bloccata in attesa degli sviluppi del contenzioso. Il 27 maggio 2023, dopo l’esondazione del Foglia che aveva allagato l’area prevista per il Biolab, lo stesso quotidiano scriveva che «un rogito notarile […] è stato bloccato», aggiungendo che l’operazione appariva ormai tramontata. Per “Pesaro Pensa” la questione è quindi molto precisa: quel rogito è stato successivamente stipulato? Il contratto di compravendita dei 12.230 metri quadrati è stato effettivamente perfezionato? Chi è oggi proprietario delle particelle interessate? E quali effetti conserva la delibera comunale del 2022 se il trasferimento non è mai arrivato al rogito?
«Non siamo davanti a un via libera alla costruzione», dichiarano Roberto Malini e Lisetta Sperindei per il Comitato. «Il TAR lascia aperte le questioni più delicate relative a salute, sicurezza e condizioni idrogeologiche. Ma oggi va chiarita anche la vicenda contrattuale: dopo l’alluvione del 2023 il Carlino riferì che il terreno era stato allagato e che il rogito da 500 mila euro era stato bloccato. Se quel contratto è stato poi concluso, chiediamo che vengano resi pubblici data, atto e condizioni. Se non lo è stato, occorre spiegare quale sia oggi la situazione giuridica dell’area».
Il Comitato sottolinea inoltre che un laboratorio BSL-3 richiede elevati standard di biocontenimento e che la scelta del sito non può essere considerata un elemento secondario. Prima di qualsiasi autorizzazione dovranno essere resi pubblici gli studi idraulici e idrogeologici, gli scenari di allagamento, le condizioni di accesso in emergenza e le garanzie di continuità dei sistemi di contenimento, filtrazione, sterilizzazione, alimentazione elettrica e gestione dei reflui.
«Non siamo contrari alla ricerca scientifica, che consideriamo fondamentale. La domanda è se una struttura che richiede standard così elevati di sicurezza venga collocata nel luogo più appropriato. Un’area interessata da rischio alluvionale deve essere valutata con il massimo rigore, prima che le decisioni diventino irreversibili».
“Pesaro Pensa” invita quindi Comune di Pesaro, Regione Marche, Istituto Zooprofilattico e autorità competenti a rendere pubblici sia gli studi sulla sicurezza del sito sia gli atti relativi alla compravendita: eventuale rogito, estremi della trascrizione e attuale titolarità delle particelle interessate.
«Se il progetto sarà compatibile con il sito, saranno gli studi a dimostrarlo. Se il contratto di vendita è stato perfezionato, saranno gli atti a dimostrarlo. Su salute pubblica, biosicurezza, fragilità del territorio e patrimonio pubblico, trasparenza e prudenza sono un dovere».
Comitato “Pesaro Pensa”
Fonti principali: Il Resto del Carlino, 4 settembre 2026, sulla decisione del TAR; Il Resto del Carlino, 27 maggio 2023, sull’alluvione della Torraccia e il blocco del rogito; Comune di Pesaro, atti e comunicazioni del 2022 relativi all’alienazione dell’area all’Istituto Zooprofilattico.
Per ulteriori informazioni, interviste o materiale stampa:
Roberto Malini – Comitato “Pesaro Pensa”
scrittore, ricercatore e difensore dei diritti umani
Premio Rotondi 2018 quale “Salvatore dell’arte della Shoah”
Premio Goffredo Parise per il Reportage – Ossigeno per l’informazione
Consulente etico editoriale e curatore di collezioni d’arte, fra cui quelle del Museo Nazionale della Shoah di Roma e della Cittadella di Barletta
EveryOne Group
Movimento civile per la difesa dei diritti umani, dell’ambiente e dei beni culturali
ILMC – Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria

