L’architettura del welfare a Pesaro. Il piano intercomunale e il Gruppo Architettura di Carlo Aymonino

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Per tutta l’estate alla chiesa del Suffragio, la mostra che documenta l’architettura e l’urbanistica progettate a Pesaro fra il 1969 e la metà degli anni ’80: un caso di studi internazionale.

Dal 19 luglio, la chiesa del Suffragio accoglie ‘L’architettura del welfare a Pesaro. Il piano intercomunale e il Gruppo Architettura di Carlo Aymonino’, la mostra a cura di Manuel Orazi che documenta lo straordinario caso urbanistico della città a fine anni sessanta. Promossa dal Comune di Pesaro e Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive in collaborazione con Pesaro Musei, con il patrocinio di: Università Iuav di Venezia, IN/Arch Istituto Nazionale di architettura – Marche, Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Pesaro e Urbino, l’esposizione vuole indagare l’architettura e l’urbanistica pubbliche progettate e realizzate in parte a Pesaro fra il 1969 e la metà degli anni ’80, uno tra gli esempi di welfare urbano più importanti di quel periodo storico. Al centro, il legame fra Carlo Aymonino (1926-2010), il Gruppo Architettura (Gianni Fabbri, Gianugo Polesello, Luciano Semerani, Raffaele Panella e altri) proveniente dallo IUAV di Venezia e la città.
 
In occasione del centenario della nascita di Aymonino, un gruppo di storici, economisti, fotografi e architetti rileggono oggi il lascito di un’epoca che torna d’attualità grazie all’iniziativa promossa dalla Commissione Europea Nuovo Bauhaus Europeo sugli spazi pubblici. Il pubblico potrà ammirare splendidi materiali d’archivio dell’assessorato ai lavori pubblici del Comune di Pesaro e dell’Archivio Progetti IUAV di Venezia: disegni, plastici, fotografie e video perlopiù inediti.
 
Il lungo lavoro di Aymonino ha modificato il baricentro della città, adeguandola alla nuova dimensione territoriale raggiunta con il boom economico e lo sviluppo del distretto del mobile, e rendendola un caso di studio internazionale. Il Piano intercomunale – il primo adottato in Italia – e il Piano particolareggiato del centro storico approvati dalla Giunta di Marcello Stefanini hanno riguardato tutte le possibili applicazioni del progetto investendo l’intero territorio comunale. Nel centro con opere di restauro (Casa Rossini, Rocca Costanza) e con interventi di nuova costruzione (via Mazza). In periferia è stato realizzato il complesso scolastico che raccoglieva tre scuole superiori organizzando razionalmente un Campus collegato alla rete viaria provinciale quindi alla scala della città-territorio. Aymonino e i suoi collaboratori modernizzano così il capoluogo marchigiano con una visione ambiziosa in competizione diretta con il lavoro di Giancarlo De Carlo a Urbino e Rimini negli stessi anni.
 
Lo scenario
Da decenni l’intervento pubblico in tema di edilizia sociale programmata è drasticamente diminuito nonostante la lunga tradizione italiana. Il risultato è un rincaro del prezzo immobiliare che costringe molte famiglie a cercare casa sempre più lontano dalle grandi città. Non a caso l’Unione Europea ha varato un Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. Se mancano gli alloggi si indebolisce tutta l’organizzazione sociale. Anche il progetto New European Bauhaus si inserisce in questo orizzonte, richiamandosi all’esperienza della Bauhaus, la più importante scuola di architettura e urbanistica che negli anni della Repubblica di Weimar all’estetica aveva anteposto l’etica di una riforma sociale. In questo scenario trova una nuova attualità l’esperienza urbanistica di Pesaro che nel 1969, per una serie di fattori politici, economici e culturali, è riuscita a dare una nuova impostazione a un territorio completamente trasformato con il boom economico, dotandolo di nuovi alloggi e nuovi servizi pubblici: un modello che merita di essere riscoperto. Il tema del governo del territorio attraverso nuovi strumenti urbanistici è tuttora molto attuale, come nel caso del nuovo comune di Vallefoglia (fusione intercomunale), che si iscrive in questa tradizione. Il tema scolastico invece, oggetto di importanti concorsi e progetti degli anni ’70, si coniuga a Pesaro con un altro affrontato in precedenza, quello dei centri direzionali: il centro Benelli – realizzato in una parte intermedia della città, fra il centro e l’autostrada, proteso cioè verso la zona industriale – ne è il risultato.
 
Carlo Aymonino
La figura di Carlo Aymonino (1926-2010) si staglia perciò nell’architettura del secondo novecento grazie soprattutto all’esperienza pesarese dove ha coordinato un gruppo di lavoro inedito. Docente universitario presso lo IUAV di Venezia (fondato nel 1926), già nei primi anni ’60 studia l’ipotesi di una città-territorio ovvero di una nuova organizzazione territoriale adeguata a un paese completamente cambiato dopo il regime fascista. Inoltre, è il primo a studiare il caso unico di Vienna che fin dal 1918 è divenuta la città modello per le politiche di welfare urbano: tuttora il 77% degli abitanti vive in alloggi comunali con affitti calmierati. Il complesso Monte Amiata al Gallaratese di Milano, in cui chiamò a collaborare il suo ex assistente Aldo Rossi, resta uno delle opere di architettura più importanti del ‘900. Il lavoro su Pesaro invece è stato senza dubbio la sua impresa più ambiziosa e coerente con i suoi studi precedenti. La visione di Aymonino e dell’amministrazione Stefanini era conscia dei nuovi problemi urbanistici legati alla ‘nuova dimensione’ che la città stava assumendo in seguito al boom del distretto del mobile. Perciò si è dovuta dotare di strumenti urbanistici nuovi come il piano intercomunale oggi tornato attuale in epoca di fusioni dei comuni. Si è trattato insomma di un’esperienza unica, paragonabile soltanto a quella limitrofa ma per molti versi opposta, portata avanti da Giancarlo De Carlo a Urbino. Aymonino ne fece tesoro per il resto della sua vita a partire dall’esperienza di assessore al centro storico al Comune di Roma (1980-1985).
 
Catalogo Quodlibet con contributi di: Antonio Calafati, Elena Calafati, Simone Capra, Gianni Fabbri, Kersten Geers, Manuel Orazi, Paolo Rosselli.
 
La mostra è finanziata all’interno della Strategia Territoriale per lo Sviluppo Sostenibile e integrato delle aree urbane ‘Strategia Congiunta 21-27 (ITI PESARO – FANO) – PR FESR 20221 – 2027 O.S. 5.1 – Az. 5.1.1 – Intervento 5.1.1.1’
 
 
L’architettura del welfare a Pesaro. Il piano intercomunale e il Gruppo Architettura di Carlo Aymonino
a cura di Manuel Orazi
19 luglio – 1 novembre 2026
chiesa del Suffragio
orario luglio-agosto giovedì 17-20, 21-23 venerdì-domenica e festivi 17-20
da settembre venerdì-domenica e festivi 16-19
info 0721 387541 info@pesaromusei.it
www.pesaromusei.it

Comune di Pesaro

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